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LA POESIA RALLEGRA L'ANIMA |
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Prefazione
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BELLA RAGAZZA Bella ragazza conosciuta ier l'altro,un incanto mi è parso il tuo sguardo, le gote come due rose che sboccian; le labbra tumide e mobili in modo soave, l'esile figura grazievole, dolce e ingenua percorrer mi fanno tempi felici, quando per mano corriamo contenti pei campi erbosi, liberi come due colombe; in tranquillità le nostre anime parlan d'amore, frugano i più dolci e profondi pensieri, cercando la pace interiore, il piacere non sol materiale lugubre e inetto. Ahi! Non aspettare, o delusa, un illuso studente perché ha troppo da passar sui libri, infiniti come i suoi desideri lunghi come gli anni futuri. Colobraro '74 VITA DI CITTÀ Una mesta solitudine mi fa compagniaquando cammino per la rumorosa via, e mi rende nervoso il correr della gente, il suonare delle auto e l'aria puzzolente. Lo sguardo ha sempre davanti cemento, passo dieci palazzi e se ne intravedon cento, tutti altissimi e opprimenti, che offuscano quasi la mente. Fermarmi non posso per non essere d'inciampo ma correr devo, come lampo, se mi distraggo un po' sono urtato e percosso: così ogni sera trovo rotte le ossa. Roma '74 DOUCE SOUVENIR Je garde toutes les soires le ciel,beau, éclaire, plein d'etoiles, et je me rappelle les choses plus rēmotes, la jeunesse d'un temp, mais je l'ai encore present, ici, dans ce petit angle de la tête et que ne passera jaimai, come un douce souvenir. Roma '74 MORTE DI UN'ILLUSIONE Tacita vien la rigida notte invernalea coprir la debol luce fra monti lontani, ad avvolger minacciosa lo spoglio paesaggio e le deserte vie del borgo isolato in una macabra atmosfera misteriosa e strana, quando vedo la giovane mia ombra solitaria aggirarsi fra i tetri tetti meditando, quindi veloce avviarsi per oscuri campi, fra sinistre voci, alti cipressi infin oltrepassando: scava la fossa nel cimitero urlando, per non corrisposto amor, disperato, ivi si cala, e con grida di dolore e pianti, da eroe s'ammazza. Roma '75 OMBRA SOLINGA Chi osa passarmi davanti inosservato?Forse l'ubriaco che lascia la cara osteria, l'innammorata ragazza che con paura rincasa, il ladro in cerca di facili prede oppure un'immagine della mia mente confusa! Sciocco! È la stessa mia ombra riflessa da poca luce di un viale deserto in un'aspra notte di triste domenica fra spogli pioppi cogli irti rami al vento. Roma '75 PALLIDA GRAZIA Ricordi, Grazia, quant'amor ci legavaper breve ma dolce tempo che eterno sembrava; quali nuove ed immense emozioni insieme vissute soffuse di sacre felicità, mai più godute? Ricordi, in una chiesa dell'urbe immortale fra tanta gente il primo incontro casuale; poi in primavera per segreti viali le lunghe passeggiate quando con baci mi davi margherite appena sbocciate? Ricordi i miei seri discorsi sulla sorte umana, quasi profezia di una disgrazia non lontana; invece le tue vaghe speranze di gaio avvenire, impaziente meta per poter del nostro amor sublime gioire? Ma immemore giace, pallida Grazia, nella tomba ingrata la tua esile forma di donna, fradicia carne diventata; così i tuoi giovani anni nella nuda terra son finiti e con essi i bei sogni e gli infiniti desideri di noi svaniti. (Alla povera Grazia morta in un incidente stradale l'XI/74) Roma '75 LA PIOGGIA DELLA SALVEZZA Pioggia veemente che sbuchi dall'alto,passando in breve per il cielo stellato, lava la mia lurida pelle coperta di smog, le mie orecchie divenute conchiglie; bagna le tumide labbra increspate, gli occhi stanchi e stranulati; penetra fresca nella gola e nei polmoni arsi come fornace dal fumo odierno; purifica il mio cuore da peccati; riempi, tu, lo stomaco eccessivo no, ma ghiotto