|
|
|
|
L'ETICA NELLA
POLITICA E
NELL'ECONOMIA |
|
|
Con la consueta lucidità di pensiero e di stile
l'illustre Prof. Giovanni Sartori ha espresso la sua autorevole opinione
(Corriere della sera,13 agosto) sui rapporti che intercorrono tra regole
morali ed esigenze della politica e dell'economia. L'interessante analisi muove dal presupposto che le persone si presentano sotto tre aspetti distinti e contrapposti nelle rispettive aspirazioni e attività. Possono infatti essere classificabili in persone morali , amorali o addirittura immorali. Dalla prevalenza di una o di un'altra di tali categorie nel corpo sociale e nella classe dirigente dipendono la saggia amministrazione della cosa pubblica secondo criteri di rettitudine nell'interesse del bene collettivo, o per converso un atteggiamento d'indifferenza per il conseguimento di questo scopo, ovvero la tendenza alla conquista del successo mediante un intreccio perverso tra politica ed economia. Le conclusioni di Sartori sull'attuale situazione del nostro Paese, travagliato da una forte crisi dell'etica, inducono a riflettere sul concetto stesso della morale e sui connotati che la caratterizzano. Fin dall'antica civiltà romana furono enunciati princìpi fondamentali che valgono ancora oggi a delineare il comportamento dell'uomo in seno alla società. Le direttive dell'agire umano furono incisivamente indicate nella massima "Honeste vivere, alterum non laedere, unicuique suum tribuere" (vivere onestamente, non ledere i diritti altrui, attribuire a ciascuno il suo). E' sorprendente che quelle tre prescrizioni riassumano l'essenza della legge morale in ogni tempo. In definitiva la morale esprime i comportamenti di massa che i membri di una società assumono, |
in un dato momento storico, come regole giuste del vivere civile, punti di
riferimento per ogni giudizio di valore. |