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Pubblichiamo
per intero il romanzo:
"Il granduca di Costa Fiorita"

Opera virtuale di Gianni Latronico
Edizione on
line La fenice
Novembre-Dicembre 2006
A
mio fratello Antonio
POESIA DEDICATA
a
PIETRO LUCARELLI
Come
la fenice
r i s o r g e v a
alle proprie ceneri
ogni cinquecento anni
così tu
fai rinascere
nel suo solo nome
il romanzo
e
la poesia
ogni due
m e s i
Sempre
difendendo
giustizia amore verità
creando un parco musicale
e trasferendo
in internet
tutto lo
scibile umano
stai erigendo
al mondo
un grande monumento
che né le intemperie
dell'avversa natura
né gli improperi
dei rei malvagi
potranno mai
abbattere o
annientare
nei secoli
f u t u r i
Gianni Latronico
PRESENTAZIONE
DEL TESTO
DA PARTE DELL'AUTORE
Il romanzo si
svolge in cinque parti: la prima parte è quella dell'introduzione e
dell'amore di due giovani schietti e sinceri, che si affidano ai canoni
della nobiltà di un tempo ormai lontano.
La seconda parte è quella della presa di coscienza di essere un vero
soggetto giuridico, capace di intendere e di volere.
La terza parte è quella
dell'ingresso in società, per formarsi una propria famiglia.
La quarta parte è quella
del lavoro nella società e per la famiglia, con il relativo accumulo di
sostanze, per il futuro della stessa e della stessa società, in cui si
vive.
La quinta parte è quella del punto di arrivo e del passaggio delle
sostanze, accumulate durante il lavoro di una intera vita, nelle mani dei
figli o di società giuridiche, create per produrre ed elargire i ricavi ad
enti morali e sociali, per il buon funzionamento del sociale stesso.
La trama del romanzo è il tempo
che ci tocca, in cui vediamo la gente, che è particolarmente indolente.
Nulla va per il verso giusto e nessuno si chiede quale sia il verso giusto:
forse, per i più, può essere vivere spensieratamente di rendita, senza
preoccuparsi di capire da dove proviene la rendita stessa.
Noi abbiamo preferito
esaltare la creatività, l'allegria e la serietà, l'amore e il
rispetto, l'onestà e la laboriosità, insomma abbiamo scelto il vivere
positivamente e senza piangersi addosso.
Percorrendo la via della
positività, si è portati a magnificare ogni iniziativa ed a concluderla
ovviamente in positività.
Osservando questo principio,
abbiamo esaltato l'immaginazione sorretta dalla fantasia, ma anche dalla
serenità e dalla volontà di essere attori principali nelle cose della
vita, non appiattirsi sulle altrui iniziative e, tanto meno, essere passivi
o ancor peggio parassiti della società.
I nostri personaggi sono
rigorosamente inventati, anche quando si identificano con uomini della
storia o ai vertici degli Stati, quali presidenti, regnanti o altri.
Tutti però sono pronti a
lavorare per una società attiva e produttiva, pronta a migliorarsi con il
proprio lavoro e con la propria inventiva, allo scopo di migliorare il
territorio, in cui si vive, ed educare i propri figli, facendo capire loro
che, una volta adulti, non devono mai essere di peso prima ai genitori e poi
alla società.
La società, a nostro
avviso, non deve mai sopperire ai danni dei malfattori o dei trasgressori di
regole che dir si voglia; i rei devono scontare il fio delle loro colpe,
solo con la sofferenza fisica, lavorando sodo, per soddisfare il danno
arrecato alla società e al malcapitato e per il proprio mantenimento, dando
prova del ravvedimento e della laboriosità, acquisita per un rientro in
società.
Solo così si è positivi e
si può provare a cambiare il tempo che ci tocca in un tempo migliore, da
consegnare alle generazioni che verranno.
