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LA GIOCONDA
di LEONARDO DA VINCI
Racconto storico favolistico
di Pietro Giovanni Lucarelli

Edizione
La fenice settembre 2009
Senza voler fare critiche
alle tante ricerche e studi fatti sulla più celebre delle opere di Leonardo
da Vinci e con l'approssimarsi dei 500 anni dalla realizzazione dell'opera
leonardesco La Gioconda, proviamo a raccogliere quanti più dati ci è
possibile su quest'opera. Si potrebbe raccoglierli in un solo scritto
e dire poi la nostra visto che si avvicina anche la data del 2013. 500°
anno dell'opera data che alcuni storici e critici d'arte ritengono come
inizio di detta opera la data del 1513 e non già quella del 1506.
Si perché il 1506 si riferisce alla morte presunta della Gherardini,
ovvero la "Monna Lisa", a Lagonegro (PZ), e quindi impossibile averla
ordinata dopo tale data a Leonardo. Infatti, su questa opera esistono
tante versioni in contraddizione tra loro; quindi vogliamo anche noi
dire la nostra, a cominciare dalle date che si contraddicono: in verità
non sappiamo farci un'idea, cioè se è stata ordinata in occasione del
matrimonio o in altra data, dopo la morte per onorarne la memoria.
Visto le varie argomentazioni e tanta letteratura finita poi tra favole
e leggente, tentiamo allora, di formare un'ipotesi tutta differente
principalmente sulla sepoltura della "Monna" a Lagonegro (PZ).
Per quanto riguarda la data in cui è stata ordinata l'opera accettiamo
quella del matrimonio, che troviamo più appropriata alle vedute di tanti
narratori e storici, anche se sappiamo che esistono più di 60 dipinti
della Gioconda pretesi dai loro possessori come veri; di fatto parti
di essa sono ritenute autentiche opere leonardesche ed altre di suoi
allievi, o leonardini, realizzate postum all'artista, realizzate al
solo scopo di far soldi col nome del genio di tutti i tempi o per onorarne
il maestro ...
Mentre l'opera della Gioconda del Louvre deve essere per forza di cose
la prima e senza la firma autografa di Leonardo, cioè non vi sono le
impronte digitali.
Si sostiene da più parti che il maestro reggeva il pennello con la mano
sinistra e con la destra lisciava l'opera, per raggiungere un particolare
effetto, imprimendo così le sue impronte digitali per far perdurare
nei secoli la sua autenticità.
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La Gioconda di Londra
Dette
impronte vengono scoperte anche su una versione della Gioconda posseduta
dal Dottor Henry Pulitzer; quindi anche la Gioconda di Londra ha analogie
con altri dipinti leonardeschi autentici; quest'ultima però si ritiene
che raffiguri veramente la Monna Lisa del Giocondo e quindi la modella
deve essere proprio la Lisa Gherardini, terza moglie di messer Francesco
Zenobio del Giocondo.
La Gioconda di Londra, però, non è la sola a presentare le suddette
impronte del genio di Leonardo, altre opere come, per esempio la Gioconda
Nuda, attribuita alla scuola di Leonardo, viene riferita alla bella
Gabriella come modella che troviamo nella collezione di lord Spencer.
Altre notizie su questa opera non si conoscono e quindi resta una tela
della collezione privata anche se di un grande critico d'arte come il
londinese Lord Spencer.
La Gioconda Seminuda
In questo
discorso si inserisce persino il grande Raffaello, con un suoo schizzo
di Monna Lisa mentre Leonardo stava eseguendo il suo capolavoro.
Vari elementi, come le due colonne, sono simili a quelli del dipinto
del londinese Herry Pulitzer.
Questo ci induce a pensare che il genio era da imitare a tutti i livelli
e da veri artisti, come il Raffaello, già allievo dello scienziato inventore
e maestro d'arte Leonardo da Vinci.
Tali ambizioni portano gli artisti del tempo a realizzare diverse pretese
Gioconde: se ne contano più di 60 conservate gelosamente nelle collezioni
private sparse nel mondo.

Ritratto di un ritratto di Faffaello
continua a
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