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EDITORIALE
IL MONDO IN CUI VIVIAMO
di Pietro Giovanni Lucarelli

La crosta terrestre si sta modificando in modo irreversibile e le sentinelle del Signore ci stanno mostrando i primi segni di un imminente capovolgimento del sistema globale terrestre.
Se prendiamo in esame le rivelazioni, profezie delle cose future nel libro dell' Apocalisse, come i sette sigilli, vediamo che (8,5) si parla di un Angelo col turibolo d'oro il quale ha il compito di presentare a Iddio gli aromi le preghiere dei santi. Se l'Angelo arriverà a riempire il turibolo di fuoco dell'altare e lo verserà sulla terra, ne deriveranno tuoni e lampi e voci e terremoti.
I sette sigilli, dunque, sono la volontà di Dio: da un lato rappresentano l'ammonimento, dall'altro la strada da seguire per ottenere la salvezza.
Gli uomini non si curano più di questi segni profetici e divini; infatti, noi stessi pecchiamo per la sola idea di volerli capire. L'Apostolo Giovanni che li ha visti per volontà di Dio dice al capo 22,18: "Or, dichiaro a chiunque ascolta le parole della profezia di questo libro: se uno vi fa delle aggiunte, Dio gli farà subire le piaghe descritte in questo libro". Noi non continuiamo ma prendiamo a testimonianza queste parole per dire che oggi non si ama come vuole il buon Dio, ma ognuno di noi si è fatto un credo proprio e questo danneggia tutti gli altri esseri, proprio perché non si ama più secondo il suo insegnamento, vale a dire: ama il prossimo tuo come se stesso.
Più volte abbiamo citato nei nostri scritti il precetto che dice: "Non fare agli altri quello che non vuoi che sia fatte a te stesso"; basterebbe questo per vivere in pace con gli uomini e soprattutto in grazia di Dio.
Il Papa, i prelati, i ministri del Signore e gli uomini di buona volontà provano continuamente ad inculcarci queste regole semplicissime ma tanto difficili da mettere in pratica. Insistere nel presentare il mondo agli uomini è cosa veramente difficile; spiegarne i segni sia pure segni evidenti o addirittura lampanti come quelli che, in questo Anno Domini 2005, cadono sotto tutti e cinque i sensi, non servirebbe comunque a far desistere l'uomo dagli abusi,  che vanno dal semplice al complesso, causando dolori infiniti non solo ai figli dell'uomo ma anche allo spirito che è in loro, spirito che non appartiene loro ma è di chi lo ha posto in essi.

È bello poter guardare al prossimo e dire: Gesù, aiutami a far comprendere ai fratelli, che ho peccato e a causa di questo non riesco a farmi capire da loro. 
Una dichiarazione di colpevolezza o semplicemente di umiltà aiuta a migliorare gli uomini e con gli uomini miglioriranno il mondo in cui viviamo.
Bisogna sempre, in ogni momento, domandarsi a cosa serve fare la guerra o fare del male proprio  ad un'altro simile! Non è forse meglio poter dire: Ah sai, oggi ho potuto aiutare quel fratello dolorante per la perdita di un suo bene.
Sono queste le gioie che accrescono il "credito" di pace e d'amore nei confronti del Creatore.
Il guadagno sfrenato ed ingiustificato, la sottomissione di uomini potenzialmente deboli, poveri, incolti, e soprattutto innocenti chiamati a morire per appagare la sete di potere, non fanno che accrescere il fardello delle colpe di fronte a Dio nel giorno del giudizio finale.
Di questi abusi oggi si fa un continuo e sfrenato flagello, che in nessun modo può essere tollerato da Dio, come pure dagli uomini.
Come alleviare questo strazio nel far versare continuamente sangue di fratelli innocenti su tutta la terra, magari solo per aver una "liretta" in più nella propria tasca? Questa è la meschinità del nostro momento, e non vogliamo credere che è  "Il tempo che ci tocca".
Ravvedersi è possibile dice San Giovanni nell'Apocalisse, quando con i suoi sette sigilli dice che questa è la strada che porta a Dio: "Vieni!" Seguiamolo, facciamo ammenda dei nostri peccati, prodighiamoci soprattutto per chi vive in modo peggiore di noi, diamo loro una mano, solleviamo il loro morale e sosteniamoli non solo con le parole ma anche con la sostanza, come ha fatto Benedetto XVI con i malcapitati dell'uragano Katrina di New Orleans. Le sofferenze dei fratelli continuano inesorabilmente in quella parte del mondo ove spesso accadono terremoti, alluvioni e uragani, proprio come ultimamente si è verificato in Pakistan, India, Afganistan ecc.
Rinunciamo a qualche vacanza in più, devolviamo ai poveri le somme accantonate per i viaggi  che poi si tramutano in sinistri dolorosi, non accumuliamo danaro più del necessario.

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