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ANTOLOGIA AD OPERA di POETI CONTEMPORANEI E POETI GUIDA
al concorso letterario La fenice 2008
a cura di Pietro Giovanni Lucarelli

POESIE di TICCI PIRELLO SILVANA

AMARA TERRA

No, in questa scura terra
non c' è posto per la pietà,
non c' è posto per la clemenza.
Sole, le vedove dei martiri
piangono composte
i loro amati scomparsi
mentre qualcuno si vanta all'osteria
del sangue innocente versato.
E bui si fanno i giorni
e buie le notti.
Qui, in questa terra bruciata
volti impassibili
come pietre
denunciano l'impotenza
di notti senza pace,
di notti di paura.
Più del sale alle ferite
bruciano
lacrime represse.
Qui c'è il pudore
del dolore.
Ma nel silenzio
quieto i martiri
fanno più rumore
del comodo silenzio
dei burocrati
e degli assenti.
Svegliatevi, giovani
forti e coraggiosi,
figli nostri,
figli di questa terra.
Noi ve lo gridiamo
dal nostro silenzio.
Noi non siamo morti per niente.

MATERA

Città dalle mille porte
hai vissuto la storia
serena nel tiepido soffio del vento:
quali destini, quali tragedie
disegnato hanno il tuo volto
severo nel sole
severo nel vento
e tu, a ogni momento,
mostravi la faccia
benigna ai tuoi figli.
O città dalle mille porte
dove nascondi
i tuoi ricchi tesori
ingemmati
dal sole
dei tuoi tramonti infuocati?
Dimmi qual è il segreto
dei tuoi sassi dorati
rifugio di elfi e di fate.
Di notte,
quando le nubi cavalcano il cielo,
serena la luna
cancella i confini fatati.
Allora improvviso
un giovane canto
si spande nell'aria.
Tu, d'argento ti fai
e resti in silenzio.

Verona, aprile 2008

Silvana Ticci Pirrello

POESIE di MARINA DONADI

VENEZIA

Ho lasciato a te la mia infanzia,
e i ricordi che non tornano,
se non con l'alta marea.
Una parte di me è rimasta
nelle tue calli, nei tuoi canali,
nel colore rosa e grigio,
nella nebbia,
nel volo di un piccione accanto a un pozzo.
In te è cresciuta la mia anima
e come dentro a un cristallo rinchiusa,
non ne vedevo che il riflesso.
Mi piaci pura e illibata
nel grigio-perla del primo mattino,
nell'eco dei passi che suonano a vuoto
e mi rincorrono, la sera,
nella nebbia.

MATERA

Scolpita nella pietra e nel sasso
sei tenera al mio cuore
come una distesa verde.
Arroccata nella roccia
come le radici di un ulivo,
bianca come marmo nel primo mattino
rossa di pietre al tramonto,
sei nei miei sogni la sera.
Medievale e raccolta, chiusa
come una mano chiusa su una gemma
ti offri all'orizzonte come un quadro antico
che sa di fiabe e racconti lontani.

Marina Donadi

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