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SVOLTA NELLA POLITICA ITALIANA ?
Lo strepitoso successo conseguito nelle elezioni primarie per la designazione del
leader del nuovo Partito Democratico (PD), che ha fatto registrare più di tre
milioni di votanti, e la stessa massiccia affermazione del candidato Segretario
Walter Veltroni, con circa il 75% delle preferenze, costituiscono nel loro
insieme un evento inedito negli anni più recenti e meno recenti della politica
italiana.
In attesa della nomenklatura che indichi i più diretti collaboratori di Veltroni,
e in attesa soprattutto dello Statuto e del programma dell’organismo politico in
via di concreta formazione, sono possibili alcune riflessioni di fondo
sull’accaduto e sulle prospettive che ne possono derivare nel futuro della
classe dirigente del Paese.
La prima osservazione riguarda la spontanea adesione di un notevole numero di
cittadini all’iniziativa di dar vita ad una formazione politica in cui
confluissero alcune componenti essenziali dell’Ulivo, come quelle dei
Democratici di Sinistra (DS) e della Margherita.
La spiegazione dell’evidente entusiasmo che ha spinto moltissimi cittadini ad
esprimere il proprio voto, va a nostro parere ravvisata principalmente
nell’avversione largamente diffusa per l’eccessivo numero di partiti politici
esistente attualmente sullo scenario politico, ciascuno con le sue peculiari
esigenze e le rispettive pretese di predominio anche nell’ambito della stessa
coalizione di governo, con la conseguenza di rappresentare un continuo inceppo
per la normale e fisiologica attività di gestione della cosa pubblica, anche
in settori di particolare interesse civile e sociale.
Accanto a questa prima spinta psicologica , a sorreggere la speranza degli
elettori è stato anche il desiderio di un chiarimento, sul piano ideologico,
delle forze politiche di maggiori dimensioni, in modo che possa risultare
nettamente delineato il programma etico-sociale con il quale ciascuna delle
formazioni partecipanti alla conquista del potere intende presentarsi al
giudizio della collettività.
Tali formazioni dovrebbero essere numericamente molto ridotte, allo scopo di
promuovere nel nostro Paese una sorta di bipolarismo più o meno perfetto
affinchè il cittadino-elettore non sia posto di fronte a scelte complicate e
spesso incerte nei contorni politici delle forze in competizione, ma si trovi
invece ad esprimere la sua preferenza alla compagine che abbia il programma più
netto e preciso ed offra maggiori garanzie di realizzarlo in sede governativa e
parlamentare.
In definitiva, può sicuramente affermarsi che il bisogno di un “quid novi” nel
vasto e tormentato panorama della politica italiana abbia funzionato come centro
propulsore nello svolgimento delle primarie per la realizzazione del Partito
Democratico.
L’auspicio è intanto quello che il nascente PD non rappresenti soltanto
un’ammucchiata di movimenti finora diversi, ma si distingua come coacervo
unitario e forte, con la sola finalità di operare per il bene del Paese. |
IL NOBEL PER LA PACE
A TUTELA DELL’AMBIENTE
L’assegnazione per il 2007 del premio Nobel per la pace all’ex vice presidente americano Al
Gore e al Comitato Internazionale dell’Onu per i cambiamenti climatici,
assume anche il significato, oltre al riconoscimento dell’attività svolta
dai premiati, di un vero e proprio allarme sul degrado del pianeta Terra, il
quale attualmente versa in stato di emergenza , come risulta dai molti
convegni e studi che si vanno sviluppando sul tema ecologico e di tutela
dell’ambiente.
Dall’Accademia di Stoccolma giunge così un severo monito rivolto a tutta
l’umanità, e principalmente alle Istituzioni che rappresentano i popoli e
agiscono nei diversi continenti, affinché sia esaminato e approfondito con
la necessaria attenzione il fenomeno generale del degrado ambientale, che
minaccia seriamente il futuro del mondo.
Quando nel 1895 Alfred Bernhard Nobel creò la speciale Fondazione a suo nome
(con la finalità di distribuire annualmente premi a coloro che avessero reso
i migliori servizi all’umanità nei settori della fisica, chimica,
medicina o fisiologia, letteratura, ovvero che si fossero particolarmente
distinti per favorire le relazioni amichevoli fra i popoli), non avrebbe
forse potuto immaginare che l’obiettivo che egli si era prefisso per il
mantenimento della pace potesse coincidere con la salvaguardia del pianeta
dalle insidie dovute a disastri e pericoli ambientali e climatici.
Comunque, il premio attribuito a persone o enti benemeriti in questo
campo rientra a pieno titolo negli scopi della Fondazione di Stoccolma
perchè non può esserci pace vera se la natura viene oltraggiata dalla furia
degli elementi o da altri fenomeni disgregatori che ne alterino le
caratteristiche di armonia e di vitalità.
L’allarme per le condizioni del pianeta si trova menzionato anche in alcuni
libri del passato.
Basta citare quanto scrisse Anthony Giddens ne “Il mondo che cambia” (edito
da Il Mulino) sul rispetto che gli uomini devono alla natura.
Pose tra l’altro in particolare evidenza , oltre al rischio esterno
derivante dagli elementi della natura, anche il cosiddetto rischio
costruito, dovuto alla possibilità manipolatoria del mondo, con attenzione
non tanto a quello che la natura può darci ma soprattutto a quello che gli
uomini stanno facendo alla natura, alludendo specificamente al degrado
ecologico e ai disastri ambientali.
L’esigenza di proteggere la Terra da qualsiasi turbativa che la minacci ha
dunque un’importanza primaria nel contesto internazionale.
La difesa della flora e della fauna, la eliminazione o almeno la drastica
riduzione dell’inquinamento atmosferico, la salvaguardia dei boschi, la
nettezza dei fiumi e dei mari e altri interventi simili, costituiscono un
preciso imperativo etico per tutti, considerando che ogni generazione
assume la veste di utente (e non di proprietaria) della natura, con
l’obbligo di trasmetterla intatta alle generazioni future.
Nel segno di questa prospettiva il Nobel per la pace assegnato per l’anno
2OO7 rappresenta un ulteriore campanello di allarme sul quale i responsabili
dei governi, sia nel campo interno che in ambito internazionale, dovrebbero
seriamente riflettere, impegnandosi ad arginare, nei limiti massimi del
possibile, i pericoli da più fonti segnalati. |