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CREATURE DEL LAGO VERDE
Proteo
di Pietro Giovanni Lucarelli 


Proteo

L'area occupata dalle acque del Lago Verde è carica di eventi straordinari e di racconti fantastici. Noi abbiamo avuto modo di raccontare, più di un decennio fa, una storia che riguarda l'area ove è sorto l'invaso che noi abbiamo nominato Lago Verde. 
La storia è quella di una catastrofe avvenuta proprio lì. È bene dire subito che detta area è pregna di racconti che sfiorano il magico, il religioso e l'avarizia degli uomini, ma anche tanta loro sensibilità.
In queste acque ambientiamo la nostra nuova favola. Era la notte di San Lorenzo, con un cielo stupendamente terso e con le stelle più scintillanti del solito. Tutta questa luce notturna invita un gruppetto di giovani, increduli degli eventi del lago, a fare una gita proprio su quella riva.
Al gruppetto si aggregano anche dei turisti tedeschi, muniti di una buona scorta di birra e di fuochi pirotecnici.
Arrivano a fare le ore due o tre di notte, giocando e gozzovigliando, ormai avevano bevuto tutti ed erano pronti per far rientro a casa, quando si sente una bellissima voce provenire dal lago che li chiama: ehi, ehi, voi non volete vedere i miei giochi? Tutti si girano verso la provenienza di quella voce e si vedono le acque danzare in una parte della superficie al centro del lago.
Ecco, una fanciulla dalla voce melodiosa che comincia a cantare una sequela di fatti; intorno a lei tantissime stelle cadenti fanno terminare le loro scie luminose sulle acque del lago.
Gli uomini, tutti incantati da quell'evento, rimangono lì tutta la notte e solo al fiammeggiar dell'aurora si rianimano in un istante e si chiedono l'un 

l'altro: ma tu... hai visto la ragazza? Sì certo, era lì un attimo fa in mezzo a tutte quelle stelle! Allora si tratta di una Santa. Ma che state a farneticare, dice un altro: è stato la birra dei nostri amici tedeschi che è forte come il nostro vino migliore e forse anche di più. 
Sappiamo che l'area è piena di fascino per i vari racconti ambientativi; noi stessi vi abbiamo creato due favole cariche di magia, la prima "la grotta del Tesoro", la seconda riguarda appunto l'evento catastrofico della collina e cioè lo sprofondamento di una intera palazzina con tutte le famiglie che vi abitavano, tra cui una donna incinta giunta ormai al termine della gravidanza.
Nella favola abbiamo parlato di una bambina nata nelle viscere della terra che dopo dieci anni dallo sprofondamento fu vista fuoriuscire dalle acque del lago e cantare la storia di un evento traumatico per la nazione intera.
Ad ascoltarla, per ironia della sorte fu proprio il padre pescatore, salvatosi dal disastro perché intento a pescare.
Proprio per questo motivo non fu creduto dagli amici pescatori che lo distolsero dall'incanto in cui si era trovato, così e pure i parenti e concittadini tutti, proprio perché lo si riteneva ancora troppo emotivamente coinvolto.
Ora, se le favole hanno davvero sempre un  lieto fine, bisogna credere che il nostro Proteo, o anaconda che sia, è risalito dalle viscere della terra perché quell'area è magica, o se volete stregata da un potentissimo mago proprio come nella favola "La grotta del Tesoro".
Quindi se da un lato le nostre figure rievocano immagini favolistiche, dall'altro popolano le acque del lago proprio per non far dimenticare l'origine delle stesse che sono sempre legate a un filo di verità sia pure solo desiderata.
Forse l'anaconda è un segno che un giorno la palazzina con le persone tornerà a vivere.

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