|
continua
da pagina 28
L'incontro
avviene nella hall dell'hotel Flower, mentre Pietrantonio
discorre amabilmente col futuro genero, quando scende dalle scale
dell'Hotel Willy; appena scorge Giovanni e il Granduca va loro incontro,
salutandoli: "Giovanni, Granduca, anche voi qui!". "Be' questo hotel
è nostro e inoltre volevamo incontrare proprio te". "Be'? Sono qui,
anche se devo dire che mi aspettavo un Suo inviato! Ditemi tutto, visto che
sono qui per questo".
Comincia Giovanni, dicendo: "Tu sei il compagno, a cui mi sono sentito più
vicino, durante la nostra permanenza nello spazio, per questo ti vorrei
chiedere un favore". "Dimmi, se posso, sono a tua completa
disposizione". "Vorrei che tu fossi il mio testimone di nozze e che, al
ritorno dal viaggio di nozze, potessimo sviluppare insieme un programma, di
cui ti parlerà mio suocero nel frattempo".
In quel momento, un cameriere si avvicina ai tre con un vassoio d'argento,
con al centro un foglietto ben piegato e dice: "È per le principe".
Giovanni lo prende, lo apre e ringrazia il cameriere. Si scusa con l'amico
e dice: "Papà, è Monica. Scusatemi, mi aspetta al telefono" Poi va
nella suite presidenziale.
Alza il telefono e dice: "Tesoro, stavo occupandomi delle nostre nozze; ho
trovato il mio testimone e tu hai trovato la comare?". "Sì, mio caro!
È la tua sorellina Marta. Io però certamente non conosco il compare".
"Sì, cara - dice Giovanni - è un ragazzo russo, che era con me
nella missione spaziale, che presto conoscerai direttamente".
La ragazza lo bersaglia di domande sulla sua salute e sul suo morale.
"Quest'ultimo è bassissimo - risponde il giovane - tutta colpa tua, che
sei così lontana". "No – lo rimbecca Monica – tua, che hai voluto
papà e non me al tuo arrivo sulla terra".
"Sì, hai ragione, che ho invitato il tuo papà, ma non credo che a te
occorra un invito per raggiungermi".
"Allora, domani sarò da te, così domani stesso torneremo a casa
insieme". Così fu. Si salutarono con un arrivederci a domani.
Giovanni torna dall'amico, che sta ancora discorrendo con il suocero, al
quale dice: "Papà, domani Monica sarà qui, così faremo il viaggio di
ritorno domani stesso insieme". "E no - dice Willy - non vuoi farmi
conoscere la sposa e permettermi di offrirvi un pranzo presso l'Ambasciata
Russa?".
Suocero e genero si guardano e dicono: "Perché no? Saremo tuoi ospiti,
ovunque tu voglia portarci".
"Credo che mio padre, l'Ambasciatore, si offenderebbe se vi portasse in
qualche altro posto. Oh, ma è un onore conoscere la tua famiglia e pranzare
insieme.
Bene - dice Willy - visto che la mia suite è in questo Hotel, attenderò
anch'io l'arrivo della sposa e poi vi accompagnerò a New York, da papà".
"D'accordo - risponde Pietrantonio - ma l'aereo, che ci porterà a New
York, sarà il mio Jet".
Monica arrivò prestissimo all'Hotel Flower, dove i
tre uomini l'aspettavano.
Ci furono abbracci e baci, la presentazione di Willy, un piccolo rinfresco
per Monica e per i suoi accompagnatori, poi nuovamente in volo, per New
York.
Willy
aveva annunciato al papà quella visita e tutto ciò che il Granduca gli
aveva offerto per una collaborazione, nell'industria. in qualità di
scienziato.
L'Ambasciatore rispose: "Va bene, figlio, ti farò fare bella figura".
All'arrivo in Ambasciata, essi furono ricevuti con grande onore, come si
conviene a un capo di Stato, con striscioni, per i giovani astronauti, con
tante foto di entrambi.
Tutti insieme visitarono l'Ambasciata, tirata a lucido, per tutta la
notte, dai funzionari ed impiegati tutti.
Poi ci fu l'incontro con la famiglia dell'Ambasciatore, che riaveva a
casa, per la prima volta, dopo la missione spaziale, il figlio.
Seguì il pranzo con infinite portate: tutte tipicamente russe e fatte
arrivare, durante la notte, direttamente da Mosca.
Al pranzo fu invitato anche l'incaricato del Granduca, che si era già
annunciato per quel giorno, a volergli consegnare del materiale da
esaminare, per una sua adesione all'invito, rivoltogli direttamente dal
Granduca.
