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LE CREATURE DEL LAGO VERDE
L'anaconda in un'avventura a lieto fine 
di Michele Crispino

Il nostro amico, cioè l'anaconda abitante delle acque del Lago Verde, qui insediatosi e tanto amante del luogo che non pensa proprio di andarsene, tanto bene sta e tutto contento di aver trovato una sede assai favorevole per le sue acrobazie e metamorfosi varie, salti ed evoluzioni di qualsiasi tipo, un bel mattino stanco forse di vivere la solita vita e le solite abitudini, decide di prendersi una certa libertà di azione ed allora si porta sulla parte est del lago e riesce a salire sul parapetto della diga, per variare alquanto il suo abituale itinerario di marcia.
Con un lieve colpo del suo poderoso dorso si solleva fino a raggiungere il parapetto.
Qui si poggia in posa di osservazione e guarda a valle dove vede un mondo nuovo, diverso ed in un certo senso anche allettante. Perché non tentare di scendere giù per affrontare la parte bassa dove fluiscono ugualmente le acque del fiume, che sono fresche ed invitanti.
L'anaconda è un animale anfibio e perciò capace di risiedere nelle acque e paludi ma anche di salire sulla terra ferma, solida ed invitante per nuove sue evoluzioni e movimenti.
Supera agevolmente il salto e si porta nel laghetto sottostante che è tutto accogliente ed all'apparenza invogliante a tentare il nuovo, quello che finora non gli è stato consentito, giacché il suo mondo è fatto di acque naturalmente, di sponde, a destra ed a sinistra con tutti i possibili lati aperti.
Nel laghetto si stufa ben presto perché trova il solito mondo fatto di pesciolini, di qualche carpa e luccio, di qualche pesce gatto e simili creature.
Fatto un leggero pasto come aperitivo, vuole spingersi su, in quando il terreno che sta percorrendo sale alquanto e poi improvvisamente si riduce di quantità di acqua e si restringe sempre più.
L'avventura però lo attira e lo eccita. Vuole vedere qualcosa che non ha ancora visto, ed eccolo con le sue larghe spire ed i suoi movimenti insoliti tenta di spingersi avanti.

Supera agevolmente qualche impedimento del terreno e si porta sempre più in alto, abbandonando perfino il rivolo che scorre davanti a sé. Percorsi pochi metri a zig zag e liberatosi di ogni impedimento e sporgenza varia, si poggia per fermarsi e riposare su di un provvidenziale piccolo pianoro, che lo contiene tutto nonostante la sua mastodontica grossezza. "Come è bello star qui; quasi quasi mi fermo più del previsto" e poi stanco di vedere il nuovo e di  ammirare, ritorna in sede. Si accorge ben presto che il problema del ritorno è serio ed allora come fare per rientrare nel suo letto abituale? E vero che è e si crede creatura anfibia, ma il suo mondo è l'acqua, lo specchio d'acqua libero e fecondo di movimenti e di piccole o grandi avventure e manovre.
Per rientrare in sede deve compiere un movimento di risalita che l'affatica un po' ed allora mette in essere tutte le sue energie che sono molte e perciò, a non lungo andare, riesce nell'intento trovando il destro per raggiungere la sponda e rituffarsi libero e lieto nelle accoglienti acque del Lago Verde.
Qui l'aspetta l'abituale pasto che non è fatto di pesciolini ma sebbene di grossi e grassi mammiferi, che non hanno paura di lui perché sono più svelti a muoversi ma che qualche volta soccombono ai suoi agguati ed ai suoi pasti.
Gli è andata bene oggi e pertanto che cosa può desiderare di più se non di ritentare qualche altro giorno, una nuova avventura che, come quella recentemente vissuta, lo ha reso oltremodo felice e soprattutto sazio. Il Lago Verde  rappresenta la sua provvidenza e pertanto non desidera abbandonarlo.
Il nuovo si può tentare una qualche volta, sperando che tutto gli riesca bene, però ha sentito dire dagli uomini un proverbio che lo fa pensare un poco. Il proverbio dice: "chi cerca una via nuova, sa che cosa lascia ma non sa che trova. Tanta saggezza di mente è figlia anche degli animali, degli anfibi o meno anfibi che siano!

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