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Mantova,
Casa del Mantegna, 31 agosto 2008 – 11 gennaio 2009
La mostra, aperta a
Mantova alla Casa del Mantegna a partire dal 31 agosto 2008, presenta
la famiglia Canossa nel contesto storico politico e territoriale dell'Italia
centrosettentrionale tra XI e XII secolo, con particolare riferimento
alla figura di Matilde. La comitissa è nata a Mantova, città
alla quale rimase legata.
Mette naturalmente in evidenza quali mutamenti sono stati provocati
dalle scelte dei Canossa sul piano politico istituzionale e su quello
delle riforme in atto all'interno della Chiesa, sia in ambito locale,
sia nel più generale contesto dell'Italia centro settentrionale. Propone
una rilettura della lotta per le investiture e si ricollega al tema
ampio della costruzione delle radici cristiane dell'Europa e alle problematiche
relative alla distinzione fra i due poteri, laico ed ecclesiastico.
Si tratta di una mostra storica, nella quale le opere d'arte saranno
presentate con finalità di comunicazione di temi, contenuti e avvenimenti.
È promossa dalla Provincia di Mantova, che per realizzare l'iniziativa,
si avvale di una rete di collaborazioni istituzionali con gli enti competenti
per il territorio: la Diocesi di Mantova, le Soprintendenze, la Regione
Lombardia. Sono in corso di formalizzazione accordi di collaborazione
con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e con i suoi uffici
sul territorio.
L'iniziativa è attuata in parte da personale interno dell'ente, in parte
da professionisti esterni incaricati direttamente dalla Provincia. La
segreteria tecnica è affidata a un service esterno.
La sede espositiva è l'interno della Casa del Mantegna, un edificio
rinascimentale di pregio di proprietà della Provincia di Mantova, progettato
e abitato dall'artista recependo indicazioni e spunti da Leon Battista
Alberti, che operava negli stessi anni alla corte dei Gonzaga. Situata
nel centro storico di Mantova, è abitualmente destinata a iniziative
espositive ed adeguata alle condizioni microclimatiche e di sicurezza
richieste dai prestatori delle opere.
Lo studio che precede la mostra, e che sarà sintetizzato nel catalogo,
ha l'obiettivo di fare il punto sull'elaborazione storiografica sviluppata
intorno al tema delle riforme imperiali e gregoriana e ai grandi fenomeni
che hanno interessato la società nell'Italia settentrionale tra la seconda
metà dell'XI secolo e l'inizio del successivo, nel contesto delle dinamiche
europee. Particolare attenzione è riservata all'incidenza delle scelte
operate dai Canossa sul territorio dell'Italia settentrionale e al rapporto
con la città di Mantova.
La figura di Matilde è indagata e presentata in riferimento al contesto
politico del suo tempo, con l'obiettivo di attualizzarne la figura presentando
la concretezza delle situazioni politiche e sociali del tempo e mettendo
in evidenza il rapporto fra le sue scelte politiche e la storia del
territorio.
Come medium di comunicazione della ricerca è stata scelta una
manifestazione espositiva per la sua immediatezza e per l'opportunità
di veicolare i contenuti a un pubblico ampio.
La mostra ha un taglio divulgativo e didattico e si rivolge a un pubblico
ampio, alle scuole, ai giovani, ai gruppi del turismo organizzato. Tale
impostazione si basa sulla sintesi di una rigorosa ricerca scientifica
sui temi proposti e non preclude letture e approfondimenti più tecnici
e più specifici.
I materiali di ricerca elaborati dal comitato scientifico della mostra
saranno anche oggetto di iniziative differenziate di comunicazione (incontri
pubblici, iniziative editoriali, iniziative didattiche, ecc.).
Il percorso espositivo, fortemente unitario e non diviso in sezioni
distinte, si svilupperà per nuclei tematici, articolati su due piani
spaziali e istituzionali:
- uno ecclesiastico politico generale, che vede distinguersi progressivamente
la sfera del potere imperiale e quella del potere papale;
- uno istituzionale e sociale "locale", che vede emergere le autonomie
cittadine e numerose trasformazioni interne alla societas christiana.
Coprirà l'arco cronologico che va dall'impero di Ottone III (996) al
concordato di Worms (1122) e presenterà oggetti e documenti riferiti
all'ambito spaziale dell'Italia settentrionale e centrale.
In particolare, saranno analizzati e proposti questi temi principali:
1. l'idea del potere nel Medioevo: Impero e Papato romano.
Per l'Impero vi saranno riferimenti a figure di imperatori,
da Ottone III a Enrico V, alla trattatistica sull'origine divina del
potere imperiale, ai simboli del potere.
