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LE CREATURE DEL LAGO
VERDE | |
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visto l'avvicinarsi del plenilunio d'autunno decide di
interrogare il consiglio dei longevi; per far questo si avvicina alla grotta
del tesoro ove si trovano tutti i consiglieri più longevi della terra. Mun
che come di sua abitudine prima dell'imbrunire si portava su di un colle per
fare la sua posta di caccia alla lepre, assistette a un vero prodigio, vide
l'anaconda avvicinarsi verso di lui e fermarsi davanti alla grotta del
tesoro che si trova ai piedi del colle, alza la testa verso il cielo ed
emette dei suoni mai uditi nella sua vita, già avanti negli anni. Subito
dopo una moltitudine di stelle cadono dal cielo formando un semicerchio fosforescente
che lo distrae dalla sua guardia. Mun si domanda chi avesse
portato qui questo essere gigante. Certo, non ci è arrivato da solo o per
magia, come molti sono disposti a credere. |
"Dimmi, dice l'anaconda, secondo il tuo giudizio devo
abbandonare questo luogo? Lo storione: "veda, sire, nei miei 130 anni non ho
mai veduto uomini assediare un dio marino, semmai lo hanno usato per
giocarci con le parole ma nient'altro, quindi non vedo il motivo di
abbandonare questo luogo". La stessa domanda viene posta ai presenti,
che in qualche modo dicono la stessa cosa, ma a questo punto avanza molto
lentamente un Basilisco più morto che vivo, guidato dall'uccello divino,
che lo aveva accecato. Il quale risponde così: "Sire, io sono stato
confinato nella grotta fortificata dall'unico dio della terra, per far
guardia ai tesori, e solo una volta sono stato costretto ad allontanarmi e
non per mia volontà, ma perché avevo perduto il senso dell'orientamento e
quindi la via, dopo di che, il re di tutta la terra ha costretto l'uccello divino a
farmi da guida e a trasportare il mio ultramillenario corpo ovunque verrà richiesto. |