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Rubrica "Una voce dall'America"
e-mail: rprowley@comcast.net
di Robert Rowley

Discovering Our Common Roots Recently, I had the pleasure of viewing di Robert Rowley
traduzione del prof. Gianni Latronico

(in lingua inglese l'autore)
 

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Opera2 virtuale di Gianni Latronico

Discovering Our Common Roots Recently, I had the pleasure of viewing a 9:35-minute video produced by Pasquale Troccoli that showcased the opening exhibition of the peasant show (Esposizione Mostra Contadina).
It stirred memories in me of growing up in a predominantly Italian neighborhood in Youngstown, Ohio, of seeing—in my grandmother’s kitchen—some of the same implements she carried with her when she emigrated from Colobraro. In the video, I saw, too, many of the work tools that my uncle had in his basement, tools I would sometimes use to help him with a particular work project.
Seeing this impressive show on video awakened in me again the realization that I share a common heritage with those peasants, and I felt great pride in and respect for the wise citizens of Colobraro who organized this exhibition. My grandmother came to America with a large trunk of her belongings, and even though the trunk was huge it certainly could not have held all of her possessions.
Her kitchen, however, was not bare; it contained all of the needed implements for cooking and baking. Therefore, she must have purchased these implements from Italian merchants who lived in the area, many of whom had come from Colobraro themselves. She even had a laganature for rolling pasta.
In the Esposizione Mostra Contadina video I saw a familiar looking table with pasta on it—frizzuli, rascatelli, and tagliatelle—and I could picture my grandmother, Rosaria, rolling out the dough, preparing a delicious meal that my family later would share together.
My uncle Giambattista Gagliardi, who lived next door, had a workshop in his in basement filled with rustic tools. In the video I saw a familiar scythe, a wheelbarrow, even a metal shoe last that my uncle used for making shoes. During the Great Depression my uncle made shoes for his children, the soles fashioned from the rubber of old tires. These shoes caused much embarrassment for my cousins, who had to wear them to school.
I also saw in the video a two-handled saw, and I recall with distinct clarity working with my uncle to remove the thick stump of an old cherry tree from our yard, pulling the saw back and forth until our arms ached.
There were too many tools for my uncle to have carried from Colobraro, and he was too poor to buy them. He made most of them himself, blessed as he was with great natural intelligence. It is obvious from the collection of artifacts on display at the Mostra Contadina that our Colobraresi ancestors were the source of this intelligence.
I cannot emphasize enough how wise it was of those responsible for this show to organize it, record it on video, and post it on the internet for all the world to see. Here in Las Cruces, New Mexico, U.S.A. I watched in fascination through a portal into our common past.

(in lingua italiana)
Traduzione del prof. Gianni Latronico

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Opera1 virtuale di Gianni Latronico

Scoprendo le nostre radici in comune Recentemente ho avuto il piacere di vedere in TV un filmato di 9:35 minuti: prodotto da Pasquale Troccoli, rappresentante l’apertura dell'Esposizione della Mostra Contadina. Questa mostra ha suscitato in me commoventi ricordi, risalenti alla mia crescita nell’ambiente di Youngstown, Ohio, nelle immediate vicinanze di cittadini di origine principalmente italiana. Fui colpito nel ritornare, come in sogno, nella cucina di mia nonna, rivedendo quelle stesse stoviglie che lei aveva trasportato con sé, emigrando da Colobraro. Nel video, ho rivisto anche molti attrezzi di lavoro, simili a quelli che mio zio aveva nel suo scantinato: arnesi che a volte usavo io stesso, per aiutarlo in un qualche progetto di lavoro particolare. Vedere questa imponente esposizione sul video ha risvegliato in me la percezione di condividere un'eredità in comune con quei contadini, sentendo un grande orgoglio e rispetto per i saggi cittadini di Colobraro, che hanno organizzato questa mostra. Mia nonna venne in America con il grande baule dei suoi effetti personali ed anche se esso era enorme, certamente non poteva contenere tutti i suoi averi. La sua cucina, tuttavia, non era misera; ma conteneva tutti gli strumenti necessari per la cottura, l’arrosto e la frittura. Di conseguenza, lei deve aver comprato questi attrezzi dai bravi commercianti italiani della sua zona e di Colobraro, in particolare. Aveva persino una laganatura, per rotolarvi la pasta. Nel video dell’Esposizione della Mostra Contadina ho visto una tabella concernente la pasta a me familiare - frizzuli, rascatelli e tagliatelle - e potevo avere davanti a me la limpida immagine della nonna Rosaria, mentre lievitava; elaborava e srotolava la pasta, per preparare un pasto squisito che la mia famiglia più tardi avrebbe ripartito e gustato insieme, a tavola. Mio zio Giambattista Gagliardi, che era il mio vicino della porta accanto, aveva un laboratorio in uno scantinato: pieno zeppo di attrezzi rustici. Nel video ho visto una falce, a me familiare, una carriola e persino la forma in metallo di una scarpa che mio zio utilizzava per la fabbricazione delle calzature. Durante la Grande Depressione, mio zio faceva le scarpe con la gomma dei vecchi copertoni. Queste scarpe erano causa di molto imbarazzo per i miei cugini, che dovevano portarle ai piedi, anche per andare a scuola. Inoltre, nel video ho visto una sega a due manici e ricordo, con distinta chiarezza, che lavoravo con mio zio, per rimuovere il massiccio ceppo del vecchio ciliegio, dal nostro cortile, tirando avanti e indietro la sega, finché le braccia non ci facevano male. Erano troppi gli utensili, perchè mio zio avesse potuto trasportarli da Colobraro e lui era troppo povero per averli potuto comprare. Si desume che abbia lui stesso ne costruito la maggior parte, dotato com’era di una grande intelligenza naturale. Dall'accumulazione dei manufatti dell’Esposizione della Mostra Contadina è evidente che i nostri antenati colobraresi erano la fonte di questa sua intelligenza. Non riesco a dare il giusto risalto alla grande saggezza dei responsabili di questa esposizione, per organizzarla ed attuarla così bene. Perciò ho registrato questo video ed i “post” del video in Internet, affinché tutto il mondo lo veda. Qui, a Las Cruces, New Mexico, U.S.A. io l’ho guardato: affascinato da un portale, che è riuscito ad evidenziare il nostro passato in comune.

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