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Il Nuovo dopo la Macchia
origini e affermazione del Naturalismo toscano
di Riccardo Moretti

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Inaugurando una nuova stagione artistica, questi maestri avviarono un'opera di modificazione dei principi e dei riferimenti culturali autoctoni, che avevano animato la ben nota riforma macchiaiola, trovandosi anche a dover definitivamente sopravanzare i cattivi esempi forniti da Parigi alle “tenerelle scuole nazionali”, dalla persistente e stagnante complessità narrativa dei seguaci di Breton e di Bastien Le Page (R. Monti). Nella ricerca, non più esasperata né dai violenti contrasti luminosi né dalle abbreviazioni formali neo-quattrocentesche della prima ora, i pittori toscani si mostrarono unitamente aperti alle novazioni prodotte in ambito europeo dal Realisme e, in parte, incoraggiati dal critico e mecenate Diego Martelli, anche dal contemporaneo Impressionismo, formando una vera e propria scuola di pensiero che, tendendo comunque in margine gli effetti vaporosi e quindi dispersivi portati dalla novella scuola oltralpina, forgiarono una cifra stilistica del tutto originale e immediatamente riconoscibile, poggiata sulla tenuta dell'impianto disegnativo e sulla puntuale ripresa dal vero dell'impaginato luministico del soggetto, solitamente a sfondo sociale, attinente alla contemporaneità e alla vita in campagna.
Attingendo dal repertorio di alcune fra le più importanti collezioni, pubbliche, ma soprattutto private, italiane e quindi presentando, quale valore aggiunto, per lo più opere la cui fruizione è abitualmente negata al grande pubblico, la rassegna, curata da Tiziano Panconi con contributi critici di Loredana Angiolino, si prefigge lo scopo di illustrare e comparare la produzione artistica di questi pittori che in un arco di tempo di oltre trent'anni (1865-1900),

ma come vedremo affondando le radici nel decennio precedente, condivisero il loro impegno in un importante processo d'ammodernamento estetico e filosofico ancora sottostimato, che assunse l'ampiezza e l'estensione di un vero e proprio movimento artistico trasversale alle distinte e brillanti individualità attive in Toscana in quello scorcio di tempo, talvolta solitarie, come nel più celebre caso di Fattori.
La spettacolarità dell'itinerario espositivo e i contenuti critici e storiografici del catalogo illustrato saranno volti a qualificare la portata di un progetto scientifico finalizzato ad addurre un nuovo contributo alla conoscenza della pittura toscana (nazionale e internazionale) del XIX secolo esibendo i tratti, non del tutto conosciuti, di una sensibilità espressiva di assoluto valore, distinta e fortemente caratterizzata. 100 dipinti tra cui 20 capolavori inediti e 20 opere mai esposte, realizzati da 27 autori (da Giovanni Fattori a Telemaco Signorini, da Filadelfo Simi a Cristiano Banti, Odoardo Borrani a Silvestro Lega) È allestita nella splendida cornice delle Terme Tamerici, nel cuore del parco termale, struttura per l'occasione completamente rivisitata in spazio museale, con ingenti interventi tecnici che danno un nuovo volto e un'illuminazione adeguata al percorso-museo pur rispettando l'originale architettura del complesso. L'evento è promosso da Terme di Montecatini Comune di Montecatini Terme Camera di Commercio, Industria e Artigianato di Pistoia Regione Toscana a cura di Tiziano Panconi contributi scientifici di Tiziano Panconi Loredana Angiolino catalogo Pacini Editore segreteria Graziana Vanità tel. 347-7246967 curatore Tiziano Panconi.

Per saperne di più:
www.macchiaioli-montecatini.com
Riccardo Moretti

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