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 COS'È UNA LUCERNA
di Mary Falco

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per vegliare in meditazione … una luce accesa davanti ai quadri sacri diventerà il simbolo della preghiera continua ed illuminerà zone ritenute in qualche modo pericolose, indicando la retta via.
Se mantenere la lampada accesa e ben in vista era così importante, quando è nata l'idea di schermare la luce con una protezione di vetro? Tra i documenti veneziani dell'anno mille si trova notizia del primo faro protetto da una bella vetrata per poter ardere indisturbato anche nelle notti di tempesta ed è una piccola rivoluzione: non pochi prevedevano una vita breve per vetri tanto sottili e trasparenti … adesso invece non potremmo più farne a meno! Il fatto è che, contrariamente a quanto pensiamo oggi, il vetro non nasce per produrre lastre trasparenti ed incolori, ma come materiale plastico di grande effetto, magari per imitare le pietre preziose ed i primi oggetti di cui si ha notizia sono pesanti e colorati, come per esempio le lampade di vetro verde ed azzurro, risalenti alla metà del IV e il V secolo d.C. nella necropoli di Agrigento, secondo uno studio condotto dalle dottoresse Rosa Maria Bonacasa Carra, Fabiola Ardizzone in cui il vetro sostituisce la parte in bronzo, ed una volta accese, la fiamma continuava a tremare, esposta al vento ed al rischio di spegnersi.
Ma può essere anche che queste lampade non fossero davvero destinate all'uso, ma semplicemente a simboleggiare la luce, la vigilanza e la speranza di Resurrezione nel buio della tomba.

 

Infatti per quanto già nel I secolo a.C. fosse sviluppata la tecnica del soffiaggio, che ha permesso ad oggetti prima rari e costosi di diventare molto più comuni, si trattava sempre e comunque di paste vitree colorate ed opache, spesso di colore verde, a causa della presenza di impurità di ferro nella sabbia utilizzata. Oggetti di questo tipo, risalenti ai secoli VII e VIII sono stati rinvenuti sull'isola di Torcello, vicino a Venezia.
Ciò testimonia una relazione tra l'epoca romana e l'importanza di questa città nella manifattura vetraria.
A lungo tale produzione restò legata all'ordine benedettino, che non solo a Venezia, ma in tutt'Europa, alla luce della regola "Ora et labora" aveva raccolto l'arte in uso presso gli antichi romani per produrre bicchieri, bottiglie, lampade pensili, ma soprattutto tessere per mosaico, che nei primi secoli del medioevo è il linguaggio pittorico della chiesa.
Una svolta nella tecnica produttiva si è avuta intorno all'anno 1000, quando nel nord Europa la soda fu sostituita con la potassa, più facilmente ottenibile dalla cenere di legno.
Da questo momento i vetri del nord differirono significativamente da quelli originari dell'area mediterranea, dove si è mantenuto l'impiego della soda.
Venezia costituì un importante nodo d'incontro tra le due tradizioni; le fornaci della laguna vennero alimentate da legno di faggio, che si rivelò ben presto quello in grado di raggiungere nel più breve tempo la temperatura più alta e di mantenerla.
Così s'avviò un'industria parallela a quella del

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