Finito il pranzo, Willy chiede a Pietrantonio se è il caso di parlare a
cinque della sua offerta, cioè Willy, l'Ambasciatore, Giovanni,
l'incaricato e lo stesso Granduca. "Sì, certamente - risponde
Pietrantonio e si portano nello studio dell'Ambasciatore, che li invita ad
accomodarsi intorno a un desk di ciliegio massiccio, divinamente intagliato
e decorato.
Quando tutti sono seduti, Willy si rivolge a Giovanni, dicendo: "Credo che
devi essere tu per primo, a parlare, visto che l'idea è proprio tua".
"Bene - dice Giovanni - sono contentissimo di farlo. Senza girarci
intorno, ti dico che, durante la nostra missione, ti ho sentito molto vicino
ed ho percepito che le tue idee sono allineate alle mie, perciò, se ti
ricordi, in un messaggio di saluto a mio suocero, gli ho detto di volerlo
presente al mio rientro". "Sì, certo, lo ricordo - dice Willy. "Bene,
da allora pensavo di averti al mio fianco, nell'elaborazione delle idee,
che si sovrapponevano nella nostra mente, per tutta la missione. Spero di
essere il primo a chiedere la tua partecipazione e che non vorrai dirmi di
no.
Bene, così stando le cose, non c'è bisogno di discutere sul come
collaborare. Suggerisco che posiamo passare le carte ai miei legali, perché
avete certamente pronto anche il contratto".
"Sì, certo - risponde l'incaricato del Granduca - bene lo lasci pure
qui sopra, intanto noi godiamoci questa giornata con i nostri cari e poi vi
farò sapere".
La giornata passa in un baleno, concludendosi con un concerto di concertisti
russi, di musica classica, eseguita solo ed esclusivamente da autori russi.
Pietrantonio, Giovanni e Monica salutano tutti; ringraziano per la calorosa
accoglienza e si preparano a partire, ma Monica si rivolge alla signora de
Williams e le dice: "Mi raccomando a Lei: voglio tutta questa squisita
famiglia al mio matrimonio, il 30 dicembre prossimo". "Ti assicuro,
cara, che verremo tutti. Non trascurerò un attimo del tempo libero del mio
Willy: voglio godermelo, finché è ancora mio, perché quando si innamorerà,
sono sicura che lo vedrò pochissimo". Abbraccia Monica e si ritira.
Pietrantonio, Monica e Giovanni si ritirano sulla nave ammiraglia della
Flotta Commerciale de Costa Fiorita, ancorata nel porto di New York, e vi
passano la notte e, alle prime ore del nuovo giorno, raggiungono il Jet, per
far ritorno a casa.

Opera virtuale di
Gianni Latronico
GIOVANNI & MONICA
OGGI SPOSI
Ogni
parola
ha un'eco
diversa nel
fausto giorno
del matrimonio di
Giovanni & Monica
circondati da tutti
i parenti e amici
più cari giunti
dalla Russia e
dall'America
Il tutto cominciò
con le pecore al pascolo
l'aiuto per un paniere di pere
la netta opposizione d'una madre
ed il consenso del Granduca
dopo le dovute informazioni
e il conseguente trionfo
di una grande verità
Al momento del sì
gli sposi si giurano
lealtà amore eterno
fedeltà reciproca e
impegno civile
per tutta la
vita e oltre
Ai garofani
dell'Isola fiorita
si aggiunge una rosa:
auspicio per nuovi frutti
Gianni Latronico
|
PARTE TERZA
Il
Jet di Pietrantonio atterra a Costa Fiorita, nel primo pomeriggio dello
stesso giorno.
Monica corre ad abbracciare la mamma, per farla partecipe della sua gioia,
visto ormai il passar veloce dei giorni, che la separano dalle nozze.
La mamma le sorride e le dice: "Cara, domani cominceremo a stilare
l'elenco degli invitati particolari e a noi più cari.
Cominciarono così i primi preparativi per quello che sarebbe stato
l'evento del secolo, nel Granducato di Costa Fiorita.
Si attivarono tutti gli uffici della holding di Costa Fiorita e quelli ad
essa collegata, per facilitare l'organizzazione ed i preparativi, affinché
l'evento annunciato si svolgesse con una completa riuscita e senza
intralci di qualsiasi genere. Furono emessi decreti, per l'accoglienza di
personalità di mezzo mondo, dai Capi di Stati ai Regnanti, ai Presidenti di
grandi holdings, Ambasciatori ed addetti commerciali, scienziati e premi
Nobel, insomma il fior fiore della società d'oggi.