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Presentazione del prof. Gianni Latronico
P R E F A Z I O N E
Arditi
voli pindarici caratterizzano "Il Granduca di Costa Fiorita" nel
passaggio, in forma discorsiva, di soggetti, tempi e modi del periodo,
sempre scritto in punta di penna, con una certa nonchalance, con una garbata
eleganza e con un'amena disinvoltura.
Il romanzo dello scrittore e poeta Pietro Giovanni Lucarelli parla del
Granduca Pietrantonio, come di un munifico, potente, agiato signore di altri
tempi, senza onta e senza macchia, dedito, più che al suo, all'altrui
interesse e legato alla famiglia, alla dignità, all'onore, all'onestà,
in senso patriarcale, nel rispetto del sistema sociale e del vivere civile.
Anche gli altri personaggi rifulgono di nobili principi, preclare virtù ed
elevata intelligenza; sono sempre pronti a sacrificarsi per il benessere
familiare, sociale ed universale, in una gara di amore per i propri cari e
di solidarietà per il prossimo.
Tanta bontà, generosità, umanità è possibile, solo perché si tratta
della città ideale, scintillante di luci, sull'Isola dei Sogni, nella
terra che non esiste, nella dura realtà effettiva, ma che è viva e vegeta
nell'immaginazione dell'autore e nell'immaginario collettivo.
Però, dato che ogni luce ha la sua ombra; dietro lo sfarzo di nomi
altisonanti, di brevetti strabilianti, di progetti mirabolanti, c'è la
sofferenza di una schiava, il dolore di un trovatello, la civetteria
femminile e l'onnipresente ingerenza del factotum.
È questo potente chiaroscuro, che rende la verosimiglianza di abitudini
desuete, tradizioni obsolete, sentimenti sorpassati, superati dagli usi e
costumi, dagli uomini e dalle donne di questi nostri tempi moderni, che non
hanno più rispetto per niente e per nessuno.
La morale della favola è altamente positiva, costruttiva ed educativa, sia
per la moderna gioventù attuale, che per le generazioni future, in quanto
tutto passa, tutto cambia, tutto si rinnova; ma la vera bontà dell'animo
rimane sempre, comunque e dappertutto.
Il lettore si sente irresistibilmente coinvolto nell'avvincente trama del
romanzo e partecipa emotivamente alle tristi e liete vicissitudini dei tanti
personaggi, delle strane avventure, dei vari viaggi, su eccezionali
aviogetti, dall'Italia all'America, dalla Terra su Marte e da Costa
Fiorita all'Isola dei Sogni, in Groenlandia, come ultima meta.
Questo sarebbe il luogo ideale anche per lui, se non fosse per un severo
divieto, per tutti gli estranei, emesso dal Granduca, in persona, che ha
ingaggiato un intero esercito, per la difesa della privacy sua e dei suoi
concittadini. Tutto però è possibile nel bel mondo dorato della vera
fantasia e della pura poesia di Pietro Giovanni Lucarelli.
Gianni
Latronico

Opera virtuale di Gianni Latronico
DEDICATO
AL PRINCIPE
GIOVANNI
GIOVANNEO
Giovanni
da giovane
andava sempre in
campagna non
solo
per pascolare le pecore
ma anche
per raccogliere
garofani rossi e intrecciarne
corone per i biondi capelli
della sua
innamorata
di nome Monica
Il lavoro assiduo e
i furtivi incontri amorosi
non riuscivano a distoglierlo
dagli studi di scienza astronomica
per i quali vinse una borsa di studi
per l'Università di Pasadena
negli Stati Uniti d'America
con l'invenzione della
navicella di
ritorno
sicuro e tranquillo
dal pianeta rosso
al pianeta terra
Se gli
ultimi
saranno i
primi
lui fu
riconosciuto
principe di Costa Fiorita
e figlio della zarina di
tutte le Russie
Gianni Latronico
continua a
pagina 26
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