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 CREATURE DEL LAGO VERDE
Un branco di Cinghiali e l'Anaconda
di Pietro Giovanni Lucarelli

È novembre, l'estate del 2005 è terminata, anche il frastuono degli eventi accaduti nelle acque del Lago Verde si è attenuato, gli animali selvatici imperversano nei suoi dintorni, soprattutto un branco di cinghiali la fanno da padroni, si riuniscono spesso sotto la grande quercia che ormai lascia cadere i primi chicchi di ghianda dell'anno.
Verso la fine di novembre una cinghialessa con i suoi piccoli si porta sotto la quercia per fare una buona mangiata di ghiande insieme ai suoi piccolini, ma un pericolo assai grosso le sta per capitare; infatti compare il nostro famoso mostro, l' anaconda, che afferra un piccolo cinghialetto; la mamma attacca l'anaconda ed emette il caratteristico grido di aiuto, accorrano immediatamente i maschi del branco che azzannano l'indesiderato ospite fino al punto che quest'ultimo si immerge nelle acque.
Il fracasso dei cinghiali attira la curiosità degli abitanti del villaggio poco lontano dal lago, questi capiscono il motivo di tanti grugniti e accorrono armati di fucili, zappe forconi ed altri attrezzi per la campagna in difesa dei cinghiali e con l'intenzione seria di farla finita una volta per tutto con l'anaconda.
Giunti sul posto trovano un cucciolo di cinghiale stordito e tanto sangue ma di colore chiaro e tanti pezzi di polpa dell'anaconda.
I cinghiali si erano ormai allontanati e la gente non ha trovato altro che il piccolo quasi morto; lo portano dal veterinario, che lo cura; dopo qualche giorno lo riportano alla mamma che lo accoglie senza alcun problema anzi grugnendo in un modo quasi umano come se volesse ringraziare di quel dono che gli umani gli avevano fatto e restò con i suoi piccoli sotto la grande quercia e senza alcuna paura continuarono a mangiare.
Dell'anaconda nessuna traccia, se non il sangue con pezzi di polpa e tanto sangue di color molto chiaro. Campioni di questo furono raccolti ed inviati insieme alla polpa allo stesso centro studio di biologia marina che durante le state 

aveva esaminato quei pezzetti di pelle che furono trovati sui resti della barca di Rocco il pescatore ecologista.
Questa volta gli scienziati furono categorici; oltre a confermare la specie, l'età che secondo loro poteva avere perfino 300 anni, ora precisano che la sua lunghezza è di 22 metri, il che è stato possibile calcolarlo secondo i segmenti della pelle il peso si avvicina ai 22 quintali.
Questo anaconda è davvero un mostro.
Ora nasce il dubbio della sua fine i cinghiali l'anno ferito mortalmente, è morto o si è ripreso e le acque sono ancora più pericolose di prima? Tutte queste domando fanno aggrovigliare il cervello alle autorità che non sanno cosa fare, se vuotare l'invaso fino all'ultima goccia ed ammazzare la bestia nel coso non si riesca a catturarlo.
La storia di questa estate 2005 continua. Scendono in campo gli animalisti, gli scienziati vogliono studiare il fenomeno di questo mostruoso serpente e quali sono state le cause scatenanti che lo hanno così mostruosamente fatto crescere e vivere tanti e tanti anni.
Intanto anche l'area acquista fama di legenda e un grosso flusso di visitatori imperversa nelle regione del Lago Verde apportando ricchezza e lavoro alle strutture turistiche.
Dunque, da un male può nascere anche un bene, ma il prezzo da pagare potrebbe essere molto alto; infatti si rafforzano le ricerche di come questo animale possa essere arrivato in un invaso se non proprio di modeste estensione ma nemmeno grandissimo, e come questo nuovo abitat possa giovare così tanto che persino in un mese invernale e quindi in acque non proprie calde possa sopravvivere un sì mostruoso animale ma pur sempre un serpente con sangue freddo idoneo a temperature molto calde, come quelle dell'Oceano Indiano, luogo ove la specie vive normalmente.
Considerato tutto questo ci viene da dire che non è vero che vivere in cattività possa causare la morte di un animale esotico come appunto l'Anaconda.

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