Per il Papato saranno delineate l'evoluzione della funzione e del ruolo
del pontefice romano nella Chiesa imperiale di Enrico III, la contrapposizione
tra Chiesa imperiale e Chiesa romana con Gregorio VII, nonché la soluzione
ecclesiologica di Urbano II, fino alla concordia di Worms.
2. la Marca di Tuscia da Bonifacio a Matilde
Saranno presentati gli aspetti relativi all'antropizzazione
e alla costruzione del contesto geoambientale tra Appennino e
pianura padana nell'XI e nel XII secolo in relazione con la formazione del
"coacervo
dei domini Canossani", con particolare attenzione alla formazione del
paesaggio e alle sue componenti ideali, simboliche e di comunicazione.
In questo contesto nasce e si sviluppa la dinastia dei Canossa nell'epoca
in cui i due poteri universali si definiscono e si delimitano per contrapposizione.
Sarà presentato anche il tema del rapporto fra i territori canossani
e il Mediterraneo, in riferimento al fenomeno del pellegrinaggio, al
ruolo dei porti toscani, alla crociata.
3. Le trasformazioni in atto nella societas christiana nell'età
dei Canossa
Matilde di Canossa viene ritratta nel suo mondo in trasformazione,
con riferimento ai vescovi e all'organizzazione delle diocesi, ai monasteri
benedettini (e vallombrosani), alle famiglie della feudalità laica,
alle città e ai loro ceti emergenti.
L'incidenza delle scelte politiche della comitissa operate rispetto
ai monasteri, alle città, alle pievi, alla crociata, nonché la lotta
per le investiture (presentata con un racconto multimediale che accenni
ai passaggi e agli eventi principali) costituiscono i punti nodali della
storia.
Particolarmente interessante è il ruolo di Matilde rispetto ai due poteri
universali e alle contrapposizioni del suo tempo, la presenza dei Canossa
nel Mediterraneo (con riferimento ai porti toscani e alla crociata di
Urbano II) e per finire il mito di Matilde di Canossa nei secoli (iconografia,
opere letterarie, ecc.).
Un nucleo espositivo avrà come tema Mantova nell'età dei Canossa, con
la ricostruzioni degli eventi storici più importanti, degli assetti
istituzionale e urbanistico. Particolare rilievo sarà dato alla figura
del vescovo Anselmo da Baggio, confessore di Matilde di Canossa, legato
papale per la Lombardia, poi venerato come patrono di Mantova. Sarà
accennata anche la questione della seconda inventio della reliquia
del Sangue di Cristo e della sua celebrazione in chiave politica nel
contesto dei contrasti fra i Canossa e l'imperatore.
Le opere e i documenti esposti saranno collocati lungo il percorso di
visita in funzione dei contenuti storici di cui sono portatori. Tuttavia,
lungo il percorso avrà grande rilevanza il rapporto fra l'arte
"ottoniana"
di committenza imperiale e le produzioni artistiche subalpine, alle
origini del Romanico, nel contesto delle dinamiche ampie che hanno dato
vita al primo movimento artistico su scala europea. Questo tema sarà
oggetto di uno dei livelli di lettura del percorso espositivo e sarà
presentato in una prospettiva innovativa rispetto al contesto degli
studi condotti in Italia.
La ricerca che precede la mostra si è svolta sul piano critico e storiografico,
su quello documentario, storico artistico e archeologico, con l'obiettivo
di fare il punto sulle indagini condotte in Europa sul tema della lotta
per le investiture, elaborandone una sintesi da presentare anche in
chiave divulgativa. Prevede la schedatura dei documenti esposti e di
quelli utilizzati e citati per l'elaborazione dei contenuti della mostra;
prevede inoltre l'analisi storico artistica degli oggetti e delle opere
esposte, che vengono ricondotte agli ambiti culturali e alle "officine"
di origine.
La ricerca ha anche importanti implicazioni di carattere archeologico,
sia rispetto al tema della ricostruzione urbanistica di Mantova nell'età
dei Canossa, sia rispetto ai fenomeni di insediamento e fortificazione
che hanno interessato le aree rurali.
Sul piano internazionale, trova un antecedente nella campagna di studi
condotta in vista della mostra "Canossa 1077 Ershütterung der Welt"
che si è tenuta a Paderborn nell'estate e autunno 2006.
Componenti del comitato scientifico sono promotori e attuatori dei programmi
di ricerca sulle reti monastiche del Centro italo-tedesco di Storia
comparata degli Ordini religiosi (Italienisch-Deutsches Zentrum für
vergleichende Ordensforschung) "Secundum regulam vivere" dell'Università di
Dresda, del Cesimb-Centro studi per gli insediamenti monastici bresciani
dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, del Centro per la storia
comparata degli ordini religiosi (FOVOG) attivo presso la Katholischen
Universität di Eichstätt-Ingolstadt.
