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LA GIOCONDA DI LEONARDO DA VINCI |
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continua da pag. 30 "Scorzo" presso Sala Consilina, nella Regione Lucania, oggi Campania, fama che ha mantenuto fino agli anni '50–'60 del secolo scorso, quando il trasporto delle merci avveniva già su camion in direzione inverso, cioè da Napoli verso i nostri paesini e non più ad opera dei pirati ma di briganti. Tutto questo per affermare ancora una volta la precarietà in cui la nostra gente ha da sempre lavorato subendo le angherie dei signori prima e della mala vita organizzata poi che sceglieva i nostri passi per la facilità con cui potevano perpetrare le loro imboscate, vuoi per la tortuosità e strettezza delle strade, a volte addirittura incassate tra una roccia e l'altra, o per l'impossibilità a causa dell'alto costo di dotarsi di scorta, ma soprattutto per l'assenza della forza pubblica, oggi Carabinieri o Guardia Nazionale allora. Ecco, in un contesto così largo e così articolato nel tempo, una di queste trame può essere benissimo quella giusta. Noi conosciamo Lagonegro d'oggi con tutte le trasformazioni avvenute a causa di agenti atmosferici e anche a causa di quelle apportate dalla mano dell'uomo in oltre cinque secoli, sia in senso migliorativo o peggiorativo del predetto territorio: bene si prestano questi luoghi a tutta la vicenda. Sono tanti i racconti dei nostri vecchi che riguardano i contrabbandieri, così chiamano da noi i pirati e corsari ultimamente briganti. Questi racconti descrivano spesso il prelievo di giovane donne che diventano poi brigantesse e addirittura capobande: una volta perso il loro uomo o padrono che sia stato ne assumono l'organizzazione. Detti racconti cominciavano tutti col dire: "C'era una volta un terribile pirata con un occhio solo e con una benda nerissima sull'altro occhio, unta e bisunta da grassi, provenienti dai cibi mangiati a mani nude". Di fatto questi uomini mangiavano con le mani sia nelle bettole che nella case di persone prese di mira e costrette a servirli.
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Quasi mai si lavavano, al massimo si pulivano con uno straccio unto e bisunto di grassi e poi si grattavano dappertutto diventando oltre che cattivi anche sozzi nei gesti. Una volta rimpinguatisi perbene prelevavano tutto quello che gli serviva, soprattutto le ragazze, che portavano con loro per farle proprie, se poi in esse vi era un minimo di condiscendenza li tenevano, al contrario abusavano di loro a turno e poi le abbandonavano o le vendevano al miglior offerente.
La nostra Monna Lisa, donna di classe e ben istruita sicuramente, seppe tener testa ai capi e allo stesso Barbarossa che la portò con sé per i boschi e poi per i mari, fino all'ultimo ammutinamento quando fu ucciso dalla sua stessa ciurma. Monna, grazie alla sua bellezza, riusciva ad avere sempre un protettore di turno che la proteggeva da altri pretendenti così si assicurò un lungo periodo di agiatezza e di spensieratezza, tra il nord Africa e le sponde europee. La Gioconda, raggiunta una età matura ed accortasi che il suo corpo non attirava più flotti di uomini, soggioga i capi di alcune bande di pirati e si ritira nell'isolotto di "Giò", ove istaura una sua dimora principesca che presto diventerà meta di ritrovo di uomini di alto lignaggio. La Gioconda conoscente di quel sovrano, lo informa dell'imminente attacco e ne ottiene i vantaggi che poi mette a frutto mantenendoli nel tempo raggiungendo l'agognata tranquillità. continua a pag. 32 |
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