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LIBERTA' RELIGIOSE NELLA COSTITUZIONE
di Alberto Virgilio

Il problema della libertà e dell'uguaglianza di tutte le religioni trova la sua soluzione giuridica nel testo della Costituzione del 1948.
L'art. 8 dispone infatti che "Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge. Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l'ordinamento giuridico italiano. I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze."
Si tratta di una norma di grande rilievo, sulla quale si è formata una interessante elaborazione dottrinaria, con interventi significativi anche della Corte costituzionale.
Indirizzi interpretativi attribuiscono a questa disposizione il riconoscimento di una regola costituzionale di pari trattamento di tutte le confessioni, nel quadro del principio di uguaglianza sancito nell'art. 3 che pone il divieto di ogni discriminazione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
Con riferimento ai menzionati precetti, la Corte costituzionale (sentenza n. 44O del 18 ottobre 1995) eliminò ogni differenza, ai fini del reato di bestemmia, tra le diverse fedi religiose.
Nel delineato schema di carattere giuridico, sembra evidente che la regola politica e sociale del rispetto reciproco tra i differenti credi religiosi costituisca oggi un inderogabile imperativo categorico, in un clima non solo di tolleranza ma anche di colloquio costruttivo tra gli esponenti e i rappresentanti delle relative fedi, nel segno del bene dell'umanità quale obiettivo comune per tutti.

Di questa esigenza si è reso autorevolmente interprete il Presidente Carlo Azeglio Ciampi, esortando le religioni a intrattenere tra loro rapporti scambievoli di concezioni e di idee, come avviene per ogni altro settore culturale e spirituale, al fine evidente di scongiurare malintesi e contrasti che non hanno alcuna giustificazione.
Si può aggiungere che nell'epoca attuale, caratterizzata dalla presenza di etnie di varie provenienze in tutte le nazioni e anche in Italia, l'esigenza segnalata da Ciampi assume il connotato della assoluta necessità, in modo che ciascun soggetto possa tranquillamente e liberamente professare la propria fede con eguale dignità rispetto agli altri membri della collettività.
I recenti episodi che hanno turbato i rapporti con la religione islamica non si sarebbero probabilmente verificati se fossero state osservate da tutti le linee direttive di cui sopra. È ora auspicabile che da parte delle istituzioni e di tutti coloro che esprimono e rappresentano nei diversi Paesi il sentimento spirituale delle confessioni che professano, sappiano scambiarsi parole di rispetto e di comprensione, onde siano scongiurati altri incresciosi eventi per l'immediato presente e per il futuro.
In questa direzione è indispensabile l'impegno dei governi, delle associazioni, dei centri di cultura, delle delegazioni diplomatiche e anche delle collettività, essendo ciò richiesto da un'atmosfera nuova e pacifica che affonda le radici nella coscienza generale.

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