Nella prospettiva delle indagini di storia locale, la ricerca che precede
la mostra si pone in continuità con gli studi presentati nel convegno
"Le origini della diocesi di Mantova e le sedi episcopali dell'Italia
settentrionale nell'Alto Medioevo", Mantova 16-18 settembre 2004 (atti
a cura di G. Andenna, G.P. Brogiolo, R. Salvarani, Trieste 2006, Collana
di Antichità Altoadriadiche). Inoltre prosegue le ricerche e le sperimentazioni
metodologiche interdisciplinari condotte nelle Giornate di Studi Medievali
di Castiglione delle Stiviere a partire dal 2001 (con il coinvolgimento
dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia e Milano e con
la collaborazione della Provincia di Mantova).
La ricerca rivolge una particolare attenzione al territorio mantovano
e, in generale, all'area dell'Italia centrosettentrionale. Sono
analizzate le principali dinamiche istituzionali, economiche e
organizzative che hanno interessato l'XI e il XII secolo: la formazione della rete degli
insediamenti monastici, l'organizzazione delle pievi, le bonifiche delle
aree paludose e le operazioni di disboscamento, l'organizzazione delle
città, l'importanza del sistema fluviale per i trasporti e i commerci,
l'uso del sistema stradale.
La mostra si proporrà anche come occasione di comunicazione e di valorizzazione
per circuiti territoriali permanenti di visita a emergenze monumentali
e paesaggistiche collegate con i temi presentati, in particolare con
le reti di chiese romaniche di ambito mantovano e padano in senso lato,
e con il sistema dei castelli dei Canossa in area reggiana e appenninica.
Inoltre si collegherà con iniziative espositive, comunicative e convegnistiche
organizzate in contemporanea dai Musei e dai soggetti prestatori delle
opere esposte.
In particolare, sarà collegata con il nucleo espositivo dedicato alla
devozione per Anselmo da Lucca in programma al Museo Diocesano di Mantova,
che sarà il punto di partenza per percorsi di visite guidate alle emergenze
medievali della città (complesso della cattedrale, chiesa di San Michele,
battistero, sala capitolare, chiesa di San Lorenzo).
I curatori della mostra sono Renata Salvarani, medievalista, docente
di Storia regionale all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia
e Milano, impegnata da anni nella divulgazione editoriale dei contenuti
della ricerca storica, e Liana Castelfranchi, la massima esperta italiana
di arti minori medievali e di arte dell'età ottoniana.
La mostra si avvarrà anche della collaborazione scientifica di Christoph
Stiegemann, direttore dell'Erzbishöflichen Diözesanmuseum di Paderborn,
curatore della mostra "Canossa 1077 Ershütterung der Welt" che si è
tenuta a Paderborn nell'estate e autunno 2006 e di altri eventi espositivi
su temi e fenomeni medievali.
La mostra si avvale di un comitato scientifico internazionale di alto
profilo, nel quale sono rappresentate le principali università e istituti
di ricerca europei e italiani. Ne fanno parte Giancarlo Andenna (Università
Cattolica del Sacro Cuore, Milano), Ugo Bazzotti (Museo di Palazzo Te),
Roberto Brunelli (Museo Diocesano di Mantova), Francesco Buranelli (Musei
Vaticani), Franco Cardini (Università di Firenze), Maria Luisa Ceccarelli
(Università di Pisa), Nicolangelo D'Acunto (Università Cattolica del
Sacro Cuore, Brescia), AnnaMaria De Strobel (Musei Vaticani), Carla
Di Francesco (Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Direzione
Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Lombardia), Daniela
Ferrari (Archivio di Stato di Mantova), Sveva Gai (Landschaftsverband
Westfalen Lippe
Westfälisches Museum für Archäologie Landesmuseum, Rothenburg), Elke
Goez (Monumenta Germaniae Historica), Paolo Golinelli (Università di
Verona), Giancarlo Manzoli (Archivio Diocesano di Mantova), Gert Melville
(Università di Dresda), Jorg Jarnut (Università di Paderborn), Elena
Maria Menotti (Soprintendenza Archeologica della Lombardia), Maureen
Cate Miller (Università di Berkeley), Massimo Oldoni (Università di
Salerno), Irma Pagliari (Comune di Mantova), Ferdinand Opll (Wiener
Stadt und Landesarchivs; Ludwig-Boltzmann-Instituts für Stadtgeschichtsforschung),
Carlo Prandi (Università di Trento), Christiane Ruhman (Erzbishöflichen
Diözesanmuseum di Paderborn), Stefano Siliberti (Seminario Vescovile
di Mantova), Filippo Trevisani (Soprintendenza Beni Artistici di Brescia,
Cremona, Mantova), Stefan Weinfurter (Università di Heidelberg), Daniela
Zumiani (Università di Verona).
