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FINE DI UN EPOPEA
la valigia di cartone

di Pietro Giovanni Lucarelli


valigia di Cartone

Ecco, la gloriosa storia di una valigia che ha fatto parlare di sé e del meridione d’Italia per un intero secolo, oggi o forse già da ieri è finita come la si vede nella foto ai bordi di una strada abbandonata con altri rifiuti.
È certamente una fine ingloriosa per un oggetto che ha raccontato la vita di tante generazioni, noi ne raccontiamo solo una, quella di Cicciolo Ciocci: Cicciolo era un giovanotto che viveva in una famiglia di braccianti agricoli, al servizio di piccoli e grandi proprietari terrieri.
Cicciolo, raggiunta la maggiore età, chiede al padre la benedizione per partire verso altri luoghi in cerca di un avvenire migliore, che ottiene con un forte e paterno abbraccio.
Ma quando dice: "padre, però, mi occorre almeno una valigia e qualche vestito per viaggiare e presentarmi a dei potenziali datori di lavoro", qui il padre dice al figlio: "tu sai che il mio e il tuo lavoro è stato appena sufficiente a vestirci e mangiare, ora come posso darti del danaro che non ho? Ma puoi andare da quel commerciante che vende le valige e chiedergli se ti fa lavorare nei suoi terreni almeno fino a quando ti guadagnerai tanto quanto costa la valigia e l’acquisto di qualche vestito."
Il giovane consapevole delle sostanze del padre, anche perché erano la causa per cui si vuole allontanare da casa, parte per chiedere al commerciante quanto appena suggerito dal padre?
Giunto alla presenza del commerciante, saluta educatamente, e poi gli dice: "Signore, ho bisogno di una valigia, ma non ho il danaro per comperarla, lei potrebbe darmi un lavoro almeno per il costo della stessa?" Il commerciante; "sì ragazzo, sto cercando delle persone per la raccolta delle olive se vuoi puoi cominciare già domani."
"", risponde il ragazzo, "sappi, però," continua il commerciante "che la valigia costa 100 lire, e la tua giornata è di 8 lire perciò devi lavorare 13 giorni con un avanzo di 4 lire a tuo favore".
Il ragazzo riflette un po’ e poi dice: "da parte mia va bene ma se potessi continuare a lavorare per comperarmi anche un vestito ne sarei contento".
"Ragazzo", dice il commerciante: "io non vendo vestiti e per quello che ne so costano più di una valigia, ed io ho bisogno solo di una ventina di giornate, se vuoi continuare il posto è tuo ma solo in cambio di merce da me trattata".
Il ragazzo: "vedi, signore, per pagarmi il viaggio ho bisogno di danaro e non so come fare, per ora accetto di lavorare da lei per l’intero costo della valigia".
Il lavoro cominciò, la mamma di Cicciolo gli prepara una “trastena” che è una specie di zaino fatto a mano, con un po’ di pane e una mezza cipolla  per calmare il morso della fame.

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