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Quando i sogni possono dirsi realtà!
di Antonella Pagano |
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Una metafora, una delle mie metafore tra le pagine a righi del quaderno con la copertina nera e il bordo rosso; come quelli che adopravo in quinta elementare … cominciai allora ad usarli. Sostituirono i quaderni con le belle copertine fantasia, straordinari! Ci si può intravedere la vita dei primi anni, sentirne quasi il sapore, l'aria che respiravi, l'odore del latte al mattino quando lo ritiravi nella bella bottiglia che il lattaio, nel silenzio sovrano dell'aurora, metteva dietro la porta di casa; e ci si può sentire l'odore delle stagioni, perché allora le stagioni profumavano, di gemme esplose, gemme su gemme che sin da allora hanno lavorato nel mio cuore a comporre pensieri e depositare petali prima immateriali, poi consistenti. Un lavorìo che ha generato una Tenda reale, bella da impazzire. Ci ho messo tre giorni interi e parte delle loro notti a costruirla, a incollare mille e mille petali. Ne è rimasta di colla sulla porta su cui adagiavo il telo di tulle! Orme indelebili di quell'operoso vivere. E poi, quei petali hanno continuato a significare, a volteggiare nel mio cuore e nella mia mente, son divenute spole e filo ed han tessuto il "Senso della Tenda". Han tessuto ogni dettaglio del suo simbolismo, si sono mossi con levità e decisione, ciascun petalo sapeva dove andare a posarsi, ciascun petalo parte di un sistema e, dunque, di un disegno inscritto nel DNA, un imprinting ancestrale che ritrovava nell'oggi la ragione d'essere e di manifestarsi. Io strumento piccolino, due mani operose. E poi ancora, quei petali si sono posati su un foglio ed hanno cominciato a prendere substantia lessicale significante. Tre soggetti, già uniti dall'importante legame della consanguineità, che pensano di ritrovarsi dentro a pensieri, intenti, ideali e azioni coincidenti pur se colorati delle personalità di ciascuno; personalità originale ciascuna per proprio conto, ciascuna per propria costituzione. Tre soggetti che pensano di associarsi intorno a un nucleo condiviso e di costruire la Tenda associativa all'interno della quale calamitare intelligenze, sensibilità e moltiplicare, nel rispetto di ciascuna e con il contributo di ciascuna, le possibilità concrete di realizzazione delle idee. "La Tenda dell'Abbraccio" non è più la metafora di una delle liriche di quel quaderno, non è più solo la Tenda di sperimentazione del "Modello di Pedagogia dell'Arte che passa per la Creatività e conduce alla Bellezza", non è più neanche solo l' oggetto d'arte. La Tenda dell'Abbraccio ha saputo farsi luogo, direi, "sacro" - come dire sacro della famiglia, della vita, della persona umana, l'albero, il mare, il fiume, il cielo, la giraffa e il rinoceronte e il passero e l'orsacchiotto - di invito e sperimentazione vivificata della Conoscenza, della Condivisione, della Dialettica, il luogo dell'in, con e tra gli altri, un luogo dalla simbologia forte e soprattutto fresca; "La Tenda dell'Abbraccio" è Associazione, è fine di un percorso che dura da anni ed è inizio di un percorso che si proietta di minuto in minuto nel perenne fluire delle persone, delle cose, del tempo e di quel venirci incontro dello spazio che sa abbracciare noi e le cose che generiamo. Nel 2007, in quell'ottobre in cui ebbi la fortuna di poter esporre le mie metafore materializzate nel Palazzo di Venezia, nell'omonima Piazza della Capitale d'Italia, in quell'ottobre, dicevo, già seppe farsi realtà un sogno. Non è forse sogno quello di ritrovare nel proprio sogno le azioni, le mani, la mente e il cuore dei propri figli? E se quel sogno trova la via della concretizzazione ? Meraviglia! L'Architetto Danilo Loprete, mio primogenito, interpretando ogni mio pensiero e tensione etica, estetica, morale, pedagogica, è riuscito ad andare oltre se stesso, oltre il suo genio creativo, ha ideato per me il Florileggìo ciclopico con il quale allestire, in un sol colpo, l'Antico Refettorio Quattrocentesco del Palazzo che ha ospitato ed ospita i massimi artisti, quelli consacrati dalla Critica e dalla Storia. E Alessio, mio secondogenito, mi adagiava su uno dei libri che faccio materialmente con le mie mani: gli "Abbracci della poesia" rendendo straordinario il Cartoncino d'Artista d'invito e ogni altro dettaglio grafico dell'Evento. Perché d'Evento si è trattato, lo testimonia il libro delle firme e quel bel parlare del Prof. Umberto Broccoli nella trasmissione radiofonica:"Con parole mie"; proprio il Broccoli oggi Sovrintendente ai Beni Culturali del |
E tanta altra storia
sino ad oggi, tempo in cui affido a queste pagine il racconto ingioiellato
dei brividi di gioia che scuotono piacevolmente tutto il mio essere.
