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ARCA – ne abbiamo nuovamente bisogno ? Un'associazione americana
alla quale si sono affiancati scienziati del calibro di Stephen W. Hawking e
astronauti come Aldrin, secondo uomo a camminare sulla luna, ha pensato di
realizzare l'Arca del terzo millennio.
Nei Paesi Scandinavi, già
da tempo, è stata allestita la "banca del seme" dove son conservati i
semi di gran parte delle specie vegetali; al Polo Nord, tra i ghiacci, il
programma britannico di ingegneria genetica mantiene in vita migliaia di
esemplari di Dna; l'uno e l'altro però sono sulla terra e questo, per
l'Associazione "Alleanza per salvare la civiltà", non da certezza di
efficacia poiché un cambiamento di clima catastrofico o la caduta d'un
asteroide rendono la terra del tutto inadatta alla funzione di salvare ogni
forma di vita e di conoscenza. Ecco dunque dove prende consistenza l'idea
di una base supertecnologica sulla luna; il New York Times ne ha divulgato
la notizia sostenendo la tesi dell'unica via di salvezza.
La superbase immaginata da
Alleanza per salvare la civiltà è anche popolata da uomini - visti un
po' come i novelli Adamo ed Eva; la fecondazione artificiale potrà
assicurare la speranza per l'umanità di non dover ricominciare da zero.
L'idea originaria di una
base sul nostro satellite è figlia di Robert Shapiro - professore di
biochimica all'Università di New York - fondatore del gruppo Shapiro, proprio ripensando al primo sbarco
sulla Luna e colpito dalla visione della Terra dalla prospettiva lunare -
gli appariva come una biglia di vetro azzurra del tutto identica a quella
con cui giocano i bambini – sperduta e delicata in un immenso spazio
oscuro - ne ebbe dapprincipio una sensazione di smarrimento, quindi il
guizzo, l'idea di utilizzare uno spazio più sicuro della terra per
conservare di essa ogni
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cosa e, laddove nulla avesse mai messo in pericolo
il tutto, ebbene la base sarebbe stata utilizzata quale affascinante museo.
L'idea del Prof. Shapiro
è stata preceduta da miti e leggende in grande quantità: le capsule del
tempo, per esempio, costruite da Atlantide prima della catastrofe; si dice
che i loro abitanti ne avessero disseminate qua e là con tutte le loro
conoscenze; che i siti sarebbero stati costruiti secondo canoni che
permettessero di vincere la sfida contro il tempo, che uno di questi siti
sarebbe la Grande Piramide – fantarcheologia ? Bella domanda ! Ad ogni
buon conto sembra che l'uomo si preoccupi da tempo che il pianeta vada in
pezzi e che le creature animali e vegetali e la conoscenza sedimentata in
millenni di preistoria e storia vada smarrita; si preoccupi che il tesoro
della civiltà si polverizzi; le sonde Pioneer e Voyager, inviate dalla Nasa,
già da tempo trasportano informazioni sull'umanità: dati elementari sulla specie, suoni, dati
scientifici e poesie, tutto a disposizione di un eventuale popolo di alieni
e nel '500 ? Millecinquecentosei anni fa Ariosto nel verso:"…ciò che
si perde qui, là si raguna" identificò nella luna il luogo ideale per
depositare le cose dell'uomo sì che nell'Orlando Furioso il paladino
Astolfo andrà a recuperare il senno di Orlando impazzito proprio tra i
valloni del satellite.
Mi consola il fatto che tra
dati di tanta varia natura l'uomo si preoccupi di metterci anche la
poesia; mi rallegra, mi fa ben sperare che proprio la salvezza della poesia
ci faccia saggi al punto da salvare il nostro bellissimo pianeta, saggi al
punto di violentarla mille volte meno, saggi al punto da salvaguardare il
suo volto, i suoi colori, gli odori, i sapori, le luci, i suoni, gli
orizzonti e le vette alle quali aggrapparci per scorgere il primo bagliore
compiere il miracolo del nuovo giorno.
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