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LO SCRITTORE PRETE
di Pietro Giovanni Lucarelli

Don Aldo è quello scrittore che ogni buon cristiano dovrebbe conoscere, ma anche l'apostolo da seguire.
È uno scrittore che ha pubblicato molti libri ma gli ultimi due sono splendidi volumi sulla religione. I suoi libri sono un continuo insegnamento e guida sicura alla vita e alla cristianità, gli ultimi due volumi dal titolo "Giornale del pulpito", dichiarano apertamente che "il cristiano non può invocare il Padre comune e favorire l'emarginazione, gli squilibri socio-economici; non può ringraziare Dio del dono della vita e nella pratica non accogliere la vita, non rispettarla, non proteggerla; non può ringraziare il Padre dei frutti della terra e del lavoro dell'uomo, favorendo e praticando l'ingiustizia nel mondo o non riconoscendo i diritti globali dell'uomo che sono libertà, disponibilità di servizi, aiuti umanitari, ecc. Il titolo dei preziosi libri di don Aldo, parroco nella diocesi di Tursi-Lagonegro, titolare a San Luca, Abate di Carbone; Editore de "Il Serrapotamo", di Carbone 2005, ed oltre ai su citati che sono freschi di stampa. Il secondo volume è del giugno 2006. Sia nel primo che nel secondo volume don Aldo non manca in nessun momento di evangelizzare ampiamente il suo uditorio, e da par suo lo divulga anche con testi pregevoli, come la riproduzione di opere d'arte religiosa su cartoncini, inserendo sul retro delle preghiere pregne di fede e stupende nel testo poetico, atte a ristorare il cuore.
Le sue omelie domenicali raggiungono oltre i parrocchiani presenti anche un pubblico più vasto, considerata la sua collaborazione a quotidiani e riviste lucane, sia cartacee che on line; infatti, da queste si irradiano per raggiungere un pubblico vasto per davvero, proprio come asserisce il suo amico vescovo, autore dell' introduzione all'opera in parola, anche monsignor Antonio Rosario Mennonna, vescovo di Nardò.
carne, 

I semi che don Aldo continua a spargere da molti anni nei suoi interventi domenicali e per iscritto sono un'intensa attualità: "In breve - dice - il cristianesimo vive nella carne, perché sta in una condizione umana, però non vive più secondo la carne".
Morale: bisogna rinunciare ai beni materiali superflui. Scrive ancora il vescovo di Nardò: "La parola di Dio si attualizza nella parola di don Aldo, la quale a sua volta si incarna nella quotidianità di ciascuno di noi e traccia un solco, in cui depone con semplicità e con fermezza di fede il seme, affidando a ciascuna coscienza la responsabilità del suo germogliare". Una forza particolare completa tutto quanto il buon don Aldo insegna ed è quella che gli viene dal suo semplice ma efficacissimo vocabolario; le parole sono colme di fede e d'amore nonché di caldo d'affetto per il prossimo. Le sue stesse azioni sempre spontanee ed immediate a sorreggere il bisognoso, fanno sì che neppure una sillaba vada persa. Dunque, non perdiamo il piacere di leggerlo e di far nostre i suoi insegnamenti, proprio come dimostra questa pubblicazione che riguarda i pezzi apparsi sul quotidiano di vita regionale "Lucania". Don Aldo collabora da tempo anche con il Quotidiano della Basilicata e i suoi scritti sono sempre improntati all'amore di Dio. Per far ancor più comprendere l'umanità e la personalità di don Aldo riportiamo una concisissima biografia stesa da lui medesimo: "Non voglio essere l'omino di latta che potrà spogliarsi solo della sua ruggine, ma un bianco gabbiano vecchio e stanco, che saprà ancora sognare guardando al sole. Un giorno, forse rispondendo al fischio di un vento straniero, tenendosi strette l'ali consunte, s'immergerà in quelle acque di cui seppe nutrirsi un tempo. In quell'istante il suo futuro sarà scomparso in un passato, e anche se non potrà più dirlo a nessuno sarà allora che si sarà alzato nel suo volo più bello: il solo che non ha fine.

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