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FERALIA
di Aldo Viviano
FARE UN'ITALIA NUOVA
di Biagio Gugliotta

In questi giorni mesti di novembre, ti rivedo nel raccoglimento della chiesa, dinanzi all'altare a cantare e celebrare l'eucaristia per la mediazione ministeriale di tuo figlio e del fratello, a recitare la preghiera del rosario.
Sollecitata ad iniziativa di apostolato, pronta ad onorare di trine e merletti le tovaglie della mensa sacra e dei troni approntati per le diverse ricorrenze liturgico-devozionali, a far risplendere il tempio del Signore di quel nitore che era il riflesso trasparente di generosità senza pari, zelante, intenta ad opere di carità e di bene.
Le cure ed i soccorsi donati sono stati anteposti a te stessa.
Quanti ti hanno conosciuta ricordano la dedizione nel compimento esemplare di ogni atto che potesse sanare qualunque situazione di disagio.
La casa rea il nido della tua pace. Sorgenti divine erano quelle alle quali attingevi per affrontare il quotidiano, quasi rapita nell'estasi di cose che non sono di questo mondo.
Per il carattere affettuoso, sincero, eri amata dalla gente; ed è prova della stima di cui godevi, che neppure la morte improvvisa potrà toglierti, il generale rimpianto destato dalla repentina scomparsa.
Non una sola famiglia stavolta è stata colpita, non un gruppo di conoscenti, ma la popolazione ed intere rappresentanze di altri paesi. Sei passata lasciando il bisogno di te, un vuoto incolmabile nella chiesa di S. Arcangelo. "La morte è salita dalle nostre finestre" (Ger.IX,20), come un ladro penetrato all'improvviso per vie sconosciute.
Viene incontro il conforto che trae forza da considerazioni di ordine superiore suggerite dalla fede in Dio.
Può forse il distacco spezzare i sentimenti; può chiudersi in una tomba il cuore dell'uomo? Finirà il tempo della prova, e nella casa del Padre comune si ricomporranno i vincoli infranti.

Fare un’Italia nuova.
E’ questa la ragione, la missione, il senso del partito democratico che dovrebbe nascere il 14 ottobre.
A questa data dovrebbe essere indetta l’Assemblea Costituente del nuovo partito, i segretari regionali e quello nazionale.
Alla competizione per la leadership ha partecipato anche Walter Veltroni Sindaco di Roma, il quale ha illustrato in un discorso tenuto al Lingotto di Torino il 27 giugno e raccolto in un volume dal titolo “La nuova stagione” edito dalla Casa editrice Rizzoli di Milano.
In questo suo discorso ha tracciato le linee programmatiche del nuovo soggetto politico che dovrà essere coeso e rappresentativo degli interessi del paese.
Lo scopo del nuovo partito che dovrebbe nascere è di fare un’Italia nuova, riunire Nord e Sud e farla sentire una nazione cosciente ed orgogliosa, di unire tutto ciò che viene contrapposto.
Inoltre deve essere attenta ai principali problemi del paese;  dalla lotta alla criminalità, un fenomeno crescente in questi ultimi anni, a quello della disoccupazione in particolare di quella giovanile con un numero sempre crescente di giovani che non riesce a trovare un lavoro fisso che garantisca uno stipendio adeguato ai loro bisogni, dalla possibilità di formarsi una famiglia ed acquistare una casa, al percepimento di una pensione futura.
Altro che bamboccioni.
Per creare occupazione, bisogna incentivare le imprese ad investire nel nostro paese e ridurre le imposte che sono molto alte e che, oltre a gravare sui cittadini, gravano anche sulle imprese costringendole ad investire all’estero dove la pressione fiscale è minore.
Tra i tanti obiettivi del nuovo soggetto politico, vi è quello relativo alla perenne disoccupazione che investe il Sud con una pletora di giovani alla ricerca di un lavoro e che sono costretti ad emigrare al Nord alla ricerca di un’occupazione di condizioni di vita migliori.
A causa di questo problema che ha contraddittorie radici storiche, molti piccoli paesi del Sud rischiano di scomparire se dovesse persistere questa situazione di disagio.
Per esempio la Basilicata ricca di risorse naturali che se valorizzate adeguatamente, potrebbe diventare prospera economicamente, annovera un numero di disoccupati elevato ed un conseguente decremento della popolazione.
In particolare diversi piccoli paesi come Carbone, Calvera, Teana, Fardella, ecc. hanno subito da circa 50 anni a questa parte un notevole decremento di residenti con il conseguente depauperamento dei comuni che riescono a malapena a sopravvivere.
Ma più allarmante è la prospettiva del prossimi anni se non ci sarà una svolta reale, il che significa passare dalle parole ( tante e troppe) ai fatti reali.
Il libro è arricchito da un decalogo relativo ad una democrazia che decida “ dieci cose concrete” per modificare e modernizzare la costituzione, i regolamenti parlamentari, la legislazione vigente ed offre spunti di riflessione per coloro che auspicano un cambiamento del nostro paese a partire dalle istituzioni.

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