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(in lingua inglese)
Big car, little car
America is finally beginning to end its love affair with the automobile.
With gas prices rising to $3 (2.34 Euro) and beyond per gallon, many
Americans are looking for economical alternatives to their big cars.
Citizens of the United States are starting to learn the lesson that their
European counterparts have known for decades: the
only rational way to deal with the high cost of gasoline is to manufacture
small cars that sip fuel rather than guzzling it.
While I drove for two weeks on the highways and roads of southern Italy, it
was refreshing to observe that the automobiles on the streets were, by far,
diminuitive in nature. I literally could count on one hand the number
of SUVs (sport utility vehicles) I saw. This is far from true in
America, however; the majority of cars are large or mid-size.
Americans
still prefer to own SUVs, pickup trucks, and passenger cars that are
spacious in the interior.
The American government has done almost nothing to convince its citizens to
alter their driving habits. The present presidential administration is
friendly to the gas and oil industry, and it has failed to promote
conservative fuel-consumption regulations. Both President Bush and
Vice President Cheney have made their fortunes in the oil business, so they
ignore criticism from environmental groups that call for more proactive
measures in dealing with a global energy crisis.
But various world crises (the war in Iraq, tension between the United States
and Iran, the conflict between Israel and Lebanon) have, according to energy
experts, driven up the cost of oil per barrel. The crises have lasted
long enough to convince American drivers that the price of fuel will not be
going down anytime soon. Therefore, some
American car companies have responded to the situation by producing smaller
cars and gas/electric hybrid models.
Foreign car manufacturers--Honda and Toyota--have manufactured hybrid cars
that have
become very popular in the American market. My wife, who must commute
to work 80 miles (128.7 kilometers) round-trip per day, recently
purchased a Toyota Prius, a gas/electric hybrid that gets 55 miles per
gallon (88.5 kilometers per 3.78 liters) on the highway.
Unfortunately, many Americans seem addicted to large cars, and as long as
they have the money to pay for gas, they are determined to continue
with their wasteful driving habits.
Of course, the oil and gas industry is more than willing to fuel these bad
habits, hoping, no doubt, to
maximize profit in this age of "peak oil," before it is forced to
develop alternative energy sources. Environmental researchers are
carrying out experiments in the use of alternative fuels--biodiesel, ethanol,
hydrogen, even water--but the Bush administration has been
stingy in funding these projects, as if it has no real interest in promoting
energy conservation.
That is a shame, too, because America is the largest consumer of energy in
the world. But American attitudes toward driving are slowly
beginning to change. Those attitudes will change more abruptly with every
increase in the price of gas. Soon enough, Americans will be as wise
as their European counterparts, driving small, fuel-efficient cars.
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(in lingua italiana)
Macchina
grande, piccola automobile
Finalmente l'America sta cominciando a chiudere i suoi affari di cuore con
l'automobile. Con i prezzi della benzina che salgono a $3 (corrispondenti ad
Euro 2.34) ed oltre al gallone, molti Americani stanno cercando alternative
economiche alle loro automobili grandiose. I cittadini degli Stati Uniti stanno
cominciando ad imparare la lezione che le loro controparti europee conoscono da
decenni: l'unico modo ragionevole, per fronteggiare l'alto costo della
benzina, è quello di produrre automobili più piccole, che possano diminuire,
anzichè tracannare il combustibile. Quando ho viaggiato per due settimane,
sulle autostrade e sulle strade dell'Italia del sud, era per me rilassante
osservare che le automobili su strada erano di gran lunga più piccole rispetto alle nostre. Si possono
contare sulle dita di una sola mano le automobili SUVs (veicoli ad
utilizzazione sportiva) che allora ho visto. Tutt'altra cosa succede in America, dove la maggioranza delle
automobili è di grande o media cilindrata. Gli Americani preferiscono ancora
guidare i loro SUVs, camioncini con rimorchi e macchine per passeggeri, che sono molto spaziose all'interno. Il governo americano non ha
fatto quasi niente per convincere i suoi cittadini a cambiare le loro abitudini
automobilistiche. Essendo l'attuale gestione presidenziale favorevole
all'industria del petrolio e del gas,
non è riuscita a promuovere delle regole conservatrici riguardo al consumo del
carburante. Sia il presidente Bush, che il vicepresidente Cheney hanno fatto
così tanta fortuna nel commercio del petrolio, da ignorare le critiche dei
gruppi ambientalisti, che richiedono misure più favorevoli nel trattamento
della crisi energetica globale.
Ma le varie crisi mondiali (la guerra in Irak, tensione fra gli Stati Uniti e
l'Iran, il conflitto fra Israele ed il Libano), secondo gli esperti sull'energia, si sono allineate al costo del petrolio a barile. Le crisi sono durate troppo a lungo, per convincere i conducenti di automezzi
americani che il prezzo del combustibile non scenderà comunque tanto presto.
Di conseguenza, alcune aziende
di automobili americane hanno risposto a questa situazione, producendo
automobili più piccole e modelli ibridi gas/elettronici.
I fornitori di automobili straniere-- Honda e Toyota -- hanno prodotto automezzi ibridi, che sono
diventati molto popolari sul mercato americano. Mia moglie, che deve fare la
spola, per andata e ritorno, di 80 miglia (128.7 chilometri) al giorno, recentemente ha comprato una Toyota Prius, un ibrido gas/electtronico,
che fa 55 miglia al gallone (88.5 chilometri per
3.78 litri) sulla strada
principale.
Sfortunatamente, molti Americani sono dei patiti di macchine grandi e finchè avranno soldi per pagare la benzina, saranno decisi nel continuare a
seguire le loro deleterie abitudini automobilistiche. Naturalmente, l'industria
petrolifera è più che decisa ad assecondare queste cattive abitudini,
sperando, senza dubbio, di elevare i loro profitti in questa epoca di
"massima produttività petrolifera", prima che sia costretta a
sviluppare le risorse di energia alternativa. I ricercatori ambientali stanno
effettuando esperimenti sull'uso di combustibili alternativi -- il biodiesel,
l'etanolo, l'idrogeno, persino l'acqua -- ma la gestione di Bush è stata
avara nel contribuire ai fondi per questi progetti, come se non avesse interesse reale
nella promozione del risparmio energetico.
È un vero peccato, se si pensa che l'America è la più grande consumatrice
di energia al mondo. Ma gli atteggiamenti americani nei confronti
dell'automobilismo stanno cominciando lentamente a cambiare. Tali
atteggiamenti cambieranno più rapidamente con ogni aumento del prezzo della
benzina. Abbastanza presto, gli Americani saranno saggi, quanto le loro
controparti europee, che guidano automobili piccole, ma con il motore a posto.
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