La mostra, basata su ricerche di stretto rigore scientifico, avrà un
taglio divulgativo e didattico. Ha un'impostazione di studio fortemente
interdisciplinare: le ricerche che la precedono coinvolgono storici,
storici delle istituzioni, storici dell'arte, storici del territorio
e del paesaggio, archeologi. Tuttavia la prospettiva storica sarà prevalente
rispetto alle altre..
È organizzata per nuclei tematici e supera la tradizionale impostazione
per sezioni separate.
La progettazione del percorso espositivo prevede l'impostazione grafica,
spaziale e didascalica di più livelli di lettura, da quello tecnico
scientifico, a quello didattico, alla semplice fruizione estetica degli
oggetti presentati.
Ha l'obiettivo di comunicare visivamente i temi storici, per mezzo di
oggetti preziosi, carichi di valore simbolico, allusivi di contenuti
e riferiti direttamente ai personaggi.
Opere esposte
Il percorso si articolerà
intorno a circa centocinquanta-centottanta opere. Presenterà oreficerie
(reliquiari, altari portatili, croci, avori), codici miniati, documenti,
sigilli, arredi, raffigurazioni cartografiche, dipinti e sculture provenienti
da musei italiani ed europei.
Collegamenti internazionali
La mostra, inoltre, è collegata con l'esposizione "L'abbazia di Matilde",
curata da Paolo Golinelli, in programma nel refettorio dell'abbazia
di San Benedetto in Polirone nel 2008, organizzata, in una prospettiva
comune di valorizzazione complessiva del territorio e delle sue emergenze
monumentali e nella prospettiva di indagine sulle reti monastiche su
scala europea.
Collegamenti con le istituzioni culturali del territorio
Le ricerche che preparano la mostra vedono il coinvolgimento diretto
delle istituzioni culturali locali (Soprintendenze, Biblioteche, Archivi,
Musei, enti culturali, ecc.). Rappresentanti delle stesse fanno parte
del comitato scientifico. Sono utilizzati materiali, documenti, dati,
ricognizioni fotografiche e aerofotogrammetriche messi a disposizione
dagli enti. Il percorso espositivo della mostra valorizzerà i documenti,
i reperti e le opere d'arte pertinenti al tema e al progetto che sono
di proprietà o in deposito presso le istituzioni culturali e museali
locali.
Strumenti multimediali
La complessità e la
ricchezza dei temi oggetto della mostra ha reso necessaria la progettazione
di strumenti multimediali e di nuclei multimediali inseriti all'interno
del percorso espositivo che presentino le tematiche più importanti.
La progettazione stessa sarà uno degli elementi di novità della mostra:
sono state predisposte soluzioni di comunicazione specifiche per i singoli
aspetti.
la lotta per le investiture – allestimento multimediale
per dialoghi e immagini con le fasi eminenti della contrapposizione
teologica e politica fra due visioni opposte del potere e dell'ordine
del mondo; Mantova al tempo dei Canossa – ricostruzione
multimediale planimetrica sulla base di dati e relazioni archeologiche;
il funzionamento della cancelleria papale e della cancelleria
imperiale, predisposizione e stesura delle bolle – ricostruzione multimediale,
visualizzazione delle tecniche di produzione dei supporti e dei sigilli,
visualizzazione delle tecniche di scrittura, presentazione di alcuni
documenti esposti in mostra; la Vita Mathildis di Donizone
– proiezione delle miniature del manoscritto accompagnate dalla narrazione
dei passaggi più importanti del testo; localizzazione dei
"domini"
dei Canossa con l'indicazione dei castelli; delle abbazie beneficiate
e delle pievi citate nei documenti – da realizzare con un'aerofotogrammetria
calpestabile dell'Italia centrosettentrionale con pannelli e/o totem
che visualizzano i singoli elementi di maggiore importanza collegandoli
con il percorso espositivo della mostra. La finalità di questa installazione
è eminentemente didattica. Sarà collocata all'aperto, nel cortile della
Casa del Mantegna, in modo da essere potenzialmente visibile dalle finestre
di tutte le stanze del percorso e in modo da funzionare come spazio
di deflusso e di sosta in caso di sovraffollamento.
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ALCUNE OPERE
1)
Sigilli e documenti autografi di Matilde di Canossa sono le
tracce più dirette dell'esistenza della comitissa. La grafia lineare
e il tratto, inciso e marcato o leggermente tremolante nei documenti degli ultimi
mesi di vita, suggeriscono una personalità forte e aperta.
La scelta dei caratteri capitali classici e la progressiva strutturazione
del monogramma attestano una precisa volontà di affermazione di una
personalità e di un ruolo politico, anche per mezzo di una comunicazione
elaborata, colta e consapevole.
Dalle prime croci con quattro cerchi,
all'individuazione del motto "MATILDA DEI GRATIA SI QUID EST" con le
parole prima disposte su una riga e poi collocate intorno a una croce
rinforzata, la signora ha sviluppato una cifra di identificazione per
molti aspetti simile a quelle degli imperatori e dei papi.
