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POESIE di ANTONELLA SASSONE
2 NOVEMBRE
Ho guardato fuori e in alto
se saremo pulviscolo intorno al lampione di sera sotto la luna
semi di fiori in una zolla
o forme informi in calde placente
forse saremo dei nomi
delle piccole lettere l'una vicina all'altra rigonfie di metallo
saremo dei giorni scomposti in attese,
dei passi e delle impronte innanzi a una cappella.
RICORDI D'INFANZIA
Quante favole si sono appoggiate sulle sedie antiche
i biscotti caldi appena usciti dalla tasca della nonna si scioglievano
al ritmo delle dita sul rosario profumato
c'erano pure i conti del nonno sui libri che raccontavano quelle favole
e spostavo la testa bianca
per gli occhiali talmente puliti che
il sole di marzo metteva dentro il suo arcobaleno
ero sollevata talmente in alto da vedere la vita ferma
ero sollevata talmente in alto che il rasoio del barbiere non era
incuriosito dal sangue
ero sollevata talmente in alto che mettevo al proprio posto le bolle
di sapone nella bacinella verde
stavo in alto perchè i loro baci mi facevano volare.
IL MIO MARE
Voglio vedere il mio mare
come è diventato in primavera
se non è sempre infinito, pieno di coriandoli riflessi di ali silenziose
quanta confidenza si prende il mio mare quando è stanco e non parla
così i miei monologhi si perdono tra le sue lagrime
quanta gioia attende dal vuoto intorno
e io piccola gli impedisco di urlare
abbracciami adesso, parliamo con rabbia
tu grande, bellissimo, azzurro
tu generoso e martire
quanto mi stanchi e mi disseti se giochiamo troppo
adesso ti aspetto
tu eterno compositore, straordinario paroliere
la tua eco è la tua musica.
LA RAZZA
La razza
folgorante passione
ha lasciato da poco il cibo agli uccellini
e al nido porta ombre di foglie sempre verdi
veloce è la battuta dietro alla volpe che gemita alla vista della femmina
la razza
non ha ghetti ma palazzi alti, alti, alti
e giacigli pieni di sacchi di grano
timbra il cartellino
chiede il coccodrillo e lo scontrino
la razza grassa cornacchia stridente, ridente, struggente, latente,
irriverente e latitante
cova sciami di api
ma Lei regina assoluta lecca il miele.
Antonella Sassone
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Rosa Gialdino
Tratto biografico di Rosa
Gialdino
Rosa Gialdino, tursitana, ha iniziato a comporre
le sue poesie, spesso ricche di ritmo, quando la nostalgia per Tursi
si faceva forte, durante il soggiorno per studio nella città di Siena.
Ama la semplicità, viaggiare e leggere.
Le sue composizioni sono limpide, accessibili e profonde.
Nel 2001 ha partecipato alla Terza Edizione Premio Internazionale "L'Arca
dei Sentimenti", classificandosi al primo posto nella sezione bambini
con la filastrocca "La spugnetta gialla".
Molte altre sue composizioni, scritte in dialetto tursitano, sono legate
ai ricordi della sua infanzia.
POESIA
IL POZZO
Non potevo dalla nonna muovermi
liberamente,
a farmi tutti da sentinella avvedutamente;
appena mi avvicinavo a quell'angolo di aia:
"ci devi far ricordare qualche guaio?"
mi rimbombava nelle orecchie.
Quanto mi dispiaceva di quel secchio,
che andava a scrutare
quella strana galleria in verticale!
Mi faceva un po' impressione,
il buio era nero come il tizzone!
Com'era stata costruita la casa della monachella?
Forse si era scavata una grotticella!
In quella umidità
anche senza luce era obbligata a star.
Attirava i bambini con tanta maestria,
forse per avere un po' di compagnia.
Rare volte, quando mi ci facevano affacciare,
con tutta la forza in gola provavo ad urlare
e come si divertiva,
tutte le finali delle mie parole ribadiva!
Con un salto da felino,
nell'artesiano il povero Alfredino
che incontro ha dovuto fare …
si sono fatti fuochi e fiamme per poterlo salvare.
Ha avuto coraggio da vendere
e tutto il mondo ha fatto piangere …
quando ci penso ancora,
unendoci inevitabilmente gli audaci Ciccio e Tore,
mi viene sempre un tonfo al cuore …
Rosa Gialdino
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