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Biografia di MURPHY
Non dico il mio nome e cognome, perché vanificherei
lo pseudonimo, di cui sono invece molto fiero, ma non essendo una donna
posso dire la mia data di nascita: 31 dicembre 1950.
Abito in un'isola e mi va benissimo, perché adoro il mare … ma non vi
dico che isola è per non distruggere la mia privacy! Vedo albe e tramonti
incredibili tonalità di azzurro e verde dalle mille sfumature, che mi
ispirano quello che scrivo, anche se vi prego di non dare peso alla
sintassi, ho frequentato poco la scuola.
Ho una madre pittrice, di buon livello, e forse mi ha trasmesso un po'
di sensibilità artistica che metto nelle mie "poesie" sono cose che
scrivo in particolari stati d'animo, molto forti, altrimenti non riesco
a scrivere una parola, sono cose che mi vengono da dentro, molto sincere.
Non ho bisogno di sentirmi dire "bravo" perché so di non esserlo, però,
mi fa piacere se qualcuno legge le mie cose, per questo, penso di essere
la reincarnazione di un poeta vissuto in altri tempi e che ogni tanto
mi ispira, per poi godere delle mie le sensazioni, delle mie emozioni.
POESIE DI MURPHY
1993
Solo, mi sento solo
La strada scorre sotto i miei occhi
Ma i miei pensieri sono con te
Vedo il mondo da questa mia bolla chiusa
Immagini che fuggono veloci
Dai contorni sfumati dai colori sbiaditi
Ecco mi sto lasciando andare
Sto correndo troppo
Ieri mi ha preso la mano come al solito
Che strano amore
Fatto di brividi di incoscienza
Di sensazione di morte
La senti la tocchi viaggia con te
No! Non adesso!!!
Domani ti rivedrò,
sei la cosa più importante per me
Ed io non voglio rinunciare a te
Perché rischiare di non vederti più?
Rallento
Ecco, ora l'aria non mi taglia più il respiro
Le immagini si ricompongono
Le mani allentano la presa
Ritorno tranquillo
Non sono più solo, mi sei accanto
La mia ancora di salvezza!
Grazie.
Murphy
26 settembre
Nasce piano piano, quasi per caso
in un attimo ti invade l'anima
ti fa sperare che il mondo non è nero;
può svanire nel nulla, può durare una vita,
dipende da te se lo vuoi tenere.
Amore una parola semplice
Che può diventare complicata
Che può cambiare una vita
E se un giorno finisce,
ciò che è stato bello
non si può cambiare
non si può dimenticare.
Questo per dirti che ti voglio bene,
che non potrò mai odiarti
che non potrò mai dimenticarti.
Se mi vuoi, cercami: in un angolo del tuo cuore,
nei tuoi pensieri, tra le tue cose più belle,
in un campo di fiori.
Murphy
Cercami e mi troverai
Il sole-cuore
Dolce dolce dolce, sempre dolce ti vorrei
Come in certi momenti
Scorci di paradiso
Occhi che ricordano isole
In un mare di capelli color tramonto
Quando solitario mi siedo in riva alla laguna
Sovrapposizione di immagini, trasparenze
I miei pensieri vagano in quello spazio tranquillo
In quel panorama mai uguale
Ti assomiglia sai
Il sole è come il tuo cuore
Sei sicura che c'è
Ma a volte lo nascondi
Come la nebbia il sole
Lui c'è sempre ma a volte
Il cielo è coperto e piove
E senti freddo
Poi lui prende forza tanto che non riesci a dominarla
E ritorna il sereno ritorna il calore
Ed io mi sciolgo come neve al sole
Solo tu puoi farlo
Solo tu hai questo potere
Murphy
Che io non riesco a dominare
Mi hai chiesto: “mi pensi?” 1991
Ogni giorno ti penso, ogni giorno ti sogno
Ogni giorno ti vedo nel mio cielo, nel mio mare,
nelle cose che mi circondano,
sei sempre con me Principessa
Murphy
Principessa di un regno dove tutto è dolce
Limpido e sincero, come i tuoi occhi;
due perle che mi hanno stregato, che hanno preso il mio cuore, la mia
anima
per portarli nel tuo mondo, un mondo dove nascono i fiori anche d'inverno,
dove non serve capire il perché delle cose, ma si accettano
perché autentiche e spontanee.
Principessa di un regno dove viviamo noi, esseri troppo alieni,
per essere capiti da che non ha sentimenti, da chi ha il cuore
gonfio di rabbia e gli occhi che sfuggono, insinceri,
come a cercare rifugio, da una luce troppo forte
che potrebbe scoprire la loro pochezza.
Principessa tu sei entrata nella mia vita dolcemente,
come il volo di un gabbiano, come l'alba di un bel giorno,
ma mi hai travolto come mai un'onda del mio mare avrebbe fatto;
forse soffrirò, forse annegherò, ma non avrò rimpianti.
Murphy
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FOTO NON PERVENUTA
Biografia di Leonardo Ballatore
Leonardo Ballatore nato a Mazara del Vallo (TP) il
16/10/1957 e residente a Mazara del Vallo nella via M. Fani (trav. via
San Pellegrino ) snc
Poetica Cantore della fanciullezza.
POESIE
VITA
Quando la fanciullezza diventa l'estasi dei nostri
ricordi.
Quando ci spoglia dei suoi petali e della sua freschezza.
Quando lo spirito egocentricamente soffre ed invidia.
E' la fine.
L'esistenza, signora avida, lugubre, tempista si affaccia,
tra canti malinconici e nostalgici; ci da l'ipnosi:
colombo, ulivo, gabbiano: ormai solo tristezza solo speranza vana speranza
di beatitudine tra le galassie.
Poi, un giorno solo
vermi, vermi, vermi ….
Poi
polvere, polvere, polvere ….!
Leo Ballatore
DOLORE
La terra travolta, singhiozza
impazzita il cranio aperto sul mondo,
polvere, bestemmie e pianto ingoia.
Sazia di dolore, nel sangue si contorce, si dimena, non ha più sete.
Cristo non c'era.
Le case rabbrividiscono, urlano, s'accasciano al suolo,
un braccio si dibatte invano.
L'innocente più non gioca nel sole, la madre più non dice una parola.
Ma Cristo dov'era?
La morte ubriaca, corre impazzita, afferra non cerca il nome.
L'uomo alzai pugni al cielo, china il capo, prega.
Ha capito, è finito il dolore.
Ma Cristo dov'era?
Leo Ballatore
Cristo ... piangeva
A MIA MADRE
Come sopra il sentiero montano nasce all'improvviso
il sole
tra il profumo dei fiori di ciliegio.
come il bocciolo di rosa s'apre dolcemente al mattino
per diventare uno splendido fiore.
Come l'usignolo si sveglia la notte e canta per rallegrare la luna.
Così un tempo nacque una bimba che divenne poi una dolce fanciulla
una giovane bella,
una donna meravigliosa, un'amante, una sposa ed infine una madre:
la mia.
Leo Ballatore
SOGNI PROIBITI
Quando la luce fioca della
piccola lampada
ignara
da forma ai primi fantasmi
ogni sera in agguato nella piccola cella
Aneli con desiderio struggente alla libertà
che vedi anche nelle spire del fumo
che la tua fantasia trasforma
spietata in ali azzurrine.
Dalla piccola grata
un lembo di cielo
una manciata di stelle
una fetta di luna
ti parlano di libertà.
Le palpebre, stanche, si chiudono
dolcemente sprofondi
nel mondo dei sogni proibiti.
Ed ecco la libertà.
Leo Ballatore
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