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dalla raccolta
POESIE
di Alberto Virgilio
RESTA UN CANTO
Qui - rannuvolato
per nutrire sbigottimenti
lungo il muro eguale
poso il capo - la balaustra del Sinni
ripete antichi silenzi
al mio cuore adulto. Altra strada
ammorbidisce l'ora
tutto muta nel vortice delle occasioni
e sale un canto assurdo
che tocca chi fugge per restare.
INCONSCIO PIETOSO
Se ferma ti
ritrovo ad ogni passo
gelida
impenetrabile
il rovescio cammino mi dirotta
per allucinati risvegli
ch'io riguardi il fiore
incenerito rigogliarsi
e nella mente disponibile
accolti sciami di voci
risonanti come quelle - tue -
allegre di giovinezza.
Di fronte al muro dell'inevitabile
- Morte non segnare croci -
passi il traguardo ognuno
nell'inconscio pietoso.
dalla "RACCOLTA INEDITE"
di Aldo Viviano
QUADRANTE
So che domani
perderai
lo splendore degli occhi, il nero dei capelli,
il fascino dello sguardo.
Ma oggi vedo errando
lento ad innalzarmi a chi tiha figurata,
per te e me, angelo e fata.
VECCHIO LAMPIONE
Vorre che fossimo
insieme
nella natura incantata e sola,
sotto quel lampione del casolare sperduto
vuoto d'ombre, tocco di mistero,
per mirare i tuoi occhi,
e nella tenue luce avvolgente
capire il perché del nostro silenzio
che rivela amore negato ai viandanti
del vicolo di borgo.
VICINO E LONTANO
Nome non ha, amore
non è
il bene che mi vuoi e non dici1
L'angelo a te vicino ed a me
nel dono delle ore
è oltre l'orizzonte degli occhi tuoi!
VOLTO E FOLATA
Il giorno dei
defunti al cimitero
il vento scarmigliava i tuoi capelli corvini
cresciuti dopo il taglio vanesio della moda.
Sembravano corde ondeggianti sul viso,
che pronta a comporli facevi vibrare
di suono sulle croci.
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dalla raccolta
"ASPETTANDO L'AURORA"
di Pietro Giovanni Lucarelli
LUNA SPLENDENTE
Tu, luna, che rievochi
antiche figure attraverso le ombre
di orribili sassi pendenti,
falde scoscese e bizzarre,
poste dalla natura ai pie’ dell’antico colle,
a ricordare le figure di uomini
che furon forti non solo coi deboli
ma grandi con i forti e sapienti…
Tu, luna, illumini ora come allora
queste marane lugubri
piene di orride figure
e guardi e passi senza di nulla curarti.
La mortale gente a te si volge
per ricordare i dì passati dei cari
che qui più non sono
a dare forza e vigor al braccio
di chi da loro trae vita.
In te ci si riconosce, splendida luna.
DALLA
RACCOLTA INEDITE
"poesie tursitane"
di Rosa Gialdino
A GRANZ'NE
Siena, 25maggio 2001
Na cos è cert:
stè kiuvenn a cej apert!
Fen tant di chill lampizze
e 'ndrunizze,
ca men fatt i capill rizz!
Vet da punt a punt a lavin,
fors l'acqu è trasut pur 'nda 'ncuna cantine...
a u vitr sent nu tik e tik,
mentre l'acqu scennit a sicchje:
iet a granzine, ch ruin!!!
Pense a la fatij du cuntadin,
tant assej c'è fatiet,
ca s'è savitete
e mò chi sseta truvè 'ndi men?
Frutta fracite e nent diner!
Com'jet a nature,
si det sij i cose belle, ma pur tante fricature!!!
VICOLI SOLITARI
Siena 01 febbraio 2005
L' unica parvenza di
vita:
una gatta sagace e scaltrita
alle prese col tarantolato geco,
mentre deriva l'unica eco
dai miei passi a schivare
i fili d'erba fatti ondeggiare
dal soffio di vento,
che spira incostante e violento.
Il mio sguardo si sofferma a malincuore
su quel muro attraversato da una grossa lesione.
La mia fantasia nel tempo vola lontano
a quando qui regnava il quotidiano baccano,
di chi affaccendato, rendeva questo borgo guarnito, dinamico e popolato.
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