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IL RUOLO DELLA FAMIGLIA NELLA SOCIETA'
di Alberto Virgilio

Nella coscienza collettiva prende sempre più consistenza il convincimento che la famiglia in senso tradizionale conserva il suo ruolo importante anche nell'attuale società, dominata da una molteplicità di esigenze che vanno tuttavia armonicamente coordinate.
Sull'argomento possono essere menzionati alcuni recenti avvenimenti, nel cui ambito è stato dibattuto appunto il problema della famiglia.
Il recente quinto incontro delle comunità familiari svoltosi nella città di Valencia in Spagna si è concluso con la partecipazione di Benedetto XVI, il quale ha ancora una volta rivolto il fermo appello in difesa dei valori fondamentali del cristianesimo e del cattolicesimo.
Tra questi valori l'istituto della famiglia tradizionale, fondata sul matrimonio, è stato al centro dell'intervento del Pontefice.
Il grandioso spettacolo offerto dalla Spagna durante la visita di Papa Ratzinger è stata la più significativa risposta a tutte le polemiche e le critiche che, muovendo da una concezione esasperata di laicità dello Stato, hanno tentato invano di sminuire l'importanza dell'evento.
Alla messa celebrata dal Pontefice ha assistito una folla enorme di fedeli , calcolata in oltre un milione, con la partecipazione anche del Re, della Regina, e di alcuni ministri, con la sola volontaria assenza del capo di quel governo Josè Luis Rodriguez Zapatero.
La forte e vigorosa parola di Ratzinger a tutela dell'istituto familiare ha trovato piena rispondenza nei messaggi scambiati con il Presidente della Repubblica italiana Giorgio Napolitano, il quale è stato largo di riconoscimenti per la funzione che l'attuale Capo della Chiesa, dotato di grande carisma spirituale e culturale, va infaticabilmente svolgendo in ogni occasione per sollecitare, dalla più alta cattedra morale del mondo, il rispetto delle tradizioni millenarie che formano il patrimonio storico della civiltà occidentale.
L'appello del Pontefice in difesa della famiglia è stato rivolto in modo particolare all'Italia a causa del particolare rapporto che esiste tra lo Stato e la Chiesa.

Il Concordato del 1985 prevede infatti specificamente l'impegno dei due Enti , ciascuno nel proprio ordine indipendente e sovrano, alla reciproca collaborazione per la promozione dell'uomo e il bene del Paese. Nel quadro e nello spirito di questa collaborazione il Pontefice ha sollecitato il nostro Paese affinché si renda difensore della famiglia tradizionale in tutto il mondo, come peraltro risulta consacrato anche nell'art. 29 della Costituzione.
Dal punto di vista storico va infatti ricordato che l'istituto della famiglia , nel senso delineato nel diritto moderno , fu un punto di arrivo nello sviluppo della civiltà.
Dallo stadio primordiale dell'"agamìa" intesa come promiscuità sessuale illimitata si passò in successive progressioni prima alla fase della famiglia "consanguinea" (nella quale sembra che i rapporti coniugali fossero proibiti soltanto tra genitori e figli); in epoca posteriore alla famiglia "di gruppo" (il rapporto era consentito unicamente tra uomini di un gruppo e donne di altro gruppo), per approdare poi alle ulteriori fasi del "matriarcato" (incentrato sulla madre, unico soggetto conosciuto) e del "patriarcato" (i figli vivevano sotto il dominio del padre).
Alla fine di un tale lungo e travagliato percorso si giunse alla concezione della famiglia basata sul matrimonio monogamico nella pienezza della sua funzione sociale e morale.
Questa particella primigenia della società fu storicamente definita come "vrai cellule sociale" nella "Declaration des droits de la famille" (Lille, 192O).
Il profilo evolutivo avanti tracciato vale più di ogni altro argomento per dimostrare quanto nobile sia l'impegno profuso dal Pontefice a garanzia del patrimonio morale che la famiglia ancora oggi conserva nella convivenza civile.
La realtà sociale ha fatto sorgere il problema di tutelare anche altre forme di convivenza , e sembra perciò giusto che il legislatore intervenga per dare consistenza, entro certi limiti, a tale tutela, ma nel giusto equilibrio che la indicata esigenza comporta il ruolo privilegiato della famiglia tradizionale non dovrebbe subire alcun declassamento giuridico e morale.

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