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Le due tesi contrapposte sorte a valle
dei borghi del Serrapotamo affluente del Sinni andrebbero viste insieme,
in quanto costituiscono due momenti di una medesima riflessione.
La problematica scientifica e sociologica relativa allo sviluppo della
popolazione e della civiltà contadina in una zona dalle risorse limitate
suggerisce un'analisi critica del rapporto uomo-natura inteso nella
prospettiva ambientale, al quale segue ora tra le parti la conflittualità
delle implicazioni etiche e di programma concepito in tutt'altra direzione
da enti ed abitanti.
L'uomo non ha possibilità illimitate e non è onnipotente, pertanto anche
un piano che abbia una portata di ripensamento del reale si verifica
in effetti in una serie di atti e scelte particolari.
Perseguendo una idea oggettiva di bene, l'etica implica comunque la
necessità di pensare, perché le singole urgenze sono a loro volta motivate
da affermazioni di fondo.
La scelta di ciò che deve o non deve essere compiuto implica anche la
definizione del ruolo della persona che agisce.
Proprio nella scelta delle vie su cui indirizzare lo sviluppo delle
comunità rurali ci si trova davanti a gravi interrogativi con implicazioni
di natura morale: è noto infatti che nell'agro ci sono risorse sufficienti
per le necessità, ma non per la cupidigia di ognuno.
Il tema ecologico è frutto della crescita economica, ma è noto che di
fronte agli oneri delle fonti di utilità la volontà si asservisce.
Non si può del resto servire a due padroni.
È stato detto da varie fonti che un cambiamento di mentalità è condizione
necessaria per la sopravvivenza.
Ora, perché rinnovamento ci sia, è necessario che i responsabili muoiano alle
illusioni, precedenti o susseguenti che siano, e riconoscono lo stato
di cose come risultato perdente cui è giunto questo secolo che in verità
è già stato giudicato. Accettando tale giudizio di condanna globale
sul nostro tempo e sulle parentesi storiche, senza più nutrire ottimistiche
illusioni, utilizziamo stagioni e risorse che ci sono date, considerandole
doni gratuiti e di conquista laboriosa attraverso i quali agire
nella solidarietà.
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Di fronte a gravi problemi esistono atteggiamenti presenti, assenti,
silenti, come faceva giustamente notare l'ing. Rondinelli in una precedente
nota.
I rassegnati sono senz'altro perdenti.
Le varie forme di contestazione sono in fondo segno della nostra vocazione
alla vita in difesa della salubrità e della convivenza nella pace dei
campi.
Gli uomini di oggi hanno bisogno di essere richiamati alla considerazione
per arrivare ad una nuova capacità di intendere la natura.
La saggezza "naturale" è il giusto discernimento dei fenomeni, la comprensione
delle relazioni che legano gli esseri e le cose fra loro, la interdipendenza
tra inanimato e vivente.
La saggezza è la capacità di vedere gli eventi nella luce dell'evidenza.
Una simile etica della saggezza dovrebbe verificarsi nella quotidiana
ricerca di come servirsi dei beni della terra, senza esaurirli, per
soddisfare i bisogni veri e autentici della gente, e non le superflue
esigenze di pochi.
Ci troviamo in un momento in cui l'adeguamento delle conoscenze permette di
chiarire quale sia la componente biologica e quale sia quella culturale
dei problemi relativi all'adattamento del consorzio dell'habitat al
proprio ambiente.
L'ampio dibattito in corso sullo sviluppo del caso creato da Comune
teanese, le discussioni o controversie dovrebbero contemplare le molteplici
situazioni particolari.
In tanta discussione interagente, la scala delle priorità è estremamente
controversa.
Ora è chiaro che il discorso specialistico dell'economista e del biologo
non può essere fatto che con gli strumenti ed il metodo della rispettiva
disciplina.
Il ruolo della pubblica opinione è invece a monte, ed è quello di riproporre
continuamente alla coscienza individuale e collettiva la necessità di
avere come obbiettivo degli sforzi la salute fisica, il rispetto della
dignità delle persone che non sono numero o massa da trattare, l'integrità
dei sentimenti che non devono essere sottoposti ad imperativi decisionali
di vertice.
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