logo_fen_mini.jpg (4384 byte) Pagina 34

IL GRANDUCA DI COSTA FIORITA
(L'Isola che si vorrebbe possedere)
di Pietro Giovanni Lucarelli

continua da pagina 33

Ecco, dunque: nomino eredi universali, al cinquanta per cento di tutti i miei averi, Pietro ed Alessandro Giovanneo, de Monte d'Oro, con l'obbligo di mantenere fede alle mie iniziative e direttive, pena la perdita della direzione e della gestione di tutto il patrimonio, che passa sotto il diretto controllo del C.D.A generale della holding, che deve sempre e comunque dare il suo parere, prima che si assuma qualsiasi innovazione, anche durante la reggenza dei genitori e infine l'obbligo di versare ai giovani tutti gli utili provenienti dalle mie sostanze aziendali, qualora questi ultimi volessero cambiare totalmente modo di gestire le società.
Questo: dopo la maggiore età dei nominati eredi; fino ad allora sono reggenti Monica, per la gestione di quest'isola e del patrimonio originario dei de Costa Fiorita, mentre Giovanni Giovanneo de Monte d'Oro, sposo di Monica e padre dei nominati eredi, è responsabile e gestore della holding, a cui tutti dovete prestare la medesima attenzione che finora avete prestato a me.
Invito pertanto a sottoscrivere gli atti e i brevetti notarili, a cominciare da Pietro, Alessandro, Monica, Giovanni e poi il C.D.A, Geltrude, Miriam, con infine la mia firma, che dà inizio alla nuova vita delle nostre industrie.
Suona un lungo e scrosciante applauso, in segno di accettazione.
Poi Pietrantonio dichiara aperta la festa e tutti si apprestano a festeggiare e gozzovigliare. Per diversi giorni, seguirono molte portate e diverse rappresentazioni teatrali, concerti di musica classica e software, per accontentare anche i giovani.
Molte furono le torte fatte con arte culinaria di eccellentissime e finissime trovate artistiche, ma quella che sorprese tutti fu quella offerta dal presidente e dal governo della Groenlandia, che ha ricostruito, sia pure in miniatura, il castello, in cui stavano festeggiando con tutte le illuminazioni, realizzate con i colori di frutta di stagione, proveniente da ogni parte del mondo.
La torta fu realizzata in cento pezzi, uno per ogni anno del festeggiato, e poi assemblata ed ornata su palchetto, situato al centro della grandissima sala ovale del castello.
Tutte le altre torte furono posizionate su altrettanti palchetti, dove la gente presente poteva recarsi, per prenderne un pezzo e per mangiarla, in onore del nobiluomo festeggiato.
La festa fu trasmessa in tutto il mondo, vista anche la presenza di tantissimi capi di Stati del pianeta, presenti alla cerimonia, soprattutto di quelli delle maggiori potenze industriali, sia civili, che militarizzati.
La presenza dei media fu voluta sia per l'appartenenza alla holding, di personalità di tutto prestigio internazionale, che per rendere omaggio a un uomo, che aveva saputo tenere insieme migliaia "e migliaia" di persone, senza mai dissentire tra loro.
Nondimeno fu il percorso fatto da questo vegliardo uomo che, negli ultimi decenni della sua attività imprenditoriale, era riuscito ad arrivare fino al realizzo di ben tre viaggi interplanetari e due commerciali su Marte.
Quindi era  veramente degno di essere onorato da tutti, soprattutto per la sua veneranda età e forza d'animo, che lo aveva retto fino a questo traguardo che lui stesso, pur cedendo ogni potere, si riservava di continuare come semplice suggeritore, per nuove ed  interessanti momenti di vita societaria, che certamente non avrebbe deluso.
Alla fine dei festeggiamenti, i notai si presentano al Gran Duca e sottopongono i loro atti ben stilati ed elegantemente impaginati in diversi registri, decorati in oro zecchino e con al centro lo stemma dei "de Costa Fiorita" caricato di un vero ed unico diamante, di grandezza e purezza naturale, altrettanto unico al mondo.
Segue la firma, posta sotto i riflettori di una miriade di telecamere e flashes di paparazzi di tutto il mondo, accreditato presso la corte di Costa Fiorita, dislocata sull'Isola dei Sogni, per tale occasione.
Appena il giovanotto di cento anni firma, il nuovo reggente della holding prende la parola, per ringraziare il suocero e tutti i presenti per una sempre condivisa gestione degli affari comuni, così come il fondatore aveva appena comandato.
Tutti convennero che Pietrantonio era uomo da prendere ad esempio e da additare come una lezione di vita, durata cento anni, e che quest'opera tanto ardita era da ritenersi la prima meraviglia del mondo moderno, cioè il castello di acciaio purissimo, costruito su di un monte ghiacciato, sull'Isola dei Sogni, nella Groenlandia, quale territorio patrio e per il mondo intero, quale nuova realtà realizzata dall'uomo.
Vedi i voli fantastici dell'arte virtuale di Gianni Latronico.


