|

La Casta edizione 17°
Edita da Rizzoli
Forse ora l'Italia sta vivendo un momento di riflessione e un principio di
presa di coscienza; grazie al libro di due bravi giornalisti: Sergio Rizzo e
Gian Antonio Stella.
Tutti sanno che nel bel paese vi sono i più fortunati politici del Globo i
quali vivono una vita più che agiata.
Infatti, oltre ad essere i più numerosi sono anche i più pagati e
i più
serviti al mondo, e poi si fregiano del titolo di onorevoli come se
servissero il popolo per onore.
Il libro “la Casta così i politici italiani sono diventati intoccabili”
dei
suddetti autori è giunto ormai alla diciassettesima edizione in solo sei
mesi dalla prima dal mese di maggio ultimo scorso.
Nessuno ha osato contraddire la montagna di informazione sui più fortunati
uomini d’Italia. Noi più volte abbiamo sostenuto che il vero spreco del
danaro pubblico avveniva in politica, per il sol fatto che sono
infinitamente troppi e rispetto al territorio e si permettono anche di avere
più di un vice e dei collaboratori all'infinito. Per noi basterebbe
solo un deputato per provincia e sarebbero 104 e un senatore per Regione
così sarebbero 20, per assumerne rispettivamente la presidenza, affiancati,
come già sono, da un vice nei momenti di assenza dalle sedi istituzionali
perché si presentino in Parlamento.
Già con una simile riduzione si sanerebbe ogni debito pubblico, ma gli sprechi non
sono solo questi nella nostra amata Italia. A pagina 64 de “La Casta” leggiamo
tra le altre cose:
“Ricordate cosa raccontava del ministro degli Esteri Gianni De Michelis
l'allora consulente strategico della difesa americana Edward Luttwak?
"Quando partecipò alla conferenza della Nato indetta dal Carter for
Strategic ad International Studies per l'anniversario della Nato A
Bruxelles, De Michelis era accompagnato da: 1) una bionda avvenente con
compiti non specifici sul libro paga di un'azienda di Stato, l'Eni, o forse
del Partito socialista italiano; 2) una brunetta con compiti non
specificati anche lei sul libro paga di un'azienda italiana di Stato o forse
del Partito socialista italiano; diversi assistenti politici personali (ne
aveva aggiunti circa 300 a libro paga del ministero degli Esteri invece
della solita dozzina); 3) un codazzo di diplomatici e di militari più folto
di quello di qualsiasi ministro e altissimo ufficiale della Nato, compreso
il comandante supremo alleato per l'Europa, noto per l'imperiale grandiosità del
suo seguito". Come abbiamo appena accennato questo libro ci ha
documentato, gli sprechi, sono
soprattutto i privilegi di cui godono i delegati del popolo: aerei blu,
macchine blu, autisti, segretari e segreterie particolari accompagnatori ed
accompagnatrici che vivono sul lavoro dei pochi veri lavoratori i quali
stentano ad arrivare alla fine del mese col grame guadagno ottenuto dalle
nude braccia e col copioso sudore della fronte. |
A questo vanno aggiunti altri impieghi passivi, che pesano sempre sui meno
abbienti. Certo uno Stato ha bisogno di avere dei dirigenti prodighi per
tenere alto il nome della Patria, della Nazione, ora, sostituito da un
semplice nome il "paese".
A voler continuare ad elencare gli sprechi non si finirebbe così facilmente,
neppure i nostri amici ci sono riusciti alla lettera, considerato tutto il
gran corredo delle appendici divinamente inserite nel libro: Certo è che vi
sono degli omissis vuoi per segreto di stato, vuoi per svista vuoi per scarsa
documentazione che in questi casi ricorre sempre.
Noi, anche questa volta, la chiudiamo qui con l'augurio che ogni italiano prima
che si porti nuovamente nella cabina elettorale per elargire la propria
delega, scelga bene il suo
procuratore giacché questo vive agiatamente di quella delega: bene farebbe a
leggere attentamente il libro “La Casta”; ne uscirebbe bene informato e con
la coscienza pronta a votare con più oculatezza.
Oggi tutti parlano degli Enti locali cresciuti a dismisura e che sono ancora
in crescita, noi suggeriamo una omogenea aggregazione (vedi le Comunità
Montane nate per uno sviluppo maggiore del territorio di piccole aree
geografiche), queste sovrapponendosi alle vecchie municipalità che non sono
state abolite, ma che continuano a succhiare linfa dalla base senza una
ricaduta per quest'ultima.
Dunque, la finanziaria 2008 potrebbe essere fatta a spese di questi signori
che non producono lucro per i loro cittadini ma solo per loro stessi a spese
dei primi.
Non auspichiamo certamente il ritorno del passato, come pure non accettiamo
che la discordia possa risolvere i problemi pubblici, che però, a nostro
avviso, sono aggravarli. A questa componente da una mano anche l'ingordigia,
l'arrivismo, il non amore per il prossimo, la disaffezione per la vita, come
i tanti assurdi assassini, il non credere in un Dio d'amore e di perdono,
senza vivere le sue leggi fino infondo.
Queste sono le idee che muovono il
mondo e non le infinite leggi del parlamento che pochi conoscono, ed ancor
più sono non ascoltate, o meglio, non apprezzate dal popolo perché fatte ad personam e non per l'intera collettività.
Uscire da questo stato di cose è possibile: basterebbe pensare a produrre sempre
più ricchezze e distribuirle adeguatamente ed egualmente fra tutti i
cittadini, secondo il proprio ingegno ed impegno profuso nel lavoro e
secondo il lavoro stesso prescelto, perché è giusto che si sappia: il lavoro
non ci è dovuto da nessuno ma deve essere desiderato ed inventato secondo le
proprie capacità mentali o manuali e attitudinali.
Quando anche i tantissimi politici capiranno che è giunto l’ora di "toccarsi"
la coscienza e cominceranno a legiferare in tal senso l’Italia sarà ricca
per davvero e il debito pubblico sparirà d’incanto.
Tutti devono fare come l'artista che crea le sue opere: il bracciante curi
il suo terreno, il muratore prepari la sua opera a spese del committente,
così pure il falegname, il calzolaio, il sarto e via discorrendo.
Si potrebbe obbiettare che oggi per fare questi lavori ci sono le macchine,
ma è pur vero che sono nate tante altre figure prima inesistenti e che la
mano dell’uomo è indispensabile. |