Le grandi
pergamene su cui sono registrati atti di donazione, cessioni e decisioni
assunte nei placiti nell'esercizio delle potestà signorili assumono
anche il valore di veri e propri manifesti di un'azione politica continuativa,
che doveva essere ben riconoscibile.
2)
Trono imperiale (Goslar, Stadt
Goslar) Il prezioso trono in ferro battuto utilizzato dagli
imperatori sassoni, posto su un alto basamento a gradoni, è uno degli
elementi simbolici più forti della comunicazione della sovranità. In
mostra mette in evidenza come l'imperatore doveva essere percepito dalla
corte e dai sudditi (i suoi piedi non toccavano terra, i suoi occhi
erano sempre più in alto di quelli dei sudditi, nessuno si poteva porre
dietro di lui).
3)
Trono papale (Roma, Basilica di San Giovanni in Laterano)
La "cattedra" papale, di epoca classica (o ellenistica), oggi collocata
sotto il portico della Basilica di San Giovanni in Laterano è da identificare
con la sedes stercorata su cui, a partire dal XII secolo, avveniva la
prima delle quattro intronizzazioni del papa neoeletto. In mostra mette
in evidenza l'affermazione della centralità del vescovo di Roma, sia
dal punto di vista liturgico che ecclesiologico. L'origine classica
dell'opera evidenzia la continuità fra eredità imperiale romana e papato.
4)
Fonte battesimale (Fidenza, Museo Diocesano) La grande vasca scolpita
in marmo bianco (diametro cm 105) reca la raffigurazione di papa Alessandro
II. Fu eletto a Roma dai cardinali nel 1061, ma la sua elezione fu dichiarata
nulla dall'imperatrice Agnese (madre di Enrico IV) perché mancava il
consenso imperiale. I vescovi filoimperiali elessero l'antipapa Cadalo
(col nome di Onorio II). I due si scomunicarono a vicenda. La questione
fu sanata dal concilio di Mantova convocato nel 1064 su sollecitazione
di Pier Damiani: fu confermato Alessandro II.
5)
Arazzo Barberini
raffigurante Matilde di Canossa (Città del Vaticano, Musei Vaticani)
Il maestoso arazzo policromo (altezza m 3,96 base m 5,18) presenta
l'elaborazione compiuta dello schema iconografico matildino: la
contessa è raffigurata con in mano la melagrana, con un abito rosso
e giallo e con il motto "unit e tuetur" (unisce e difende). L'arazzo appartiene alla serie creata
dalla manifattura Barberini per committenza di papa Urbano VIII nel
quarto decennio del Seicento. Il papa, che si è fatto raffigurare sul
trono accanto a Matilde prestando il suo volto a quello del predecessore
Gregorio VII, ha voluto attualizzare la figura della comitissa celebrandola
come baluardo della Chiesa. A lui si deve la traslazione dei suoi resti
dalla chiesa dell'abbazia di San Benedetto in Polirone alla basilica
di San Pietro in Vaticano, nel 1630.
6)
Cartone dell'arazzo Barberini
(Roma, Galleria Civica di Palazzo Barberini) L'arazzo è esposto accanto
al suo cartone preparatorio. E' così possibile ricostruire le modalità
di progettazione delle arazzerie romane e i passaggi tecnici che portavano
alla fase finale della tessitura.
7)
GianLorenzo Bernini, Bronzetto
raffigurante Matilde di Canossa (Collezione privata) Si tratta del bozzetto
per la grande scultura collocata sul sarcofago di Matilde di Canossa
nella basilica di San Pietro in Vaticano.
8)
GianLorenzo Bernini, disegno
per la tomba di Matilde di Canossa in San Pietro (Bruxelles, Musées
des beaux Arts de Belgique) Lo schizzo presenta l'ideazione del sarcofago,
nel contesto della più ampia riprogettazione barocca degli spazi della
basilica.
9)
Codici liturgici di area lombarda e padana Fra i preziosi
codici liturgici italiani esposti, l'Evangeliario cosiddetto di Matilde
(Nonantola, Museo Benedettino Nonantolano e Diocesano di Arte Sacra)
dimostra il legame fra la contessa e l'abbazia emiliana. La Legatura
del codice C (anima lignea rivestita da lamine d'argento e d'oro, lavorate
a sbalzo, con decorazioni a filigrana, smalti e pietre preziose) del
Museo del Tesoro del Duomo di Vercelli dimostra i legami fra le elaborazioni
artistiche d'Oltralpe e le manifatture lombarde e padane.
