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ARCA – ne abbiamo nuovamente bisogno ?
di Antonella Pagano

ARCA – ne abbiamo nuovamente bisogno ? Un'associazione americana alla quale si sono affiancati scienziati del calibro di Stephen W. Hawking e astronauti come Aldrin, secondo uomo a camminare sulla luna, ha pensato di realizzare l'Arca del terzo millennio.
Nei Paesi Scandinavi, già da tempo, è stata allestita la "banca del seme" dove son conservati i semi di gran parte delle specie vegetali; al Polo Nord, tra i ghiacci, il programma britannico di ingegneria genetica mantiene in vita migliaia di esemplari di Dna; l'uno e l'altro però sono sulla terra e questo, per l'Associazione "Alleanza per salvare la civiltà", non da certezza di efficacia poiché un cambiamento di clima catastrofico o la caduta d'un asteroide rendono la terra del tutto inadatta alla funzione di salvare ogni forma di vita e di conoscenza. Ecco dunque dove prende consistenza l'idea di una base supertecnologica sulla luna; il New York Times ne ha divulgato la notizia sostenendo la tesi dell'unica via di salvezza.
La superbase immaginata da Alleanza per salvare la civiltà è anche popolata da uomini - visti un po' come i novelli Adamo ed Eva; la fecondazione artificiale potrà assicurare la speranza per l'umanità di non dover ricominciare da zero.
L'idea originaria di una base sul nostro satellite è figlia di Robert Shapiro - professore di biochimica all'Università di New York - fondatore del gruppo Shapiro, proprio ripensando al primo sbarco sulla Luna e colpito dalla visione della Terra dalla prospettiva lunare - gli appariva come una biglia di vetro azzurra del tutto identica a quella con cui giocano i bambini – sperduta e delicata in un immenso spazio oscuro - ne ebbe dapprincipio una sensazione di smarrimento, quindi il guizzo, l'idea di utilizzare uno spazio più sicuro della terra per conservare di essa ogni 

cosa e, laddove nulla avesse mai messo in pericolo il tutto, ebbene la base sarebbe stata utilizzata quale affascinante museo.
L'idea del Prof. Shapiro è stata preceduta da miti e leggende in grande quantità: le capsule del tempo, per esempio, costruite da Atlantide prima della catastrofe; si dice che i loro abitanti ne avessero disseminate qua e là con tutte le loro conoscenze; che i siti sarebbero stati costruiti secondo canoni che permettessero di vincere la sfida contro il tempo, che uno di questi siti sarebbe la Grande Piramide – fantarcheologia ? Bella domanda ! Ad ogni buon conto sembra che l'uomo si preoccupi da tempo che il pianeta vada in pezzi e che le creature animali e vegetali e la conoscenza sedimentata in millenni di preistoria e storia vada smarrita; si preoccupi che il tesoro della civiltà si polverizzi; le sonde Pioneer e Voyager, inviate dalla Nasa, già da tempo trasportano informazioni sull'umanità: dati elementari sulla specie, suoni, dati scientifici e poesie, tutto a disposizione di un eventuale popolo di alieni e nel '500 ? Millecinquecentosei anni fa Ariosto nel verso:"…ciò che si perde qui, là si raguna" identificò nella luna il luogo ideale per depositare le cose dell'uomo sì che nell'Orlando Furioso il paladino Astolfo andrà a recuperare il senno di Orlando impazzito proprio tra i valloni del satellite.
Mi consola il fatto che tra dati di tanta varia natura l'uomo si preoccupi di metterci anche la poesia; mi rallegra, mi fa ben sperare che proprio la salvezza della poesia ci faccia saggi al punto da salvare il nostro bellissimo pianeta, saggi al punto di violentarla mille volte meno, saggi al punto da salvaguardare il suo volto, i suoi colori, gli odori, i sapori, le luci, i suoni, gli orizzonti e le vette alle quali aggrapparci per scorgere il primo bagliore compiere il miracolo del nuovo giorno.

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