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L'ANGOLO DELLA POESIA

da IL TRAMITE DELL'INTESA
di Alberto Virgilio

IL PUNTO DI LUCE

Il punto di luce si rifà catena
la soglia non è chiusa
invochiamo i nostri corifei
al canto sempiterno di Ulisse
Itaca seminata di pietre
amalgama di nuovi ardori
i sogni non proibiti ruotano
nella danza campestre
all'ombra suadente delle querce
si disfano le alture già sedotte
nella nostra incupiscenza divorziata.

CHIUSO NELLA PAROLA

Chiuso nella parola
come nel letto di Procuste
in sviscerìo di sillabe
è il dono che mi resta
incostoso, la quiete
che riemerge dal distrìco
è reddito netto un guadagno puro

dalla raccolta 
"ASPETTANDO L'AURORA"

di Pietro Giovanni Lucarelli



IPPOCASTANO

Giovane amico che in così
breve tempo ti sei elevato
ed infoltito di larghe foglie
per donarmi frescure nei giorni di canicola
gradisci l'acqua che con amor
ti dono per rinvigorirti sempre più.

Tu mi ripari persino 
dai guizzi del sole
che seguono l'aurora,
che prima sbirciavano tra i pampini
del filare di vite antistante
la tua maestà.

Bello più un Apollo,
grande come una montagna
accogli uccelli e cicale in concerto,
la tua generosità è grande
come nessun altro fa.

 

 


 

NUOVO INNO AL MAR JONIO
          di Michele Crispino

Bello il tuo mare o azzurro Jonio,
nell'immensa conca si annida 
e riposa una lunga storia.

Gente dalle molte vite e molte città,
tutte si sono specchiate in te.

Se potessi immaginare la grandezza antica
e rivederla solo per un istante, direi di te cose non prima dette da nessuno.

Le tue acque arrise
dalla bellezza fulgida di Venere,
ti rendono ancora oggi un tributo
che altri mari non hanno.

In te si è specchiata, e si rispecchia ancora, la Grecia tutta, la Magna Grecia, madre ...di civiltà e di popoli, 
luce del mondo e splendore della vita sempre rinascente.

Il sole ti bacia fin dalle prime ore del mattino.
Benefica discende su di te la luce divina del giorno e ti illumina tutto, dandoti degli splendidi effetti che durano tanto e ti affascinano e ti incantano, facendoti brillare come tante perle incastonate e rifulgenti in una fantasmagoria di colori.

Bello è il tuo azzurro manto, come dice il poeta Nicola Sole, che ti ha celebrato per primo,
con felici accenti classici e foscoliani.

Io mi congiungo a quella voce ed, a modo mio, dico che più glauco mare di te, in queste lande di terra e di superfici acquee, è difficile trovare.

Tu, mare Jonio, principio e splendore
di civiltà, fulgore di luce che i poeti, prima greci, poi latini, con altri ancora moderni, cantarono.

Io modestamente mi accodo al loro canto
e dico che nessuno mai ti ha uguagliato per i doni che hai reso ai popoli abitanti sulle tue lucide coste, alle isole facendole specchiare nelle tue spumanti acque.

Forse presumo troppo, dicendo: chi ti ha superato, degli altri mari, nei doni elargiti alle città racchiuse nell'ampia, tua splendida conca? 

Sei stato un dono della dea Venere
che bagnandosi nelle tue sempre rinascenti linfe 
ti ha elargito il dono dell'immortalità.

"DA QUI ... ALL' ETERNITÀ"
di Angelo Perrone

"OR LA TUA VOCE HO UDITO..."

"Sono a te sconosciuto?"
...Ma quante volte in sogno
Del mio amor ti ho parlato!
Quanto il tuo dolce viso,
Felice, ho carezzato!
Io t'ho veduta in sogno
E tu m'hai pur sorriso.

"IL SOGNO DISTRUTTO"

Lungamente il mio cuore avea sognato
L'amore al ritornar di primavera;
Lungamente quel sogno carezzato
Il cuor aveva, o dolce capinera.
In me veduto avealo alfin sbocciato,
Ma travolgente, giunse la bufera:
Di fiorir, ancor prima fu sciupato.

Alla "sconosciuta"

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