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VENEZIA E l’ISLAM 828-1797
di Mary Falco

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1171-1260. Salah al-Din Ayyub (Saladino) mette fine al califfato fatimide in Egitto. Dal 1174 regno degli Ayyubidi sul Vicino Oriente arabo.


Saladino

1187. Il Saladino riconquista Gerusalemme.
Se il Saladino mette in crisi l’Occidente, Venezia non se ne avvede neppure. Durante le prime crociate concorre alla conquista delle città costiere della Siria e della Palestina per poter contare su luoghi in cui effettuare liberamente e in sicurezza operazioni commerciali e perciò installa fondaci, occupa isole e porti dell’Egeo ed a Costantinopoli conta su un vasto quartiere: da qui partono nel XIII secolo i mercanti veneziani- Marco Polo e molti altri - per la penetrazione in Asia minore. Sola potenza europea ad avere plenipotenziari in permanenza nelle città del Vicino Oriente, manterrà nei confronti del mondo islamico un approccio sempre razionale, saprà comprenderne e apprezzarne la filosofia e la scienza e tessere legami privilegiati con le grandi dinastie musulmane, pur nelle peripezie della storia. Ma se Venezia si avvicina con rispetto e ammirazione alla cultura islamica, ne riceve in cambio altrettanto interesse: ecco che allora da un lato artisti e artigiani veneziani apprendono da quelli islamici tecniche, stili, materiali, decorazioni, dall’altro i mercati d’oriente importano manufatti veneziani che gli stessi sultani apprezzano e commissionano.
Lungo le vie delle spezie e della seta, si avviano, tra i veneziani e il mondo musulmano, contatti commerciali che nel tempo si intensificheranno, coinvolgendo anche idee, stili di vita, cultura.
I veneziani per secoli fungono da principali mediatori nel traffico di merci pregiate orientali verso l’Europa e contribuiscono a formare, attraverso i racconti dei mercanti e le rappresentazioni degli artisti, l’immagine stessa dell’oriente in occidente.
1204.
Quarta crociata e sacco di Costantinopoli.
La celebre quadriga in bronzo viene installata sulla facciata della Basilica di San Marco.


La Quadriga di San Marco

1207-1231. Trattati commerciali tra Venezia e il sultanato di Aleppo e i regni di Tunisia, Tripolitania, Cabilia (Algeria); colonie veneziane ad Alessandria.
1250. Fondazione della dinastia mamelucca che estende la sua autorità sull’Egitto e sulla Siria.
1261.
Riconquista di Costantinopoli da parte di Michele Paleologo e cacciata dei veneziani.
1280-1324. Il sultano Osmân I fonda la dinastia ottomana.
1291. I Mamelucchi cacciano gli ultimi crociati (e i veneziani) da Acri.
Lungo i porti del levante la Repubblica organizza servizi di linea, la sua attività mercantile si estende a tutto il Mediterraneo, fino a spingersi, all’inizio del XIV secolo, con due linee annuali in Inghilterra e nelle Fiandre. Che cosa si vende? I tessili di lusso - sete, velluti, tappeti - sono merci relativamente facili da trasportare e fin dai tempi più antichi quelli islamici vengono importati in gran numero a Venezia, ove sono molto apprezzati. Tra i più raffinati paramenti sacri delle chiese veneziane vi sono esemplari di fabbricazione musulmana e tappeti orientali vengono utilizzati non solo come arredo di pregio nei palazzi, ma anche nelle più importanti cerimonie ufficiali sia civili che religiose. L’arrivo a Venezia delle sete e dei velluti musulmani dà impulso alla fioritura in città di una manifattura che si affermerà in tutta Europa e nello stesso medio oriente, dando luogo a uno straordinario scambio (stoffe preziose islamiche a Venezia, stoffe preziose veneziane in Oriente). Non altrettanto accade per i tappeti, di cui i veneziani rimarranno sempre importanti acquirenti, ma non produttori.

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