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Tra gli esseri umani che vengono al mondo le donne
sono senza dubbio le creature più belle.
Volti bellissimi con visi d'angelo, corpi snelli e vite strette, fianchi
curvi e arti affusolati; seni turgidi ben dotati: organi femminili predisposti
alla maternità, al concepimento di esseri viventi e alla discendenza
delle generazioni umane.
Esse sono creature docili, e indifese.
Sono come boccioli di rose splendide e candide di bellezza, tanto rare
e affascinanti da far infatuare il "sesso forte". Dotate di occhi ammalianti
e capaci di gesti fatidici, stregano i gruppi di giovanotti scegliendo
tra loro lo sposo desiderato.
Nel bel giorno del matrimonio donano se stesse all'uomo amato tenendo
vivo poi il sacro legame con godimenti gioiosi e splendide giornate
amorose.
Rispettiamo, amiamo, stimiamo e onoriamo amorevolmente la donna.
Lei, unica regina e padrona della casa; lei che cura il suo nido come
una colomba e che tiene stretti e uniti a sé i propri figli.
La morte del padre provoca la perdita dell'affetto paterno; la scomparsa
della madre distrugge invece per sempre la casa, rendendo incolmabile
la sua assenza.
Il suo valore e i suoi pregi si valutano quando essa non c'è più: che
cosa sarebbe infatti una casa senza la donna? Niente.
Che cosa sarebbe l'uomo senza la donna ? Niente.
In Africa, Asia e America Latina milioni di bambine poco più che decenni
vengono reclutate e vendute al mercato del sesso per soddisfare il furore
animalesco di pervertiti senza scrupoli: la testimonianza di una bimba
Nepalese di dodici anni di nome Konchi è il triste esempio di questa
piaga malvagia.
Rapita, venduta e costretta a prostituirsi per due anni in India, Solo
la volontà di Dio e l'intervento di una suora l'ha salvata ospitandola
in un istituto religioso, luogo nel quale vuole rimanere per sempre.
Povera bimba! L'età più cara o innocente le è stata sottratta e già
si scorge l'orizzonte della sua esistenza una precoce vecchiaia. Appelliamoci
ai grandi della terra, chiediamo a loro di far cessare questa strage
di innocenti facendo tornare sui volti di queste figlie di Dio il sorriso
sereno dell'infanzia.
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Il libro di
Ennio di Nolfo dal titolo "Dagli imperi militari agli imperi tecnologici"
(edizioni Laterza) si sofferma, come risulta dalla introduzione sulla
politica internazionale dal XX secolo fino ad oggi, registrando i cambiamenti
intervenuti rispetto ai secoli 700' ed 800' grazie alla presenza
degli Stati Uniti d'America e con l'Unione Sovietica nata dalla rivoluzione
leninista del 1917.
Due punti di riferimento che videro importanti risultati: il potere
economico nelle mani degli USA e la forza attrattiva uscita dall'esperienza
sovietica per cui con le sue luci ed ombre, si presentò come soluzione
nuova nello scacchiere europeo. Si ebbero importanti risultati sul piano
numerico della popolazione (che salì a sei miliardi), di una rifondazione
delle risorse energetiche mentre sul piano economico andava affermandosi
la globalizzazione.
Una comparazione utile per dimostrare i cambiamenti intervenuti, ma
anche il declino del ruolo egemone europeo e l'offensiva di nuove realtà
realtà statali come la Cina, la Russia ed il Brasile. Di Nolfo, docente
emerito all'Università di Firenze, ed autore di altri interessanti contributi
storici (citiamo Europa Italia Vaticano e Stati Uniti) ha affrontato
l'intricato groviglio suddividendo il 900' in due parti: una fino al
1945, e l'altra nell'intricata e complessa evoluzione degli eventi suddividendo
il passaggio ed il cambiamento tecnologico fino al 2000. Il merito del
libro di Di Nolfo è di mettere insieme e di utilizzare comportamenti
ed esperienze con riferimenti all'emancipazione economica su cui si
sofferma il libro: da segnalare come svolta analitica, il richiamo a
Musil secondo il quale bisogna lasciare che la gente racconti le cose
alla sua maniera: che in parte richiama la lezione di Le Goff secondo
il quale lo scenario storiografico deve essere arricchito da testimonianze
direttamente vissute.
Ciò porta alla nascita ed alla morte precoce della nuova diplomazia
alla luce di alleanze contrapposte in Europa e con la prima guerra mondiale
che consentì all'Europa di essere attraversata da fiammate rivoluzionarie
che provocarono cambiamenti socio economici non temporanei.
La prima guerra mondiale portò al tramonto della politica di sicurezza
europea cui si aggiunse il fallimento della Società delle Nazioni e
la politica della riduzione degli armamenti.
Si trattò di disarmo navale e generale di fronte alla ripresa
degli armamenti. Una situazione che portò alla crisi e al ricorso del
colonialismo europeo. In sostanza il libro oltre a servire agli studenti,
offre una lettura critica del 900' e contribuisce ad aprire nuovi orizzonti. |