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L'ANGOLO DELLA POESIA

Dalla raccolta Poesie 
di Alberto Virgilio 

SENTO LA PENA NELLA CARNE 

Sento la pena nella carne
di Archiloco per l'amico di un tempo
nel cielo scuro della Grecia
cade l'anatema sul cuore
e tu non badarci fratello
di questi giorni irrisi ché
non t'accade se spento il fuoco
il mondo va per trame d'interessi
oscillante sul baratro.
Ho udito voci infittirsi all'alba
dissolti in sibili il grido dei fanciulli
affaccio d'aria a Trinità dei Monti
nei lumi già accesi della sera
in questi muri esotici anche la luce
virile del neon si nutre al seno fradicio
della metropoli - e mi ritrovo
fanciullo inerme del Sud
con secoli di gloriosa miseria.

RISCATTO

Sei venuta per dirmi si
ma ora non posso - ho lo scacco dei sensi
cerco strade inibite di luce vera.
Sradico le vecchie querimonie
- sono ammuffite nella soffitta della tregua -
mi lancio in apertura di mercedi
cerco solo un atto di libertà -
libertà da tutto - da chi scoccia e opprime 
da chi si squaglia e accetta - da chi
mangia patate nella cucina dei padroni -
dai padroni che mangiano caviale.
Mi vedo nel centro della terra - povero
con altri poveri - riscattato -UOMO.

dalla raccolta 
"ASPETTANDO L'AURORA"

di Pietro Giovanni Lucarelli

IL SAPERE

 La cultura è la luce
che illumina il mondo,
come l'aurora illumina
quella parte della terra.
Come il Creatore ha elargito
agli uomini la luce necessaria
per vedere ove va il mondo,
così gli spiriti creativi
elargiscono agli uomini
la luce del sapere.
I sapienti, dunque, irradiano
di cultura il nostro globo,
per indicare ai figli degli uomini
la via che conduce al Padre.

Da "abbracci, florileggi e... Poesia"
QUANDO L'AMORE S'INERPICÒ
di Antonella Pagano

Quando l'amore s'inerpicò
a raggiungere l'aquilone colorato
del cuore
le rondini garrirono
le gazzelle lo dissero al deserto
che dal nulla germogliò giaggioli
e calendule
e aromatici rosmarini
e salvie argentee

"DA QUI... ALL'ETERNITÀ"
di Angelo Perrone

"DALLE PAGINE DEL MIO DIARIO"
"Riminiscenze"

"DELUSIONI"

Cadon dai rami:
le strappa il vento
le verde foglie
degli alti ontoni.
Ulula: l'senti
fuori il cattivo:
strappa le fronde
che porta via.
Così al cuore
dolci speranze
la vita toglie:
con gran dolore...
E, crudelmente,
come le foglie
vanno distrutte,
la vita coglie.
I sogni belli
dei cuori nostri
che restan mesti
poi, senza quelli.
O forse volano:
volano lontano:
vanno ad illuminare
un altro umano.

"LA MAMMA"

Di passi un andare leggero
per la casa assonnata al mattino:
quando le prime luci del giorno,
sorridenti e gaie entrano
di tra i vetri delle finestre,
a fugar l'ombre.
Silenziosi passai,
Per non svegliare i dormienti.
E ci sorride a guardarci chinandosi,
di tenerezza da un brivido pervasa.
E le coltri rincalza,
Sfuggite nel sonno.
Così sempre, da tant'anni:
sorridente, amorosa.
Ci cullò, ci condusse per mano.
E, più grandi, di noi attese il ritorno:
timorosa, ogni giorno.
Così per tant'anni.
Così sempre, per tutta la vita.
Ed anche oltre: nel cuore serbando
sorridente, il ricordo,
Ci guiderà "la mamma".

Perché la mamma, anche quando non sarà più ci guiderà, portandoci per mano, lungo la strada della vita. Preché rivivrà, sorridente sempre, nel nostro ricordo. Perché noi siamo "il cuore" della mamma: che amò con noi, che dolorò, che pianse quando noi soffrimmo.

(continua col numero di novembre-dicembre)

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