10)
Eusebius
Caesariensis, Concordantiae evangeliacae e Evangelistario (Brescia,
Biblioteca Civica Queriniana) L'evangelistario (libro liturgico per
le principali festività dell'anno) è arricchito da miniature in oro
e da vivaci scene della vita di Gesù. Proviene dallo scriptorium dell'abbazia
di Reichenau, centro primario di irradiamento della cultura monastica
europea.
11)
Oggetti di Enrico IV La figura di Enrico IV rappresenta
l'apice dello scontro fra Papato e Impero. Due oggetti comunicano al
visitatore la dimensione concreta dell'esistenza di questo imperatore:
la croce d'oro posta sul suo petto nella tomba e la pietra su cui posava
la sua testa nella tomba, secondo l'antico uso germanico, mantenuto
con valenze diverse anche dopo la cristianizzazione.
12)
Chronicon farfense
(Roma, Biblioteca Nazionale Centrale) Il codice, proveniente dall'abbazia
di Farfa, è un'attestazione dell'importanza del legame fra gli imperatori
e alcune grandi centri monastici posti anche a sud delle Alpi.
13)
Gruppo
di avori Il progetto della mostra prevede la presentazione di un gruppo
di avori che dovrà documentare la parabola stilistica e tecnica della
produzione delle manifatture orafe milanesi tra l'Alto Medioevo e l'età
ottoniana. Il gruppo degli avori mette in evidenza l'apporto figurativo,
iconografico e stilistico di questi oggetti mobili di committenza elevata
rispetto all'elaborazione della scultura romanica. Più in generale,
evidenzia il rapporto fra oggetti trasportabili (arti minori) e grandi
opere di scultura realizzate nei cantieri delle cattedrali, delle chiese
e dei castelli. Il gruppo non è mai stato esposto in Italia nella sua
completezza. Comprende: la placchetta OTTO IMPERATOR raffigurante la
famiglia imperiale (Milano, Civica Raccolta di Arti Applicate del Museo
del Castello Sforzesco), la cosiddetta Situla Basilewskij (Londra, Victoria
and Albert Museum), la situla di Gotofredo (Milano, Museo del Duomo),
la placchetta con la Missio Apostolorum (Cleveland, Museum of Art),
Placchetta con San Nazaro (Hannover, Kestner Museum), la Madonna in
trono col Bambino (Magonza, Mittelreinisches Landesmuseum), Cristo in
gloria (Firenze, Museo Nazionale del Bargello).
14)
Gruppo di "Exultet"
La visione della struttura della Chiesa elaborata durante la riforma
gregoriana è presentata in mostra grazie a un gruppo di exultet,
rotoli di pergamena figurati che venivano mostrati ai fedeli dal
pulpito e spiegati dal prete, con una marcata funzione didattica e
didascalica. Sono veri e propri manifesti che spiegavano il ruolo
del della "madre chiesa" e del papa rispetto ai fedeli e rispetto
alle autorità laiche. Sono esposti l'Exultet 2 del Museo dell'Opera
del Duomo di Pisa, l'exultet
di Montecassino (Montecassino, Archivio dell'Abbazia) e quello di Benevento
(Biblioteca Apostolica Vaticana, Vat. Lat. 9820).
15)
Ricamo di veste
da cerimonia utilizzata per l'incoronazione di Corrado II, (Milano,
Civiche raccolte d'arte applicata del Castello Sforzesco) Il ricamo
di veste da cerimonia è presentato in relazione con il tema dell'incoronazione,
come simbolo e attributo del potere imperiale, nella sezione della mostra
dedicata alla concezione del potere. E' un frammento del prezioso tessuto
ricamato di seta bianca donato dall'imperatore alla Basilica di Sant'Ambrogio
dopo l'incoronazione.
16)
Piviale di San Moderanno Berceto, Museo della
pieve Il paramento sacro, che la tradizione devozionale ascrive al santo
vescovo Moderanno, appartiene al tesoro della pieve di Berceto uno dei
complessi ecclesiastici romanici più interessanti posti sui passi appenninici,
nel cuore dei territori canossani. E' composto da un bordo tessuto con
draghi e grifi rossi e neri che risale a una manifattura bizantina del VI secolo, montato su un tessuto di seta verde proveniente da una bottega
pisana o toscana del XII.
17)
Paramenti liturgici di Bernardo degli Uberti (Firenze, Chiesa di Santa Trinita) Il ricco corredo liturgico
del vescovo di Parma, recentemente restaurato, è composto da: piviale,
casula, mitra, guanto, velo da calice, pettini liturgici in avorio.
Bernardo degli Uberti è citato in alcuni documenti autografi di Matilde.
La contessa presenziò con lui alla ridedicazione della cattedrale di
Parma da parte di papa Pasquale II nel 1106. Bernardo divenne vescovo
della città l'anno dopo.
