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antologica "Il Nuovo dopo la Macchia – Origini e
affermazioni del Naturalismo toscano".
Una mostra, curata da Tiziano Panconi, fortemente voluta dall'amministratore
unico delle Terme di Montecatini, Giovanni Fiori che, con il suo dinamismo,
ha coinvolto il Comune di Montecatini Terme, la Camera di Commercio,
Industria e Artigianato di Pistoia e la Regione Toscana per promuoverla
insieme sotto il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.
La mostra di Montecatini si propone di rappresentare questa seconda
realtà, illustrando quanto avvenne in ambito artistico, in Toscana,
dopo la macchia, che interrompendo bruscamente un lento processo di
emancipazione, che aveva mostrato tutti i suoi limiti chiudendosi alle
istanze della modernità ruppe gli schemi compositivi preconcetti e immobilisti
dell'Accademia, operando una rigenerazione nel modo di fare e di intendere
l'arte, portando un contributo stilistico e filosofico attraverso il
quale l'artista assumeva coscienza del suo ruolo nella società.
Il progressivo
degradare di una espressività misurata sulle formule cognitive dettate
dai canoni classici, la ripresa delle maggiori opere del passato ed
il lento studio sugli antichi, costituirono alcune tappe fondamentali
della formazione dei giovani artisti che, in numero sempre crescente,
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uscirono dal buio degli studi per applicarsi alla rappresentazione del
paesaggio, avvalendosi di un inedito procedimento didattico, rivolto,
fenomeno assolutamente innovativo o perlomeno sapientemente ispirato
alla scuola francese, volta all'analisi del repertorio naturalistico,
della luce solare e dell'ambiente della civiltà contemporanea.
La presa di coscienza della funzione artistica produsse una quantità
di suggerimenti morali, in palese controtendenza con le istituzioni
artistiche preposte ed attraverso contrapposizioni talvolta
furibonde, vincendo la resistenza dei poteri istituzionali, si
legittimarono quei principi ampliativi dell'autonomia di
espressione, che dallo stato embrionale dei primi anni conobbe, man
mano, una piena affermazione.
Sviluppando una ricerca estetico-artistica che, sorta nel solco
delle prime avanguardistiche sperimentazioni macchiaiole, fu
destinata a acquisire una propria
peculiare autonomia, sul finire del sesto decennio del XIX secolo, in
coincidenza con la morte di Abbati e Sernesi e venendo a mancare i fondamenti
ideologici per la duratura coesione del gruppo dei Macchiaioli, questi
stessi individui intrapresero strade diverse, ma consapevolmente unite
fra loro da un comune denominatore: la ripresa diretta dei temi naturalistici.
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