|
continua da
pagina 18
1171-1260.
Salah al-Din Ayyub
(Saladino) mette fine al califfato fatimide in Egitto. Dal 1174 regno degli
Ayyubidi sul Vicino Oriente arabo.

Saladino
1187.
Il Saladino riconquista
Gerusalemme.
Se
il Saladino mette in crisi l’Occidente, Venezia non se ne avvede neppure.
Durante le prime crociate concorre alla conquista delle città costiere della
Siria e della Palestina per poter contare su luoghi in cui effettuare
liberamente e in sicurezza operazioni commerciali e perciò installa fondaci,
occupa isole e porti dell’Egeo ed a Costantinopoli conta su un vasto
quartiere: da qui partono nel XIII secolo i mercanti veneziani- Marco Polo e
molti altri - per la penetrazione in Asia minore. Sola potenza europea ad
avere plenipotenziari in permanenza nelle città del Vicino Oriente, manterrà
nei confronti del mondo islamico un approccio sempre razionale, saprà
comprenderne e apprezzarne la filosofia e la scienza e tessere legami
privilegiati con le grandi dinastie musulmane, pur nelle peripezie della
storia. Ma se Venezia si avvicina con rispetto e ammirazione alla cultura
islamica, ne riceve in cambio altrettanto interesse: ecco che allora da un
lato artisti e artigiani veneziani apprendono da quelli islamici tecniche,
stili, materiali, decorazioni, dall’altro i mercati d’oriente importano
manufatti veneziani che gli stessi sultani apprezzano e commissionano.
Lungo le vie delle spezie e della seta, si avviano, tra i veneziani e il
mondo musulmano, contatti commerciali che nel tempo si intensificheranno,
coinvolgendo anche idee, stili di vita, cultura.
I veneziani per secoli fungono da principali mediatori nel
traffico di merci pregiate orientali verso l’Europa e contribuiscono a
formare, attraverso i racconti dei mercanti e le rappresentazioni degli
artisti, l’immagine stessa dell’oriente in occidente.
1204.
Quarta crociata e sacco
di Costantinopoli.
La celebre quadriga in bronzo viene installata sulla
facciata della Basilica di San Marco.
|

La Quadriga di San Marco
1207-1231.
Trattati commerciali tra
Venezia e il sultanato di Aleppo e i regni di Tunisia, Tripolitania, Cabilia
(Algeria); colonie veneziane ad Alessandria.
1250.
Fondazione della dinastia
mamelucca che estende la sua autorità sull’Egitto e sulla Siria.
1261.
Riconquista di
Costantinopoli da parte di Michele Paleologo e cacciata dei veneziani.
1280-1324.
Il sultano Osmân I fonda
la dinastia ottomana.
1291.
I Mamelucchi cacciano gli
ultimi crociati (e i veneziani) da Acri.
Lungo i porti del levante la Repubblica organizza servizi
di linea, la sua attività mercantile si estende a tutto il Mediterraneo,
fino a spingersi, all’inizio del XIV secolo, con due linee annuali in
Inghilterra e nelle Fiandre. Che cosa si vende? I tessili di
lusso - sete, velluti, tappeti - sono merci relativamente facili da
trasportare e fin dai tempi più antichi quelli islamici vengono importati in
gran numero a Venezia, ove sono molto apprezzati. Tra i più raffinati
paramenti sacri delle chiese veneziane vi sono esemplari di fabbricazione
musulmana e tappeti orientali vengono utilizzati non solo come arredo di
pregio nei palazzi, ma anche nelle più importanti cerimonie ufficiali sia
civili che religiose. L’arrivo a Venezia delle sete e dei velluti musulmani
dà impulso alla fioritura in città di una manifattura che si affermerà in
tutta Europa e nello stesso medio oriente, dando luogo a uno straordinario
scambio (stoffe preziose islamiche a Venezia, stoffe preziose veneziane in
Oriente). Non altrettanto accade per i tappeti, di cui i veneziani
rimarranno sempre importanti acquirenti, ma non produttori.
continua a
pagina 20
|