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"I SEGRETI DI ROMA"
raccontati da Corrado Augias
di Antonella Pagano

Serata da Roman pryde quella dello scorso 22 settembr a Roma; a ragione la Dandini ne ha auspicato l'indizione. E' fatto che nella Sala della Protomoteca in Campidoglio Augias presentava il suo ultimo libro dei "segreti". L'incipit atomico di Gigi Proietti ha sancito già dai primi istanti che ci si trovava in una di quelle circostanze memorabili per ogni singolo componente e pertanto per l'evento che si componeva. Nessuna saccenteria, nessun "semo romani" nell'ultimo libro di Augias, nel quale il Proietti mentre ironicamente informava l'uditorio:"…non ci crederete ma son laureato!" ha registrato verve, carattere e buon gusto narrativo. Di Roma ? Proietti ha enunciato il principio secondo il quale Roma non è un insieme di soggettivi, poi, con una semplicità ed una sincerità destabilizzanti ed emozionanti ha detto: Roma non è solo storica, Roma è la Storia. E qui la Dandini, con lucida e frizzante attenzione, riecheggerà l'opportunità del Roman pryde.
Sandro Curzi porrà accenti romantici alle evocazioni e alle memorie personali della Roma che altalena tra grandezze e miserie e velerà di poetico i riferimenti a luoghi, a circostanze, a cose che accadevano sono quarant'anni fa, sino a quel suo dire tra l'accorato e il saggio consigliare: "…e poi, se stiamo zitti potremo sentir le mura sibilare e dire dei senatori …e dei plebei…". Con lieve ritardo ed evocato dalla Dandini- che profittando dell'assenza del primo cittadino ne annunciava alla folta platea la presenza in puro spirito, è giunto Veltroni il quale ha situato le sue osservazioni nel territorio che ha tracciato definendolo :  grandezza orizzontale e verticale di Roma. Raccoglierà l'indicazione della Dandini, anzi, di più, ne darà del Roman pryde già una possibilità di concretizzazione intravista in un grande concerto composto di tutte le bellissime canzoni romane. "Vi sono città dalle quali vorresti fuggire, dice il Sindaco Veltroni, da Roma proprio non si va via; se poi andassimo, di primavera o d'autunno che sia, al tramonto in Villa Borghese, ebbene di là la vita appare una meraviglia! Roma è una scatola magica, Roma è l'universo mondo, Roma è Canova, è Caravaggio, Roma è Papi  ed è Cinema, è Cultura Roma ed è meravigliosa enciclopedia,

per mille e mille motivi dunque la notte bianca di Roma sa di epico e di poetico. Avrei voluto abbracciare ciascuno di quei cittadini o turisti, continua, che sotto la pioggia si erano assiepati in lunga e fitta fila ad attendere di poter vedere la testa di Costantino, ritrovata soltanto oggi e sepolta chissà quando in quello strato di Roma. E quanti strati e in ciascuno di essi quante altre stratificazioni, un sottosuolo anche quello di meraviglie dunque! E la gente della periferia romana ? "Non v'è coesione identica in alcun suburbano o periferia di alcun'altra città o capitale; la coesione armonica, la coscienza piena d'esser dentro all'antico e alla modernità ad un tempo, il senso alto di responsabilità del cittadino romano non si ritrova in nessun altro luogo.E' l'elogio della periferia. Ricorda  Matteo, il Sindaco Veltroni, e il ponte di questa città dove ha perso la vita ; quel ponte-dice- dove lui ha incontrato i genitori ed ha visto il libro composto da tutti i messaggi dei mille amici di Matteo; c'è stato dentro a quel movimento di sensibilità che adesso ha casa sotto quel ponte -"malebenedetto"aggiungerei- . Ha cantato l'unicità di Roma Walter Veltroni, la sua unicità anche nella struttura, la magia del suo saper far convivere luoghi e tempi diversi e di come Corrado Augias sia riuscito a scriverla così".
Infatti è così; "I segreti di Roma" va letto e portato con sé per gustare vivendo e camminando in Roma o in altro luogo il lungometraggio di ricordi, di miti, leggende e sangue; atmosfere cupe e violente, medievali e razionaliste. Per sentirsi addosso le genialità tenebrose caravaggesche e le spregiudicatezze di Cesare; lasciarsi andare al fascino della Lucrezia Borgia o tentare di far propri, bella impresa!, i mille sguardi dei tanti architetti, scaldarsi alle fiammelle delle cortigiane e al baluginio delle loro notti, dannarsi e beatificarsi, ferirsi con le sue contraddizioni o illuminarsi della sua generosità, vivere o non conoscere mai il luogo dove vive il fellone e il cuor di leone, Roma, il mito dai giorni di celluloide, Roma capitale che come nessun'altra capitale ha legami così fitti con la storia, Roma feroce e Roma anarchica, Roma casa, lo è stata per Goethe e per Montagne, per Dumas e Zola, per Stendhal e Gogol, Roma villaggio, Roma metropoli, Roma dei sonetti del Belli che con far da mattatore il Proietti Gigi ha raccontato.
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