sempre di svariati cibi; stimola la mia parca memoria, acuisci lo scarso intelletto, ma frena l'enorme fantasia, gli illusi ideali e le vane speranze. Roma '75 LIBERTÀ Volano le rondini alte nel cielo,punti neri in un mare celeste, garriti stridenti si spandono in terra. Tutte miti, felici, corrono, giocano; cadendo, sfiorano le case, gli alberi: piccole stelle diurne mobili e vive. Esse annunciano la primavera, dolce, in una distesa di fiori, di gioia, e l'anima s'eleva a sentimenti più alti, più divini. Tutto si ravviva e risplende d'incanto, acquista ora il sapore, desiderio di vivere eccheggia gridi, sfoghi e dice: LIBERTA! Roma '73 LA GIOVINEZZA La giovinezza è una breve fumata,che svanisce con soffio leggero, impossibile viverla sempre, ma la si può godere per un attimo, che sarà un ricordo nostalgico. Roma '73 FRATELLO NEGRO Fratello negro forse tu vivi sulla terra?Vagheggi, solo, incompreso e allontanato, la tua pelle nera a tutti fa schifo. Il muso allungato, gli occhi grandi, i denti d'avorio, le unghia bianche, tradiscono forse anche la tua anima, la tua forza, il tuo genio. Farti valere non puoi, lo stato ti è contro, a società ti disprezza, ma sognare puoi, forse sperare, d'essere uguale agli altri… chissà! Intanto la tua vita passa inosservata, e tu contesti, agisci, ma a che vale? Roma '73 PAESE MIO… Paese mio ver è che fai pietà molta,eppur torno, non so, a trovarti spesso, e il mio cuore si diverte tanto a vederti. Sei privo di natura, bellezza e denaro, eppur ho tanta nostalgia delle tue vecchie case, delle strade deserte, nel tuo clima dolce, ancor dei cari amici sventurati. Ho sempre desiderio di vedere il natìo loco sempre lo stesso, ma familiare, pieno di ricordi lontani, come sogni, dove vissi gli anni migliori della giovinezza immaturo ancora, ma sempre contento. Tanti anni sono passati ormai, ma tu rimani sempre lo stesso, piccolo e vuoto mentre io sempre più divento vecchio, e tutto in te spero dover lasciare alla mia morte, a per te il mio regal saranno le ossa. Roma '73 IL DERBY Lo stadio è gremito di folla,che agita al vento stendardi e bandiere, si sentono grida, spergiuri, bestemmie, corrisponder dall'una all'altra parte, a sostenere la squadra del cuore. Il vocio si fa ancora più forte, quando si è vicini al goal, ad uno sbaglio dell'arbitro fischiato e insultato. La gara è sempre appassionante, il pubblico incita i beniamini a far meglio, entrambe le squadre si battono bene, però ecco il goal, quello decisivo, secolare! Dalle tribuna, dalle curve, si sentono grida di gioia subito si vedono mille oggetti gettati in aria anche i calciatori vincenti s'abbracciano felici mentre i perdenti sopportano con invidia l'altrui successo. La gara è finita e non è più mutato il risultato in città i tifosi brindano alla vittoria con clakson assordanti e champagne a quantità: sarà per loro un ricordo che rimarrà nel tempo. Roma '73 INUMANITÀ Un povero stramazza sul selciato,la gente passa indifferente, i bimbi lo insultano, i grandi lo rimprovano, anche i cani gli si mostrano ostili; egli non riceve carità, rispetto, ma solo parole sdegnose e crudeli, sentimenti più barbari e inumani, che lo rendon ancora più folle e diffidente verso una società benestante e borghese, verso uno Stato che non si cura di lui. Roma '73 PIOGGIA Pioggia lieve che scendi dall'alto,la tua agilità scruta il mio cuore, l'incessante scroscio mi mette fremore, il tuo batter lento è sì dolce, la tua tristezza è pur contagiosa, tutto di te benifica la natura e l'uomo. Roma '73 COME DESTINO Come destino invano errando,per strade deserte e spaventose e buie, invano cerco gioia e felicità, accoglienza, comprensione e amore. Il mio cammino è così duro e mesto, sempre più lungo, opprimente e vano, i miei piedi sudati e puzzolenti cedono sotto il giovane