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Ma, ora, passiamo
a raccontare la favola da noi creata sul genio di Leonardo da Vinci,
tratta appunto da personaggi veri ed ambientata su territori reali di
cui sopra si è già trattato.
Leonardo da Vinci inizia la sua avventura durante gli studi di anatomia
umana approfondita su cadaveri ed altro. Durante tali studi forse avrà
scoperto la chiave per accedere alla "Dimensione Divina", o alla vera
entità del "Santo Graal": infatti, se osserviamo gli eventi riportati
da Andrea Tornielli nel suo libro "Processo al Codice da Vinci",
vediamo che chi si trova davanti al quadro della Gioconda, Madonna Lisa,
percepisce quasi pulsare il sangue sotto l'epidermide: è chiaro
che Leonardo nel creare questo effetto pensò al preziosissimo Sangue
di Gesù; questo poi si concretizza con la richiesta, a Leonardo di custodire
in qualche modo proprio una bolla di quel preziosissimo Sangue.
Resosi conto che non poteva tenere per sé e per sempre un segreto così
grande, il genio pensò bene di nasconderlo in un modo originalissimo,
cioè in modo che tutti non potessero né osservarlo né asportalo,
così potevano subirne solo l'influsso benefico essendo stato mescolato
ai colori utilizzati per dipingere il quadro. Il mezzo più idoneo gli
si presentò quando messer Francesco gli commissionò un'opera per la
sua sposa, intorno al 1494-1495. La scoperta dell'esistenza di una così
importante reliquia fa pensare che si dovesse trattare di una piccola
raccolta del preziosissimo sangue di Gesù, gelosamente custodito per
circa 1500 anni da persone che amavano veramente il Nazareno. Infatti
nel volume "Il Santo Graal" di Michael Baigent Richard Leigh,
Henry Lincoln a pagina 302 si legge ...Si ritiene in genere che il Santo
Graal sia in qualche modo relato a Gesù. Secondo certe tradizioni, era
il calice in cui Gesù e i suoi discepoli avevano bevuto durante l'Ultima
Cena. Secondo altre testimonianze, era la coppa in cui Giuseppe d'Arimatera
aveva raccolto il sangue di Gesù crocifisso.
Forte di tale tradizioni e credenze, Leonardo diluì il preziosissimo
sangue e lo usò per dipingere la tela della Gioconda.
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Non essendo lui in grado
di proteggerlo per i secoli a venire pur volendo tenerselo ben segreto
nel suo cuore pensò di scioglierlo nel colore e di usarlo per dipingere
il suddetto quadro.
Le figure che si ravvisano secondo gli esperti nel quadro possono essere
proprio delle persone che hanno conservato il sangue del Cristo vivente
che poi fu consegnato a Leonardo.
Questa spiegazione convaliderebbe anche il flusso smisurato di visitatori
di cui parla la professoressa Cecile Scaillierez responsabile dei dipinti
italiani al Louvre; ella dichiara all'inviato di Repubblica Anais
Ginori, che la intervista e poi pubblica, nell'intervista dice la prof.
"È ingombrante e un peso per
il Louvre". L'articolo viene pubblicato il 12 settembre del 2005
a pagina 17, sezione: Politica Estera.
La Scaillierez nell'intervista continua dicendo che "È un peso. Il suo
successo ci crea molti problemi" Se queste storie raccontate dalla
responsabile delle opere italiane circa il crescente flusso di visitatori
hanno un qualche fondamento di soprannaturale, infatti possiamo, con
tutte le riserve necessarie, dire che anche le nostre argomentazioni
possono in qualche modo avere un certo barlume di attinenza col Divino.
Difatti, il magnetismo che si sprigiona dall'opera leonardesca non si può
attribuire esclusivamente alla finezza del genio, neppure dalle storie
che lui stesso ha saputo inserire nell'opera...
Ci riferiamo al fatto che l'opera è formata per i più da una serie di tratti
ricavati dai volti di persone certamente note al pittore: questo spiega
anche il perché di una non certezza sul ritratto del volto della Gioconda
nemmeno da una modella e tanto meno quello della vera Monna Lisa, ma
Leonardo lo formò certamente con quello delle persone che hanno custodito,
secondo il nostro ragionamento il preziosissimo sangue di Gesù e col
volto dello stesso Leonardo da Vinci.
Ora però proviamo a vedere come andavano le cose sotto l'aspetto dei corsari.
È storicamente provato che in quel
tempo i personaggi Khair-ed-Din Barbarossa e
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