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Don Aldo è quello
scrittore che ogni buon cristiano dovrebbe conoscere, ma anche l'apostolo
da seguire.
È uno scrittore che ha pubblicato molti libri ma gli ultimi due sono
splendidi volumi sulla religione. I suoi libri sono un continuo insegnamento e
guida sicura alla vita e alla cristianità, gli ultimi due volumi dal titolo
"Giornale del pulpito", dichiarano apertamente che "il cristiano non
può invocare il Padre comune e favorire l'emarginazione, gli squilibri
socio-economici; non può ringraziare Dio del dono della vita e nella
pratica non accogliere la vita, non rispettarla, non proteggerla; non può
ringraziare il Padre dei frutti della terra e del lavoro dell'uomo,
favorendo e praticando l'ingiustizia nel mondo o non riconoscendo i
diritti globali dell'uomo che sono libertà, disponibilità di servizi,
aiuti umanitari, ecc. Il titolo dei preziosi libri di don Aldo, parroco
nella diocesi di Tursi-Lagonegro, titolare a San Luca, Abate di Carbone;
Editore de "Il Serrapotamo", di Carbone 2005, ed oltre ai su citati che
sono freschi di stampa. Il secondo volume è del giugno 2006. Sia nel primo
che nel secondo volume don Aldo non manca in nessun momento di evangelizzare
ampiamente il suo uditorio, e da par suo lo divulga anche con testi
pregevoli, come la riproduzione di opere d'arte religiosa su cartoncini,
inserendo sul retro delle preghiere pregne di fede e stupende nel testo
poetico, atte a ristorare il cuore.
Le sue omelie domenicali raggiungono oltre i parrocchiani presenti anche un
pubblico più vasto, considerata la sua collaborazione a quotidiani e
riviste lucane, sia cartacee che on line; infatti, da queste si irradiano
per raggiungere un pubblico vasto per davvero, proprio come asserisce il suo
amico vescovo, autore dell' introduzione all'opera in parola, anche
monsignor Antonio Rosario Mennonna, vescovo di Nardò.
carne,
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I
semi che don Aldo continua a spargere da molti anni nei suoi interventi
domenicali e per iscritto sono un'intensa attualità: "In breve - dice -
il cristianesimo vive nella carne, perché sta in una condizione umana, però
non vive più secondo la carne".
Morale: bisogna rinunciare ai beni materiali superflui. Scrive ancora
il vescovo di Nardò: "La parola di Dio si attualizza nella parola di don
Aldo, la quale a sua volta si incarna nella quotidianità di ciascuno di noi
e traccia un solco, in cui depone con semplicità e con fermezza di fede il
seme, affidando a ciascuna coscienza la responsabilità del suo
germogliare". Una forza particolare completa tutto quanto il buon don Aldo insegna ed è quella che gli viene dal suo semplice ma efficacissimo
vocabolario; le parole sono colme di fede e d'amore nonché di caldo d'affetto per il prossimo. Le sue
stesse azioni sempre spontanee ed immediate a sorreggere il bisognoso, fanno
sì che neppure una sillaba vada persa. Dunque, non perdiamo il piacere di
leggerlo e di far nostre i suoi insegnamenti, proprio come dimostra questa
pubblicazione che riguarda i pezzi apparsi sul quotidiano di vita regionale
"Lucania". Don Aldo collabora da tempo anche con il Quotidiano della
Basilicata e i suoi scritti sono sempre improntati all'amore di Dio. Per
far ancor più comprendere l'umanità e la personalità di don Aldo
riportiamo una concisissima biografia stesa da lui medesimo: "Non voglio
essere l'omino di latta che potrà spogliarsi solo della sua ruggine, ma
un bianco gabbiano vecchio e stanco, che saprà ancora sognare guardando al
sole. Un giorno, forse rispondendo al fischio di un vento straniero,
tenendosi strette l'ali consunte, s'immergerà in quelle acque di cui
seppe nutrirsi un tempo. In quell'istante il suo futuro sarà scomparso in
un passato, e anche se non potrà più dirlo a nessuno sarà allora che si
sarà alzato nel suo volo più bello: il solo che non ha fine.
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