Fu attivato lo scalo merci del Granducato, per accogliere gli
approvvigionamenti delle vivande, necessarie per tale occasione. Basti
pensare che tutti gli Stati, in cui le holdings operavano, si sentirono in
dovere di far arrivare una propria portata tipica, per il pranzo nuziale,
per varie migliaia di invitati, partecipanti al grande evento.
Il granducato rimase in festa, per diverse settimane. Vi erano persone, che
entravano nei locali, mangiavano, si approvvigionavano di tutto e portavano
via, per far partecipare all'evento anche quelle persone che non potevano
intervenire.
Si smaltì così tutto quanto era arrivato in onore degli sposi.
Ma torniamo indietro e vediamo come realmente si svolse la cerimonia
nuziale.
Il trenta dicembre, sotto un cielo terso, affluiva nella grandissima
Cattedrale di San Matteo un numero inverosimile di persone ad attendere la
sposa, che arrivò in perfetto orario, con un cocchio, tirato da 6 cavalli
bianchi, portati appositamente da Vienna. L'abito era stato realizzato dai
sarti del Granducato, con stoffe, provenienti dal lontano Oriente, ed
impreziosito da gemme purissime, tagliate e lavorate dal Centro di Taglio e
Lavorazione della Contessa Caccavella della Gruviera, esclusa una gemma
antichissima della famiglia della Marchesa Geltrude Anatolij Il'ič
Fastenko, a completare l'abito che, come si sa, deve avere del moderno ed
anche dell'antico. L'abito, che costituiva il regalo di nozze per
Monica, diventò veramente unico al mondo, sia per la preziosità, che per
tutto il resto. A questo regalo si unì anche un bastone di purissimo
cristallo, temperato ed impreziosito con una gemma unica al mondo, per quel
giovane, che lei aveva fatto allontanare dalla sua casa, forse
ingiustamente.
La Marchesa Fastenko, invece ha fatto venire, dalla sua amata patria russa,
l'abito tipico per i matrimoni della sua famiglia, uguale in tutto e per
tutto a quello del suo trisavolo, che era stato anche quello del suo papà,
e, poiché non ha avuto un figlio maschio, ha pregato il genero di
continuare la tradizione della sua antichissima famiglia russa.
L'incontro di Willy con Marta, la sorella minore di Giovanni Junior, fa
scattare la scintilla dell'amore. Mentre fanno coppia fissa ai
festeggiamenti, Willy non perde tempo e dice a Marta: "Io sono legato a
tuo fratello davvero fraternamente, ma vorrei essere per te l'uomo, che ti
porterà all'altare, facendo di te la sua compagna per la vita. Scusami se
corro troppo; ma così è il mio carattere. Quando devo prendere una
decisione, quella estemporanea riesce sempre la migliore per me. Quindi, mi
vuoi sposare?". La ragazza arrossisce particolarmente, ma il giovane le
piace e quindi gli risponde: "Io però non sono così estemporanea come
te, perciò scusami; ma la mia risposta si farà attendere, se vuoi
aspettami, ma oggi non ti do nessuna risposta".
"Va bene - risponde Willy - saprò aspettarti per tutta la vita, se vuoi
essere attesa".
Passarono tutti i giorni della permanenza di Willy a Costa Fiorita insieme e
parlarono di molte cose. ma non di matrimonio.
Tra gli invitati c'era anche lo scienziato: Prof. Nikolaj Krylenko, premio
nobel per la tipologia delle cellule molecolari spaziali, di come queste si
trasformano, se vengono messe opportunamente a contatto con luci ed ombre:
esse danno origine a una materia facilmente malleabile e capace di assumere
qualsiasi forma, sia del regno animale, che vegetale o minerale che sia, ed
è resistente sia al freddo, che al caldo.
Il professore si innamora di Maria: figlia più grande di Coela e sorella
del nostro Giovanni Junior Giovanneo de Monte d'Oro.
La ragazza ricambia il sentimento e volentieri si intrattiene con
quell'ospite, tanto particolare sia nel vestire, che nel comportamento, ma
dalla vena poetica inesauribile ed amabile allo stesso tempo.
La serietà dell'uomo vuole subito far consapevole sia il suo amico sposo,
nonché fratello di Maria, ma anche la Contessa Caccavella della Gruviera,
dell'amore nascente.
