logo_fen_mini.jpg Pagina 11
l Nuovo dopo la Macchia
origini e affermazione del Naturalismo toscano
di Riccardo Moretti

telemaco_signorini.jpg
Telemaco Signorini

I MOSTRA ANTOLOGICA Montecatini Terme Terme Tamerici 16 luglio 2009 - 18 gennaio 2010 Svoltasi di fatto dal 1865 al 1900, “l’avventura artistica” del naturalismo toscano coincide con l’unità d’Italia e precede la Grande Guerra, divenendo testimonianza preziosa di “come eravamo”. La situazione all’inizio della metà dell’800 è completamente diversa da quella francese. In Italia non c’è il proletariato, non c’è industria e coscienza proletaria , ma anche qui si sente l’esigenza di cambiamento e una forte avversione per la pittura accademica. Si ha notizia della pittura di paesaggio francese romantica 1830-40, più libera ed anticonvenzionale.
Si ritrovano a Firenze giovani artisti per sfuggire al rigore poliziesco dei loro governi nel momento della reazione ai moti risorgimentali, che trovano nel governo granducale dei Lorena una maggiore apertura politica. Firenze si libera dall’ultimo granducato nel 1859 e si unisce al resto d’Italia nel 1860, divenendone capitale dal 65 al 71. Il movimento pittorico dei Macchiaioli è formato da quegli artisti di seconda generazione che presero parte al processo di riforma intellettuale e artistica a partire dalla metà degli anni cinquanta e con esiti rinnovati, fino all’ultimo decennio del secolo XIX, dando luogo a una vera rivoluzione estetica. Il termine venne coniato nel 1862 da un anonimo recensore della «Gazzetta del Popolo» che così, in senso dispregiativo, aveva definito quei pittori che intorno al 1855 avevano dato origine ad un rinnovamento antiaccademico della pittura italiana in senso verista.
Al caffè Michelangiolo in Firenze, attorno al critico Diego Martelli, un gruppo di pittori dà vita al movimento dei macchiaioli. Il luogo d’incontro è una saletta del caffè Michelangelo in Via Larga, oggi via Cavour, dove c’è ancora l’insegna in ricordo: “In questo stabile ebbe sede il Caffè Michelangelo, geniale ritrovo d’un gruppo di liberi artisti che l’arguzia fiorentina soprannominò Macchiaioli e le cui opere note tra le lotte politiche e gli eroismi guerrieri del

 risorgimento nazionale, perpetuarono il lume della tradizione pittorica italiana rinnovandone gli spiriti”c’è un po’ di retorica, ma rende l’idea.
Questo movimento si propone di rinnovare la cultura pittorica nazionale (italiana). La poetica macchiaiola è verista opponendosi al Romanticismo, al Neoclassicismo e al Purismo accademico, e sostiene che l’immagine del vero è un contrasto di macchie di colore e di chiaroscuro, inizialmente ottenuti tramite una tecnica chiamata dello specchio nero, ossia utilizzando uno specchio annerito col fumo permettendo di esaltare i contrasti chiaroscurali all'interno del dipinto. L'arte di questi pittori come la definì Adriano Cecioni, teorico e critico del movimento, consisteva "nel rendere le impressioni che ricevevano dal vero col mezzo di macchie di colori di chiari e di scuri".I Macchiaioli sono considerati gli iniziatori della pittura moderna italiana.
L’opinione pubblica rivendica il primato ai Macchiaioli toscani rispetto agli Impressionisti. Ambedue sono una risposta polemica all’accademia, di confronto con la realtà, all’aria aperta, la loro posizione è rivoluzionaria, il loro nome è stato loro attribuito in senso dispregiativo, sono sottoposti a critiche e derisioni e condananti da una vita di stenti e miseria.
Ciò non toglie importanti differenze: la forma in mano agli Impressionisti si frantuma sotto l’effetto della pennellata (con Cremona invece si sfalda), mentre la forma macchiaiola sembra compattarsi, lo impone la nostra tradizione (Giotto, Pier della Francesca, Masaccio).
I nomi più importanti sono:


fattori_soldati5.jpg
Fattore soldati

GIOVANNI FATTORI, comincia in accademia ma i suoi quadri di argomento storico già si dimostrano innovativi perché scendono più sul piano dei sentimenti intimi della realtà contemporanea.
Gli inizi sono nell’ambito del quadro storico-romantico come Maria Stuarda al campo di Crookstone (Fi, Galleria Naz.della’Arte Moderna) ma presto si volge alla natura. Al
                              
continua a pag. 12

pagina 10 sommario pagina 12