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Il nostro amico, cioè l'anaconda abitante delle acque del Lago Verde, qui
insediatosi e tanto amante del luogo che non pensa proprio di andarsene,
tanto bene sta e tutto contento di aver trovato una sede assai favorevole
per le sue acrobazie e metamorfosi varie, salti ed evoluzioni di qualsiasi
tipo, un bel mattino stanco forse di vivere la solita vita e le solite
abitudini, decide di prendersi una certa libertà di azione ed allora si
porta sulla parte est del lago
e riesce a salire sul parapetto della diga, per variare alquanto il suo
abituale itinerario di marcia.
Con un lieve colpo del suo poderoso dorso si solleva fino a raggiungere il
parapetto.
Qui si poggia in posa di osservazione e guarda a valle dove vede un mondo
nuovo, diverso ed in un certo senso anche allettante. Perché non tentare di
scendere giù per affrontare la parte bassa dove fluiscono ugualmente le
acque del fiume, che sono fresche ed invitanti.
L'anaconda è un animale anfibio e perciò capace di risiedere nelle acque
e paludi ma anche di salire sulla terra ferma, solida ed invitante per nuove
sue evoluzioni e movimenti.
Supera agevolmente il salto e si porta nel laghetto sottostante che è tutto
accogliente ed all'apparenza invogliante a tentare il nuovo, quello che
finora non gli è stato consentito, giacché il suo mondo è fatto di acque
naturalmente, di sponde, a destra ed a sinistra con tutti i possibili lati
aperti.
Nel laghetto si stufa ben presto perché trova il solito mondo fatto di
pesciolini, di qualche carpa e luccio, di qualche pesce gatto e simili
creature.
Fatto un leggero pasto come aperitivo, vuole spingersi su, in quando il
terreno che sta percorrendo sale alquanto e poi improvvisamente si riduce di
quantità di acqua e si restringe sempre più.
L'avventura però lo attira e lo eccita. Vuole vedere qualcosa che non ha
ancora visto, ed eccolo con le sue larghe spire ed i suoi movimenti insoliti tenta di spingersi avanti. |
Supera agevolmente qualche impedimento del terreno e si porta sempre più in
alto, abbandonando perfino il rivolo che scorre davanti a sé. Percorsi
pochi metri a zig zag e liberatosi di ogni impedimento e sporgenza varia, si
poggia per fermarsi e riposare su di un provvidenziale piccolo pianoro, che
lo contiene tutto nonostante la sua mastodontica grossezza. "Come è bello
star qui; quasi quasi mi fermo più del previsto" e poi stanco di vedere
il nuovo e di ammirare, ritorna
in sede. Si accorge ben presto che il problema del ritorno è serio ed
allora come fare per rientrare nel suo letto abituale? E vero che è e si
crede creatura anfibia, ma il suo mondo è l'acqua, lo specchio d'acqua
libero e fecondo di movimenti e di piccole o grandi avventure e manovre.
Per rientrare in sede deve compiere un movimento di risalita che
l'affatica un po' ed allora mette in essere tutte le sue energie che
sono molte e perciò, a non lungo andare, riesce nell'intento trovando il
destro per raggiungere la sponda e rituffarsi libero e lieto nelle
accoglienti acque del Lago Verde.
Qui l'aspetta l'abituale pasto che non è fatto di pesciolini ma sebbene
di grossi e grassi mammiferi, che non hanno paura di lui perché sono più
svelti a muoversi ma che qualche volta soccombono ai suoi agguati ed ai suoi
pasti.
Gli è andata bene oggi e pertanto che cosa può desiderare di più se
non di ritentare qualche altro giorno, una nuova avventura che, come quella
recentemente vissuta, lo ha reso oltremodo felice e soprattutto sazio. Il
Lago Verde rappresenta la sua
provvidenza e pertanto non desidera abbandonarlo.
Il nuovo si può tentare una qualche volta, sperando che tutto gli riesca
bene, però ha sentito dire dagli uomini un proverbio che lo fa pensare un
poco. Il proverbio dice: "chi cerca una via nuova, sa che cosa lascia ma
non sa che trova. Tanta saggezza di mente è figlia anche degli animali,
degli anfibi o meno anfibi che siano! |