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RIFLESSIONI DOMENICALI di Don ALDO
VIVIANO |
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![]() Copertina del libro
Giornale del pulpito, questo è il titolo di un prezioso libro da
tenere da conto. Ogni sera scorrerne alcune pagine per essere aiutati a presentare il proprio spirito a Dio
magari prima di
prendere sonno, sarebbe certamente tanto utile all'anima.
Lo ha scritto don Aldo Viviano della nostra Diocesi di Tursi-Lagonegro titolare della Parrocchia di San Luca Abate di Carbone (PZ). Editore "Il Serrapotamo", Carbone 2005, volume I°. Don Aldo non manca in nessun momento di evangelizzare ampiamente il suo uditorio, e da par suo lo divulga anche con testi pregevoli, come la riproduzione di opere di arte religiosa su cartoncini, inserendo sul dietro delle preghiere pregne di fede e stupende nel testo poetico, preghiere che ristora veramente il cuore. Le sue omelie domenicali raggiungono oltre i presenti anche un pubblico più vasto visto la sua collaborazione a quotidiani e riviste lucane sia cartacee che on line; infatti da queste si irradiano per raggiungere un pubblico vasto per davvero, proprio come asserisce il suo amico Vescovo autore dell'introduzione all'opera in parola mons Antonio Rosario Mennonna, vescovo emerito di Nardò. I semi che don Aldo continua a spargere da molti anni nei suoi interventi domenicali e per iscritto sono semi di un'intensa attualità: "In breve, dice il nostro, il cristianesimo vive nella carne, perché sta in una condizione umana, però non vive più secondo la carne". Morale: bisogna rinunciare ai beni materiali superflui. |
Scrive ancora il vescovo di Nardò: "La parola di Dio si
attualizza nella parola di don Aldo, la quale a
sua volta si incarna nella quotidianità di ciascuno di noi e traccia un
solco, in cui depone con semplicità e con fermezza di fede il seme, affidando a ciascuna coscienza la responsabilità del suo germogliare".
Una forza particolare completa tutto quanto il buon don
Aldo insegna ed è quella che gli viene dal suo semplice ma efficacissimo
vocabolario; le sue parole colme di fede e d'amore nonché calde d'affetto
per il prossimo, e le sue stesse azioni sempre spontanee ed immediate a
sorreggere il bisognoso, fanno sì che neppure una sillaba vada persa. |