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RIFLESSIONI DOMENICALI di Don ALDO VIVIANO
di Pietro Giovanni Lucarelli


Copertina del libro
 
Giornale del pulpito, questo è il titolo di un prezioso libro da tenere da conto. Ogni sera scorrerne alcune pagine per essere aiutati a presentare il proprio spirito a Dio magari prima di prendere sonno, sarebbe certamente tanto utile all'anima.
Lo ha scritto don Aldo Viviano della nostra Diocesi di Tursi-Lagonegro titolare della Parrocchia di San Luca Abate di Carbone (PZ). Editore "Il Serrapotamo", Carbone 2005, volume I°.
Don Aldo non manca in nessun momento di evangelizzare ampiamente il suo uditorio, e da par suo lo divulga anche con testi pregevoli, come la riproduzione di opere di arte religiosa su cartoncini, inserendo sul dietro delle preghiere pregne di fede e stupende nel testo poetico, preghiere che ristora veramente il cuore.
Le sue omelie domenicali raggiungono oltre i presenti anche un pubblico più vasto visto la sua collaborazione a quotidiani e riviste lucane sia cartacee che on line; infatti da queste si irradiano per raggiungere un pubblico vasto per davvero, proprio come asserisce il suo amico Vescovo autore dell'introduzione all'opera in parola mons Antonio Rosario Mennonna, vescovo emerito di Nardò.
I semi che don Aldo continua a spargere da molti anni nei suoi interventi domenicali e per iscritto sono semi di un'intensa attualità: "In breve, dice il nostro, il cristianesimo vive nella carne, perché sta in una condizione umana, però non vive più secondo la carne". Morale: bisogna rinunciare ai beni materiali superflui.
 

Scrive ancora il vescovo di Nardò: "La parola di Dio si attualizza nella parola di don Aldo, la quale a sua volta si incarna nella quotidianità di ciascuno di noi e traccia un solco, in  cui depone con semplicità e con fermezza di fede il seme, affidando a ciascuna coscienza la responsabilità del suo germogliare". Una forza particolare completa tutto quanto il buon don Aldo insegna ed è quella che gli viene dal suo semplice ma efficacissimo vocabolario; le sue parole colme di fede e d'amore nonché calde d'affetto per il prossimo, e le sue stesse azioni sempre spontanee ed immediate a sorreggere il bisognoso, fanno sì che neppure una sillaba vada persa.
Dunque, non perdiamo il piacere di leggerlo e di far nostre i suoi insegnamenti, proprio come dimostra questa pubblicazione che riguarda i pezzi apparsi sul "quotidiano di vita regionale "Lucania".
Don Aldo collabora al nostro giornale da tempo e i suoi scritti sono sempre improntati all'amore di Dio come dimostra la preghiera che segua: Signore,/ fa d'ogni mio amore/ piedistallo alla Tua Sede./ Signore,/ la Tua creatura crede/ ed è pronta a morire/ per la sua Fede;/ ma fragile come stelo/  Ti cerca in ogni dove,/ e non s'avvede/ nella gioia o nel soffrire,/ che solo può trovarTi nel cuore./ Signore,/ prima di morire/ largisci/ a me il più gran dono:/ ristabilisci/ in me il Tuo Trono/ di Gloria e Perdono.
Per far ancor più comprendere l'umanità, e se volete, la personalità di Don Aldo. Riportiamo qui di seguito una concisissima biografia: "Non voglio essere l'omino di latta che potrà spogliarsi solo della sua ruggine, ma un bianco gabbiano vecchio e stanco, che saprà ancora sognare guardando al sole.
Un giorno, forse, rispondendo al fischio di un vento straniero, tenendosi stretto l'ali consunte, s'immergerà in quelle acque di cui seppe nutrirsi un tempo, in quell'istante il suo futuro sarà scomparso in un passato, e anche se NON potrà più dirlo a nessuno sarà allora che si sarà alzato nel suo volo più bello: il solo che non ha fine".

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