18)
Reliquiario dei Santi Cipriano e Giustina
(Milano, Civiche raccolte d'arte applicata del Castello Sforzesco) Su
un lato del prezioso reliquiario in argento è raffigurata la Traditio
legis et clavis, l'assegnazione della legge e delle chiavi da Cristo
a san Pietro, immagine del primato petrino e della centralità di Roma.
19)
Niccolò Nannetti, Gregorio VII e Enrico IV a Canossa (Abbazia di
Vallombrosa, chiesa di Santa Maria Assunta) La grande tela (m 2,26 x
4,51) rappresenta l'incontro di Canossa secondo un'iconografia ormai
elaborata in funzione della celebrazione di Matilde e del papa. Appartiene
all'abbazia di Vallombrosa, sostenuta e beneficata da Matilde di Canossa.
20)
La Divina commedia (Modena, Biblioteca Estense) Il "Dante estense"
è un capolavoro dell'autunno del Medioevo. Ricco di 272 scene miniate
e di 99 raffinatissime iniziali a nastro, è rilevante per la mostra
non solo per la sua preziosità e per il suo valore estetico, ma soprattutto
in riferimento alla figura di Matelda, da identificare con la contessa
di Canossa, che gli Estensi vollero fare figurare all'origine della
loro genealogia, contribuendo ad originarne il "mito". Matelda è raffigurata
in un semplice abito azzurro, con i capelli avvolti in una treccia morbida.
Una proposta didattica: Al ricco percorso espositivo della mostra "Matilde
di Canossa, il papa, l'imperatore. Storia, arte, cultura alle origini
del romanico" si affianca una lettura didattica strutturata che rafforza
i contenuti storico artistici dell'evento e propone una serie di percorsi
didattici di visita rivolti alle scuole di ogni ordine e grado. In considerazione
infatti della qualità degli oggetti presenti in mostra è possibile strutturare
un lavoro di ricerca e conoscenza della storia basato sul contatto diretto
con le fonti documentarie, artistiche e materiali in modo da offrire
una prospettiva diversa da quella realizzabile entro il tradizionale
ambiente scolastico. Nella formulazione delle proposte didattiche è
stato considerato il taglio prevalentemente storico dell'esposizione,
in cui "le opere d'arte saranno presentate con finalità di comunicazione
di temi, contenuti e avvenimenti" e il ruolo centrale attribuito alla
figura di Matilde di Canossa, le cui vicende evidenzieranno le problematiche
relative alla distinzione fra i due poteri, laico ed ecclesiastico,
che tra XI e XII secolo si sono fronteggiati sul piano politico e spirituale
in Italia e in Europa. Tre sono i possibili percorsi didattici di visita
della durata di 75 minuti ciascuno, che affronteranno i principali nuclei
tematici della mostra, diversificando l'utilizzo delle fonti documentarie
presenti nell'allestimento (oggetti di cultura materiale, dipinti, sculture,
codici miniati, oreficerie, riproduzioni multimediali). Destinatari
dei percorsi sono le scuole di ogni ordine e grado con particolare attenzione
alla scuola elementare, media inferiore e media superiore. Ogni classe
potrà scegliere un percorso didattico di visita e ad essa sarà assegnato
un operatore specializzato. Percorsa A – "Papato e Impero, le idee e
i simboli del potere" I due poteri universali, spesso contrapposti dal
punto di vista ideologico ma spesso simili nella scelta dei simboli
evocativi del proprio potere, sono indagati attraverso gli oggetti che
ne materializzano l'essenza. I visitatori analizzeranno dunque come
l'idea del potere nel Medioevo viene declinata da Papato e Impero sia
dal punto di vista dottrinale sia da quello iconografico per mezzo del
confronto specifico di troni, scettri, corone, manti, casule, sigilli,
reliquari ma anche codici e testi miniati. Percorso B – "Matilde, Mantova
e la trasformazione del territorio" Le scelte politiche e culturali
di Matilde di Canossa e la conseguente evoluzione della città di Mantova
e del territorio vengono inseriti in un più ampio contesto di trasformazione
radicale della società e del mondo di quei secoli. I visitatori saranno
guidati nella ricostruzione degli eventi storici più importanti derivati
dalle scelte operate dai Canossa nell'Italia settentrionale unitamente
alla trasformazione dell'assetto istituzionale ed urbanistico della
città di Mantova: gli edifici cittadini laici e religiosi, la formazione
degli insediamenti monastici sul territorio, l'organizzazione delle
pievi, il lavoro di bonifica delle zone paludose, la conquista all'agricoltura
di nuovi terreni attraverso il disboscamento, l'organizzazione del sistema
fluviale per i trasporti e i commerci, ma anche la cultura materiale
degli uomini dei secoli XI e XII. Percorso C – "I secoli XI e XII attraverso
i documenti" La storia degli uomini e della società dei primi due secoli
dopo il Mille, ripercorsa attraverso i documenti scritti: autografi,
lettere, codici, prodotti dalla cancelleria papale e da quella imperiale
segnano le tappe fondamentali del processo di riforma sociale, spirituale
e culturale che interessarono la societas christiana nell'Italia settentrionale
e nell'Europa imperiale nell'età dei Canossa. E ancora mappe e produzioni
cartografiche, introducono ai nuovi orizzonti del mondo allora conosciuto
che si apre agli scambi commerciali nel Mediterraneo e al fenomeno del
pellegrinaggio strettamente connesso alle Crociate in Terrasanta.