fascio, anche l'alma ancor per poco dura, finché abbattuta mi dice basta! Roma '73 VIVERE E NON SOGNARE Un giorno afoso di maggio in fioreannuncia già l'estate calda, e il cielo ora diventa nuvoloso. Così si fa opprimente la vita, t'invita alla noia, al dolce far niente, a logorare sempre più il filo della giovinezza. Destarsi è difficile, e la mente è quasi ebbra, le membra afflosciate, il sudore che scende a gocce, ma è necessario vivere e non sognare. Roma '73 VIA VENETO Un campagno dir potrebbe che bella via;negozi, bar, ristoranti, alberghi di lusso, ambasciate, auto comode ed eleganti persone, ché la sua misera vita è abbagliata da tanto lusso. Egli sbaglia, che a due passi c'è la derisa povertà e tanta ricchezza passa solo sotto gli occhi, sotto i visipallidi e magri perché affamati. E sotto i vestiti stracciati, le tasche vuote i piedi rotti presso i ricchi e "gentil" signori, che prendono un solo caffè a 1000 lire, i baraccati devon sol stringere i denti, e frementi d'odio posson appena dir: Ingiustizia, ingiustizia! Roma '73 L'AVVENIRE Tante preoccupazioni mi fanno paurae non ho coraggio a dir ch'è sventura; ho poco gioie e felicità, assai fantasie e poche realtà. Quello che accadrà non lo so dire, perché a tutti Dio (se esiste) ha celato l'avvenire. Roma '71 CULUVRERE Tutt iè bell e pitturesc,non iè brutt e nimmen fresc. Si trovate dasup a cullina, cu nu salubr clima. C'et u castell vegn e sciullet, ca da tutta a gent iè ricurdet. Ches antiche e ches noue ammunzullet, dene aspett di na neve militere, e di tutt i pais u gnù bell iè Culuvrere. Napoli '71 VERSO CASA È un cupo mattino d'inverno,e col treno giungo a Salerno. Tanti pensieri m'affliggono tutti presagi che non so che siano. Ho ansia, speranza e fremosia, che si fanno più grossi per la via. Ogni minuto è prezioso, per pensar tutto e non restar ozioso. Ed ecco che sono arrivato al mio paese, come l'ho lasciato così l'ho ritrovato, solo casa mia m'ha ricordato. Napoli '71 LA SERA (1) Il cielo è oscuro e cupo,la terra risplende anch'essa; tutto è invisibile e pauroso, ogni cosa nel nero infinito è fantasma. (2) Si vede qualche uomo qua e la forse ubriaco o ragionevole; qualche donna che raccoglie i figli, i contadini ritornano dai campi. (3) Nella giornata il sole ha portato gioia, ma ora la luna rattrista l'anima, e mentre prima ogni albero fioriva, ora non fà che rattristare tutti. (4) Il ricordo d'una giornata felice-triste, avvenimenti particolari e vari a sera si esaminano con esame di coscienza, promettendo di essere migliori. (5) La luna guardiamo con incanto, le stelle contandole ad una ad una. Si cerca di vedere qualche cosa: Ma invano. Colobraro '71 SILENZIO All'alba di un giorno di primaverasolo mi trovo sotto una grande macchia verde. E qui a frenare gli occhi non riesco, che s'annegano nell'immensa e bella natura: tutto fino all'orizzonte mi sembra grandioso mi vien spontaneo un ringraziamento al Creatore ché tanta gioia ora ho nel cuor. Le mie orecchie or estranee a rumori e disturbi sono intente a tutti i richiami naturali! Gli augelli a cinguettii fanni gara da alberi a cespugli, lucertole e serpi frusciar nelle siepi, ma sol il ronzio degli insetti interrompe questo gran e piacevole silenzio. Fino a sera vorrei restar qui sotto, a contemplare e meditare gli immensi doni naturali. Colobraro '71 IL PASSERO Era là, ritto, sul ramo,solo, abbandonato, triste, lontano dagli occhi, vicino al cuore, il sole lo scaldava, la pioggia l'innaffiava i suoi gemiti si spandean d'intorno, le sue penne tremavano al vento, ogni suo moto infliggeva tristezza. Napoli ,72 L'IDEA Debbo fare qualcosa, ma il modo non trovo:aspetto un'istante, mi sfugge sto fermo, penso, m'arrabbio; ecco l'ho qui, sta uscendo, ancora un po', al massimo mi concentro. Oh, finalmente eccola, Colobraro '72 |