La contessa, che sa di storia russa, si prende tutto il tempo, per dare la
sua risposta, dicendo: "Caro signore, potrei dire che la mia figliola ha
diversi pretendenti o che Lei è più avanti negli anni di lei; ma questo
non mi sembra giusto, perciò lasciamo stare le cose così come sono e sarà
poi il tempo a dare una giusta risposta. Ora onoriamo i nostri cari sposi e
dopo si vedrà.
Nikolaj Krylenko si ritira senza insistenza e continua a discorrere con
Maria, che apprezza il suo dire, ma che accetta anche la diplomazia della
mamma, in argomenti tanto seri.
Marta intanto si confessa con la sorella, dicendole della proposta di
matrimonio, fattale da Willy; Maria confessa anche lei di aver ricevuto una
proposta di matrimonio, da parte del prof. Poeta e premio nobel e che la
mamma ha preso tempo nel dare il suo consenso.
Le ragazze vivono un momento inusuale per il loro iter giornaliero, che è
fatto di studio e di obbedienza, prima al papà ed ora alla mamma, che è
davvero severa nei loro confronti, ma anche giusta e premurosa.
Quando tutti vanno via, le cinque gentildonne, Geltrude, Coela, Miriam,
Maria e Marta si riuniscono e riassumono il tutto di quel matrimonio e,
quando arrivano al momento delle proposte, si scopre che tutte hanno
ricevuto proposte di matrimonio. Coela da parte di un armatore greco, Miriam
da un principe russo e le due ragazze dai su menzionati personaggi.
Si può veramente dire che fu l'evento del secolo, visto il gran numero di
partecipanti e dei ricchissimi regali fatti agli sposi, dal pantagruelico
pranzo agli infiniti contatti di collaborazione, che saldavano
vicendevolmente, moltiplicandosi automaticamente, ad ogni presentazione di
questo o di quel personaggio o imprenditore che fosse.
Questo ritrovarsi di tanta gente creò veramente un colludere di nuovi
affari, anche per i militari di diversi stati giammai incontratisi eppure
pronti a collaborazioni con i loro colleghi, finora sconosciuti.
Il viaggio di nozze fu lungo ed appassionante per i due novelli sposi, che
finalmente si poterono conoscere ed affezionare sempre più tra loro,
proprio come avveniva nei secoli scorsi, quando i coniugi veri si
appartenevano l'un l'altro veramente solo dopo una lunga vita vissuta
insieme.
Per i nostri giovani non era esattamente così; perché a loro non era stato
vietato di stare insieme, da fidanzati, da parte dei genitori, ma per la
necessità di studi da parte di Giovanni Junior, cosa che ha fatto crescere
sempre più il loro amore. Il viaggio invece ha fatto conoscere i loro
caratteri che meravigliosamente si completano vicendevolmente.
Le località raggiunte hanno dato quel colore che ogni giovane vorrebbe dare
alla propria vita, sia culturale che affettiva, per individuare un
luogo, dove spendere i propri giorni, migliorandoli e affinando il
proprio modo di vivere, affinché la prole che verrà potrà ancor più
svilupparsi nel sapere e nel volere essere proprio se stessa e null'altro.
Tornati a casa dai cari, dopo una lunga assenza, gli sposi poterono
raccontare tutte le loro avventure e piacevoli scoperte, che ancora sulla
terra sono possibili, soprattutto quelli di livello affettivo e conoscitivo
del proprio pianeta. Giovanni con il suo vagare tra le stelle, viene spesso
portato con i piedi per terra dalla bellissima moglie Monica, che gli dice:
"Tu ora hai una unica stella ed è qui accanto a te; non trascurarla,
anche quando il tuo corpo è sulla terra.
Io forse non sarò mai sui pianeti a te, tanto cari, e se anche fosse, la
mia mente resterebbe a terra, perché qui c'è l'essere e la stessa
vita, che qui mi è stata elargita dal buon Padre Celeste".
Consegnarono tutti i ricordini ai propri cari ed amici, con un particolare
pensierino per ognuno, ma quello, che più ha fatto commuovere tutti, è
stato quello dedicato alla mamma vera di Giovanni: "Alla mamma che non
sapevo di avere e che tanto amavo nel mio cuoricino di bambino. Oggi è qui
e mi rallegra. A te carissima mamma consegno il mio cuore ormai adulto".
Monica l'abbraccia e le dice: "Grazie, mamma, per avergli dato la vita,
affinché arrivasse fino a me che tanto l'amo".
Questo commuove tutti e Giovanni in particolare, il quale abbraccia tutti in
un singhiozzare di allegria.
continua
a pagina 30 |