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Ma l'olio d'oliva è anche cosmetico
e disinfettante: veniva infatti usato per massaggi, o come base per
la confezione d'unguenti profumati.
Questa seconda utilizzazione è comunque strettamente subordinata alla
prima: l'olio purifica e risana, perché in qualche modo partecipa delle
virtù solari e spirituali dell'ulivo e nell'Antico Testamento si consacrano
i re con olio, mentre si chiamerà Cristo l'unto intendendo appunto l'illuminato.
Contrariamente dunque ad altri simboli pagani, che vengono ignorati
o confutati dalla Bibbia, la lucerna continua ad essere simbolo della
ragione e diventa un tema particolarmente caro alla predicazione di
Cristo, dove non è trascurato neppure il rapporto con l'occhio: "La
lucerna del corpo è l'occhio" dice Matteo 22 e prosegue: "se dunque
il tuo occhio è chiaro, tutto il tuo corpo sarà nella luce; ma se il
tuo occhio è malato, tutto il tuo corpo sarà tenebroso. Se dunque la
luce che è in te è tenebra, quanto grande sarà la tenebra".
(23) Laddove la chiarezza dell'occhio però non è più legata al colore,
ma alla razionalità del pensiero. E diventa anche impegno morale e responsabilità:
"Nessuno accende una lucerna e la mette in luogo nascosto o sotto il
moggio", dice Luca
(33) "ma sopra il lucerniere, perché quanti entrano vedano la luce"
e poi di nuovo, come Matteo.
(34)"La lucerna del tuo corpo è l'occhio. Se il tuo occhio è sano, anche
il tuo corpo è tutto nella luce; ma se è malato, anche il tuo corpo
è nelle tenebre.
(35)Bada dunque che la luce che è in te non sia tenebra.
(36) Se il tuo corpo è tutto luminoso senza avere alcuna parte nelle
tenebre, tutto sarà luminoso, come quando la lucerna ti illumina con
il suo bagliore".
Sempre Luca comunque faceva del gesto d'accendere una lucerna la cosa
più ovvia
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e naturale:
"O quale donna, se ha dieci dramme e ne perde una, non accende la lucerna
e spazza la casa e cerca attentamente finché non la ritrova?" (8)
Ma la parabola più significativa sull'uso corretto della lucerna è quella
riferita da Matteo 25 "Il regno dei cieli è simile a dieci vergini che,
prese le loro lampade, uscirono incontro allo sposo.
2 Cinque di esse erano stolte e cinque sagge;
3 le stolte presero le lampade, ma non presero con sé olio;
4 le sagge invece, insieme alle lampade, presero anche dell'olio in
piccoli vasi.
5 Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e dormirono.
6 A mezzanotte si levò un grido: Ecco lo sposo, andategli incontro!
7 Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade.
8 E le stolte dissero alle sagge: Dateci del vostro olio, perché le
nostre lampade si spengono.
9 Ma le sagge risposero: No, che non abbia a mancare per noi e per voi;
andate piuttosto dai venditori e compratevene.
10 Ora, mentre quelle andavano per comprare l'olio, arrivò lo sposo
e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta
fu chiusa.
11 Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire:
Signore, signore, aprici!
12 Ma egli rispose: In verità vi dico: non vi conosco.
13 Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l'ora."
Vegliate certo … ma soprattutto provvedetevi di lampade e dell'olio
per mantenerle accese! E questo binomio di luce e saggezza entra a buon
diritto nella morale cristiana e poi medioevale.
È noto che "trapiantando" la religione cristiana nel buio e freddo nord
e dovendo affrontare non poche persecuzioni, la Chiesa potenzierà al
massimo il significato della luce … ed utilizzerà molte lucerne, per
illuminare le chiese, soprattutto se le riunioni dovevano avvenire nel
buio della notte, per studiare,
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