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Rossellini compie 100 anni.
C'è chi davvero non muore
mai e Rossellini è stato genio così tanto incisivo da essere
presentissimo, oggi avrebbe cent'anni.
Un Caposcuola di cui
l'Italia dovrebbe occuparsi; innovatore dalla fama talmente solida che non
ha consentito che fosse sepolto.
Pasolini ebbe a dire di lui:
"regista genialmente frammentario e istintivo, a lui dobbiamo la
riscoperta della realtà.
L'autore di "Roma città aperta" e "Paisà" fu uno dei primi a vedere la povera faccia della
vera Italia per cui, se il Neorealismo cinematografico avesse un volto
sarebbe, appunto, il volto furbo e ingenuo di Rossellini.
Figlio
dell'agiata borghesia romana, seppe, come pochi, contraddirsi (ha
cominciato con dei film di sostegno al fascismo), mescolando intraprendenza
e delusa svogliataggine, opportunismo e senso cristiano della vita".
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Francois Truffaut lo definì:
"il mio papà italiano" e più in là negli anni ne parlerà come:"uno
dei grandi spiriti" del ventesimo secolo".
Era nato nel 1906 Rossellini,
in maggio, in un confortevole villino nei pressi di piazza Sallustio a Roma,
poi la famiglia si trasferirà in
un lussuoso palazzo di via Ludovisi.
Zavattini lo definirà
"anarchico", altri lo riconosceranno come "l'uomo più vocato per la
televisione che ci sia al mondo… posseduto quasi fisicamente dalla magia
del cinema".
Ecco di quella magia vestirà
Roma, la stessa Roma che con la sua magia gli consentirà di scrivere:
"Roma città aperta".
Quella magia è il fascino delle persone che non
muoiono mai, di quella magia il mondo ha bisogno per continuare a raccontare
la vita che è la più grande e bella opera magica che possa esserci.
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