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Un
non meglio identificato biologo russo, dopo aver letto dell'evento di questa
estate, cioè la comparsa di un mostro nel Lago Verde, mosso da legittima
curiosità, si porta nella zona del lago per constatare di persona gli
strani fenomeni qui verificatisi. Stando in attesa, di lì a poco, in un punto del
lago piuttosto lontano scorge una figura di animale che, a tutta prima non
distinta ma poi man mano che la figura si avvicinava nuotando in superficie,
si distingueva sempre più fino ad assumere l'immagine di un cavalluccio
marino, di proporzioni insolite perché diversamente non s'avrebbe potuto
notare.
Il cavalluccio ormai pienamente visibile altro non era che un evoluzione
dell'immenso Anaconda e che in questa forma si abbandonava a strane
acrobazie subacquee.
Lo studioso russo dà di piglio alla sua macchina fotografica e compie alcuni
scatti, nella certezza di immortalare le acrobazie e le strane metamorfosi.
Dell'Anaconda ormai non vi era più nessun ricordo, ma semmai l'ansiosa
attesa di ulteriori metamorfosi.
Il cavalluccio si lascia cullare dalle onde del lago fino ad arrivare alla
riva ove assume la sua vera natura, quella di un Anaconda.
Il biologo attentamente osserva e scatta altre foto al mostruoso serpente
il quale si dirige verso la grossa pianta di ulivo e si attorciglia intorno al tronco
con le
sue spire formando ben tre giri; rimangono oltre due metri di
coda e tre dall'ultimo giro, che discendendo su se stesso, si
stende a terra per un metro e per altrettanto si erge in alto.
Con la testa ruota e
con la bocca aperta ecco fuori uscire una lingua
biforcuta mai vista, che sondava l'aria nel
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tentativo di individuare una qualche
possibile preda per saziare il suo appetito.
L'uomo
si limitava ad osservare gli strani movimenti e le possibili metamorfosi, che
quel mostro era capace di fare, accortosi che la preda individuata era proprio lui,
forse a causa del calore che il
suo corpo emanava, visto che era rimasto immobile per tutto il tempo, percepito con certezza il pericolo, l'istinto di conservazione lo fa scattare e
correre come un forsennato verso la propria macchina ed abbandonare il posto precipitosamente.
Dopo qualche giorno, sviluppate le foto e riconsiderato tutto quello che gli
era accaduto: decise di andare a prendere le misure dell'albero
proprio per stabilire la lunghezza reale di quel mostruoso animale.
Arrivato sul posto osserva il tronco dell'albero che nella sua circonferenza misurava
ben m.3,97, mentre il suo ramo più
grosso era di m.2,35: quindi l'anaconda per lui sviluppava una lunghezza di oltre
17 metri, il che era una misura veramente straordinaria, considerata anche la
sua circonferenza che in realtà poteva essere anche più grossa di un collo
d'asino come era stata descritta nella prima apparizione al pastore.
Lo scienziato non avrebbe mai immaginato una così eccezionale di
anaconda sia pure molto vecchio, ma i suoi occhi increduli dovevano accettare
quell'esemplare forse unico al mondo, e domandandosi da dove venisse e chi lo
avrebbe scaricato nel Lago Verde.
Il lago, che era un invaso di recente formazione, non poteva giustificare la
presenza di una così enorme creatura giuntavi da chissà dove.
Cominciavano così i grossi interrogativi per il nostro biologo che veniva a
trovarsi in quel punto, di fronte ad un evento quasi incredibile.
La natura presenta spesso i suoi lati oscuri. |