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IL VALORE DI UNA DONNA
di Mario Bruno
RECENSIONE
ENNIO DI NOLFO agli IMPERI TECNOLOGICI
La POLITICA INTERNAZIONALE dal XX sec. dagli IMPERI MILITARI a OGGI 2008
di Biagio Gugliotta

Tra gli esseri umani che vengono al mondo le donne sono senza dubbio le creature più belle.
Volti bellissimi con visi d'angelo, corpi snelli e vite strette, fianchi curvi e arti affusolati; seni turgidi ben dotati: organi femminili predisposti alla maternità, al concepimento di esseri viventi e alla discendenza delle generazioni umane.
Esse sono creature docili, e indifese.
Sono come boccioli di rose splendide e candide di bellezza, tanto rare e affascinanti da far infatuare il "sesso forte". Dotate di occhi ammalianti e capaci di gesti fatidici, stregano i gruppi di giovanotti scegliendo tra loro lo sposo desiderato.
Nel bel giorno del matrimonio donano se stesse all'uomo amato tenendo vivo poi il sacro legame con godimenti gioiosi e splendide giornate amorose.
Rispettiamo, amiamo, stimiamo e onoriamo amorevolmente la donna.
Lei, unica regina e padrona della casa; lei che cura il suo nido come una colomba e che tiene stretti e uniti a sé i propri figli.
La morte del padre provoca la perdita dell'affetto paterno; la scomparsa della madre distrugge invece per sempre la casa, rendendo incolmabile la sua assenza.
Il suo valore e i suoi pregi si valutano quando essa non c'è più: che cosa sarebbe infatti una casa senza la donna? Niente.
Che cosa sarebbe l'uomo senza la donna ? Niente.
In Africa, Asia e America Latina milioni di bambine poco più che decenni vengono reclutate e vendute al mercato del sesso per soddisfare il furore animalesco di pervertiti senza scrupoli: la testimonianza di una bimba Nepalese di dodici anni di nome Konchi è il triste esempio di questa piaga malvagia.
Rapita, venduta e costretta a prostituirsi per due anni in India, Solo la volontà di Dio e l'intervento di una suora l'ha salvata ospitandola in un istituto religioso, luogo nel quale vuole rimanere per sempre.
Povera bimba! L'età più cara o innocente le è stata sottratta e già si scorge l'orizzonte della sua esistenza una precoce vecchiaia. Appelliamoci ai grandi della terra, chiediamo a loro di far cessare questa strage di innocenti facendo tornare sui volti di queste figlie di Dio il sorriso sereno dell'infanzia.

Il libro di Ennio di Nolfo dal titolo "Dagli imperi militari agli imperi tecnologici" (edizioni Laterza) si sofferma, come risulta dalla introduzione sulla politica internazionale dal XX secolo fino ad oggi, registrando i cambiamenti intervenuti rispetto ai secoli 700'  ed 800' grazie alla presenza degli Stati Uniti d'America e con l'Unione Sovietica nata dalla rivoluzione leninista del 1917.
Due punti di riferimento che videro importanti risultati: il potere economico nelle mani degli USA e la forza attrattiva uscita dall'esperienza sovietica per cui con le sue luci ed ombre, si presentò come soluzione nuova nello scacchiere europeo. Si ebbero importanti risultati sul piano numerico della popolazione (che salì a sei miliardi), di una rifondazione delle risorse energetiche mentre sul piano economico andava affermandosi la globalizzazione.
Una comparazione utile per dimostrare i cambiamenti intervenuti, ma anche il declino del ruolo egemone europeo e l'offensiva di nuove realtà realtà statali come la Cina, la Russia ed il Brasile. Di Nolfo, docente emerito all'Università di Firenze, ed autore di altri interessanti contributi storici (citiamo Europa  Italia Vaticano e Stati Uniti) ha affrontato l'intricato groviglio suddividendo il 900' in due parti: una fino al 1945, e l'altra nell'intricata e complessa evoluzione degli eventi suddividendo il passaggio ed il cambiamento tecnologico fino al 2000. Il merito del libro di Di Nolfo è di mettere insieme e di utilizzare comportamenti ed esperienze con riferimenti all'emancipazione economica su cui si sofferma il libro: da segnalare come svolta analitica, il richiamo a Musil secondo il quale bisogna lasciare che la gente racconti le cose alla sua maniera: che in parte richiama la lezione di Le Goff secondo il quale lo scenario storiografico deve essere arricchito da testimonianze direttamente vissute.
Ciò porta alla nascita ed alla morte precoce della nuova diplomazia alla luce di alleanze contrapposte in Europa e con la prima guerra mondiale che consentì all'Europa di essere attraversata da fiammate rivoluzionarie che provocarono cambiamenti socio economici non temporanei.
La prima guerra mondiale portò al tramonto della politica di sicurezza europea cui si aggiunse il fallimento della Società delle Nazioni e la politica della riduzione degli armamenti.
Si trattò di disarmo navale e generale  di fronte alla ripresa degli armamenti. Una situazione che portò alla crisi e al ricorso del colonialismo europeo. In sostanza il libro oltre a servire agli studenti, offre una lettura critica del 900' e contribuisce ad aprire nuovi orizzonti.

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