Al
termine di ogni visita verrà consegnato un quaderno didattico specifico
con bibliografie per i ragazzi, approfondimenti, schede, attività, che
gli studenti e i docenti possono utilizzare in classe a completamento
e rafforzamento dei contenuti della visita. L'ABBAZIA DI MATILDE Arte
e storia in un grande monastero dell'Europa Benedettina (1007-2007)
San Benedetto Po – 31 agosto 2008 – 11 gennaio 2009 a cura di Paolo Golinelli Evento culminante del Millenario della fondazione del monastero
di S. Benedetto Polirone, la mostra ripercorre i momenti salienti della
vicenda storica, culturale, artistica ed economica dell'abbazia fondata
nel 1007 da Tedaldo, nonno di Matilde di Canossa, e da lei beneficato
e scelto per la sua ultima dimora, nella cappella di Santa Maria, ornata
da uno straordinario mosaico pavimentale del 1151.
In un percorso ampio
e suggestivo, sono recuperati ed esposti per la prima volta opere d'arte
e documenti appartenuti alla grande abbazia benedettina, dai documenti
autentici di Matilde, di papi e imperatori, agli splendidi manoscritti
dello Scriptorium abbaziale (compreso l'Evangeliario ora alla Morgan Library di New York); dalle opere d'arte ritrovate di grandi artisti
italiani (Wiligelmo, Bonsignori, Bacchiacchia, Gambara, Farinati, Dalla
Rosa), alle mappe d'archivio che illustrano il lavoro dei monaci per
il controllo del Po, e l'ambiente circostante (compreso il catasto Teresiano
in originale) provenienti da archivi italiani e stranieri, sino alle
testimonianze sulla soppressione.
Non mancano, infine, splendidi esempi
delle altre abbazie legate a Matilde in Europa: Nonantola, Frassinoro,
Marola, Vallombrosa, Orval, St. Pierremont.
La visita sarà illustrata
da essenziali ma chiare didascalie, da un giornale della mostra e da
un agevole catalogo di 240 pagine, con foto di tutti gli oggetti esposti,
saggi introduttivi e una schedatura analitica dei materiali in mostra.
La mostra è allestita in uno spazio di oltre 500 mq. nello storico Refettorio
Grande dell'antica Abbazia Benedettina Di Polirone (sec. XV), dominato
dall'affresco attribuito al Correggio e dall'Ultima cena del Monsignori,
di cui si espongono per la prima volta insieme le copie eseguite alla
fine del Cinquecento dal Dondi (ora a Budapest) e nel Seicento dal Poussin
(ora a Monaco). Alla mostra, promossa dalla Provincia di Mantova, dal
Comune di S. Benedetto Po e dal Comitato per le celebrazioni del Millenario
Polironiano con il contributo della Fondazione Cariverona, della Fondazione
Monte dei Paschi di Siena e della Fondazione Banca Agricola Mantovana,
si innestano visite guidate alla basilica di Giulio Romano (1540) e
al complesso monastico restaurato (i tre chiostri, la sala del capitolo,
lo scriptorium, la biblioteca, l'orto botanico), e illustrato da apposite
didascalie, per i diversi tipi di utenza.
L'ABBAZIA DI MATILDE. Arte
e storia in un grande monastero dell'Europa Benedettina (1007-2007),
San Benedetto Po – 31 agosto 2008 – 11 gennaio 2009. Mostra a cura di
Paolo Golinelli. Catalogo edito da Patron Editore. Orario: 9,30 – 12,30;
14,30 – 17,30 (lunedì chiuso).
Ingresso: intero euro 6, ridotto euro
4. Biglietto unico (San Benedetto Po, mostra e Monastero; Mantova, mostra
"Matilde di Canossa. Il Papato. L'Impero" (Casa del Mantegna) e Mantova,
mostra "Anselmo di Lucca. Consigliere di Matilde, patrono di Mantova"
e Museo Diocesano): euro 10. Informazioni e prenotazioni: Comitato per
le Celebrazioni del Millenario Polironiano 0376.623025 – e-mail:
comitato.gestione@millenariopolironiano.it.
Per saperne di più: Ufficio Stampa: Studio ESSECI – Sergio Campagnolo,
Padova tel. 049.663499
info@studioesseci.net |