Opera virtuale di Gianni Latronico

NOTA BIOGRAFICA


Pietro Giovanni Lucarelli

Pietro Giovanni Lucarelli, nato a Colobraro il 23 giugno 1939, da genitori coltivatori diretti, ha lavorato nella propria azienda familiare, fino all'età di 20 anni. Nel 1960 è stato arruolato nell'Arma dei Carabinieri, ove ha svolto numerosi compiti, come quello di espletare il servizio di Polizia Militare Internazionale, presso lo SHAPE, ossia "SUPREME HEADQUARTERS ALLIED POWERS EUROPE" (Belgio) dal 27 novembre 1975 al 27 novembre 1979, meritando il "certificato di apprezzamento" dal Comandante delle Forze Alleate in Europa.
Ha pubblicato la sua prima raccolta di poesie, nel 1969, per i tipi di Carlo Pisacane di Sapri (SA) e la prima raccolta di favole "La Montagna Verde" nell'aprile del 1994, edita dall'Ellade Editrice, stampa BMG Matera e "Quando tramonta il sole" (liriche nel febbraio del 1998) - Editrice la stessa BMG di Matera.
Ha frequentato la scuola per militari "Opera Massaruti di Roma" ed ha conseguito la Maturità Tecnica Commerciale presso l'Istituto Tecnico Commerciale "Maffei Pantaleone" di Roma, nel 1974. Si è congedato dall'Arma nel 1981. Da allora vive a Colobraro.
Ha ricoperto la carica di Assessore comunale alla Cultura – Sport – Turismo e Pubbliche Relazioni. Durante tale carica ha istituito il "Parco Musicale, intestato a Michele Enrico Carafa": Principe di Colobraro e valente musicista del primo ottocento.
Ha meritato il conferimento della menzione d'Onore al Premio Internazionale di narrativa della città di Pomigliano d'Arco, nel 1995 e il Diploma d'Onore, nel 1997, dalla stessa Fondazione.
È stato nominato Accademico Corrispondente - Sezione Poesia e Letteratura - dall'Accademia Internazionale "GRECI - MARINO" - Accademia del Verbano di Lettere, Arte, Scienze, a Vinzaglio, lì 5 dicembre 2005. Ha collaborato per 7 anni al Quotidiano "Lucania" e collabora al Quotidiano della Basilicata. È iscritto all'Albo dei giornalisti pubblicisti.
È fondatore e direttore responsabile della rivista "La fenice" (Bimestrale di Informazione – Arte e Cultura).
Ha pubblicato sulla propria rivista: Il Dizionario Mitologico dei tempi antichi e moderni meditato nei nuovi principi dell'umanità; Uomini nella storia di Colobraro; Le creature del Lago Verde (favole: seconda raccolta); e "IL CAVALIERE DELLA LUCE E IL PRINCIPE NERO" (Romanzo favolistico mitologico).
IL GRANDUCA DI COSTA FIORITA (L'Isola che si vorrebbe possedere che stiamo leggendo). È in corso di pubblicazione sulla rivista La fenice, la seconda raccolta di poesie "ASPETTANDO L'AURORA".

pagina 33

sommario

pagina 35