Il Direttore Pietro Lucarelli mi fa il dono più bello che potessi sperare:
"La fenice" – organo di informazione dell'Associazione "La Tenda dell'Abbraccio".
Allora come non rammentare che i primi numeri nacquero nella mia casa
di Matera tanti anni fa? Come non ricordare con tenerezza i pomeriggi
dedicati alla orchestrazione delle pagine de' "La fenice", alla scelta
dei dipinti per le copertine, alla correzione delle bozze, a quella
dialettica deliziosa con la quale il gruppo operava? Che meraviglia!
La neonata Associazione riceve un dono importantissimo. Poter comunicare
è d'indiscusso e di incommensurabile valore. Vieppiù nell'oggi in cui
si registra la caduta, in crescente picchiata, della lettura, della
vendita dei libri e più ancora dei quotidiani, della labilità del quotidiano
stesso, destinato a vivere un solo giorno, a volte solo alcune ore.
Il cartaceo che "La fenice" non è più, ma s'è perpetuato nelle vie del
web e le parole belle che ciascun redattore ha posto nel suo scrigno,
sono tutte là, perennemente, a raccontare, ad informare, ad affidare
alla storia. Sono emozionata! E' storia che questo organo d'informazione
trovi spazio nella Tenda e la Tenda trovi spazio tra le sue pagine.
Dunque: Antonia Anna PAGANO, Danilo e Alessio LOPRETE, danno vita all'Associazione
"La Tenda dell'Abbraccio" con durata illimitata, senza alcun fine di
lucro, nel 2009. Gli scopi: di natura culturale, sociale, artistica,
di diritto alla cultura, all'educazione ed alla formazione permanente
nella visione più integrale rispetto alla persona umana; ha anche scopi
di natura ambientale intendendo per ambiente, quello familiare, scolastico,
sociale e fisico-naturale. Strumenti e forme mediante i quali perseguire
gli scopi si possono sintetizzare come di seguito: -valorizzazione di
realtà sociali e culturali, siano esse collettive che singole, che abbiano
valore di modello o, comunque, che abbiano elevato valore pedagogico
talchè possano essere promosse, clonate o proposte per implementarle
in realtà storico-sociali similari che ne risulterebbero beneficiate
e promosse a loro volta; -divulgazione delle informazioni raccolte dai
lavori implementati, anche mediante pubblicazioni, stampe in formato
web e in cartaceo, sedute formativo-informative, seminari, corsi inerenti:
normative, leggi, provvedimenti regionali, nazionali, europei, ogni
espressione della produzione culturale ed artistica e quant'altro promosso
da istituzioni di qualsivoglia natura, che favoriscano percorsi di crescita
umana e professionale dei soggetti coinvolti e appartenenti a tutte
le fasce di età; -promozione e organizzazione di attività tese allo
sviluppo e alla promozione del turismo culturale e sociale, scambi tra
regioni e tra nazioni quali forme concrete di integrazione di popoli
e culture; -attenzione particolare alla produzione letteraria e artistica,
in tutte le possibili e peculiari forme espressive quali elevate funzioni
del genere umano - "uomo culturale" abitante ogni territorio e componente
ogni etnia e/o popolo nazionale; -attenzione altresì particolare alla
musica, in tutte le forme e caratteristiche etniche, da promuovere e
da utilizzare quale materia formativa; -ricerca ed implementazione di
forme innovative di formazione, informazione e divulgazione; forme didattico-pedagogiche
di concezione contemporanea in armonia con le iniziative promosse dall'Unione
Europea, dall'UNESCO e da ogni altro Organismo nazionale ed internazionale
che possa contribuire alla più efficace crescita degli associati singolarmente
e nell'essere realtà associativa: "La Tenda dell'Abbraccio", vieppiù
allorché interagente con altre realtà associative; -sempre allo scopo
di raffinare l'efficacia dell'azione associativa, "La Tenda dell'Abbraccio"
potrà avvalersi della collaborazione e/o partecipare alle attività di
qualificate istituzioni nazionali ed internazionali, enti pubblici e
privati, fondazioni, centri di cultura europei ed extraeuropei, privati,
accademie ed università; continua a pagina 37 |