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UNA NUOVA PARODIA PER LA COMMEDIA DI DANTE ALIGHIERI
di Pietro Giovanni Lucarelli


momenti della recita

COLOBRARO – Dante Alighieri imperversa nell’Arena della ex scuola media. A portalo in scena sono: Danila Agresta, Emilia Breglia, Rossella Celano, Rossana Ciancio, Fabiana Crispino, Michele Crispino, Anna Iannarelli, Teresa Iannarelli, Vincenzo Lippo, Natascia Modarelli, Pier Paolo Modarelli, Nadia Petrigliano. La scenografia è di Rosa Vozzi con Mariangela Agresta, Amalia Cafaro, Maria Claudia Cafaro, Maria Lippo. Testo di Elisabetta Boccardi. L’ottima riuscita della manifestazione estiva tenutasi il 6 agosto scorso è dovuto all’impegno e all’entusiasmo dei ragazzi e alla bravura e alla competenza della professoressa che ha saputo inculcare l’amore per la recita.
E stato collaudato così il lavoro della prof. Elisabetta Boccardi, ideatrice del progetto del laboratorio teatrale con sede in Colobraro, in omaggio al divino poeta.
Questa manifestazione è la prima del progetto triennale che si snoda attraverso tre moduli: anno 2006-2007, primo modulo, Mostri e Malebolge; anno 2007-2008, secondo modulo – Purgatorio, Peccati capitali e cornici; anno 2008-2009, Terzo modulo Paradiso, Empireo e Luce.
Al termine del triennio si prevede la pubblicazione delle scritture originali degli allievi più meritevoli ed una produzione video per la promozione delle rappresentazioni.
Il programma ha tutte le carte in regola per far sperare i ragazzi in un domani diverso da quello vissuto fino ad oggi a Colobraro. La professoressa ha lavorato sui canti dell’inferno con una sua libera fantasia, inserendo opportuni accorgimenti in vernacolo colobrarese siciliano e napoletano.
Questa  modifica nel testo dantesco ha portato un maggiore interesse alla intramontabile Divina Commedia; sia pure a livello locale, visto anche l’inserimento di termini dialettali delle varie regioni d’Italia, menzionando nuove aree geografiche.
Il laboratorio, così come è stato concepito e voluto dagli amministratori colobraresi e delle due infaticabili signore della Biblioteca

Comunale Marisa Petrigliano e Filomena Mango, può creare anche uno vero sbocco professionale per le nuove generazioni e non solo divertimento per le animazioni estive, anche perché costa tanto sacrificio ai giovani, visto che le lezioni si accavallano con quelle della scuola continuando oltre il termine delle elezioni scolastiche, dato che poi si devono esibire durante le vacanze come è appunto avvenuto l’altra sera.
Ecco, questo sacrificio va davvero premiato.
Infatti, c’è da sperarlo visto che alle spalle di questa iniziativa c’è l’amministrazione comunale e la stessa biblioteca comunale; quindi per i ragazzi delle scuole medie superiori può essere veramente una guida e una garanzia per chi vuole intraprendere la vita teatrale.
Bene farebbe l’amministrazione se sin da primo anno presentasse alle varie compagnie teatrali, italiani e non, i migliori allievi di questo progetto così che i ragazzi possono sperare in un colloquio o esame di lavoro.
A nostro avviso, tale iniziativa è lodevolissima.
Ma veniamo al testo recitato l’altra sera; è una trovata divertente, è una satira giornalistica, imperniata su di un collegamento con l’inferno da parte della rete nazionale “Colobraro Media…Plus” per documentare uno sciopero dei diavoli, ed è fatta con frase dialettali dei nostri giorni che si rifanno al Padre Dante, nelle Malebolge, proprio a cominciare dalla famosa scritta sulla porte della città di Dite “lasciate ogni speranza voi che entrate” ; Questa strofe fa da ritornello a vari argomenti, ad argomenti riferiti al marcio che si trova in ogni attività umana sulla terra, in particolar modo al problema napoletano dei rifiuti solidi urbani, allo stoccaggio di rifiuti tossici sparsi un po’ ovunque per l’Italia e a quant’altre malefatte che si sentono ai telegiornali e non  solo, non manca però la risposta del Padre Eterno ugualmente ripetuta a tutte le cadenze, quando si apostrofa l’indagatore che si avvicina al problema con le domande: tu chi sei?, che vuoi?, chi ti manda? La risposta a queste richieste non può non essere: “Caronte, non ti crucciare: vuolsi così colà dove tutto si puote/ciò che si vuole, e più non dimandare”.
Il pubblico è numerosissimo, infatti, lo spazio dell’Arena era del tutto esaurito, grazie anche alla presenza del rientro dei colobraresi residenti altrove e qui per le ferie, che hanno applaudito in continuazione.

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