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dalla RACCOLTA POESIE
di Alberto Virgilio
GLI ANTICI EGIZIANI
ANDAVANO AL NILO
Gli antichi Egiziani andavano
al Nilo
per cantare la gloria delle acque
quando il cielo ancora non era
quando la terra ancora non era
quando niente esisteva che fosse stabilito
quando neppure esisteva il disordine
Gli antichi Egiziani guardavano
l'acqua del Nun dell'oceano iniziale
e prima ancora del Nun
Naunet madre di Nun divenne gravida
di lui - i testi delle piramidi
affondavano le cuspidi nel Caos.
POCO
LONTANO IL CIMITERO
Poco lontano il cimitero del
mio paese
adagiato sul fianco della collina
ha la semplicità delle cose eterne
nella misura tagliata sul numero dei vivi,
s'affaccia appena con le punte dei cipressi.
Sembra l'eco del salmo: di un palmo facesti
i giorni miei e il mio vivere è un nulla.
Quanti soffi appena soffi di vita
quante ombre sono già passate
quante vanità nasconde la terra.
IL TRANSITO DEL VENTO
Il transito del vento la luna
che riappare
il volto della terra aspra e benigna
questo sconfinato sciame d'orizzonti
non più veduti, sento in me trafitto
il canto dei cucùli nel gioco della parte.
da RIME VARIE
di Francesco Carafa
poeta d'Arcadia 1719
Contro alcuni
poeti, che cantando il valore de' Principi, sempre gli augurano vittorie
contro Turchi, quasi sola meta del valoroso Capitano.
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E sì povera
Italia, o chiari Figli Di sì gran Madre? E' poi la vostra Mente Di concetti
sì scarsa, onde j consigli Medesimi ella rinovi eternamente? E fin a
quanto udrò gli alti perigli Di Guerra, invocar sol contro Oriente?
De' nostri Prenci, e insanguinar l'artigli L'Aquile sol contro la Turca
gente? Lodo ben desto tal; ma non fia ogetto A gran penne, a gran cuor
sempyè un pensiero; Nè quì tanto si fermi, e l'estro, e 'l foco: Non nutron gli alti Eroi forse nel petto Alma per altre imprese, che da
un luoco Prendino solo il volo i Cigni altero?
Che nell'Italia
non nascono Uomini di valore ma Che stà avvilita per essersi trasferita
in Germania. La Sede Imperiale
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Non l'Istro;
il Reno, il Rodano superbo Inalzi tanto l'orgoglioso corno, In vedere
per fato iniquo, acerbo, Il Tebro non piu gir di palme adorno: Non manca
a questi di vigore, e nerbo Braccio Latin, che splenda in ogni giorni
Mancagli sol colui, che gli riserbo, Cesar guerrier, ch'a lui faccia
ritorno. Se di nuovo or mirasse il campidoglio Quel che ne brama Regnatore
Augusto Oh come io premerei l'antico Soglio! Che serva son, non per
tremante mano; (Sì Roma disse alzando il suo gran busto) Ma perché mi
si niega un Re Sovrano:
Moralità
Moralità da
una pioggia opportuna dopo Una siccità dannosa.
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Ecco copre il
capraio arrida vele, E cangia la primiera alma vaghezza Con fronte carca
di brumal fierezza Rende atroce rimbombo al tuon del Cielo. Par che
li adiri, e pur l'arido stelo Delle seccb'erbe rinverdisce, e asprezza
Quanto più mostra allor, maggior ricchezza Né dà, che ne toglieva il
Dio di Delo. Sì pur talvolta, se con noi si adira Dall'altro Empiro
il sommo nostro Giove, Figlio di crudeltà non è tal'ira. Che spesse
volte, quando più in là, dove Fulminante si mostra in vista dira, Dal
suo amor e allor più le Grazie piove.
Per N. N., che per interesse non attende alla
propria obbligazione.
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Il peregrin là tra l'Egizzie arene, Dove il Nilo ne scorre, e j campi
inonda Querulo strido sente in su la sponda, E benigno ver quello incauto
viene. Ma, che giunga opportun, se mai n'avviene, Paesan, ch'il veda
sì appressarsi all'onda. Belva il Fiume crudele hà l'acque piene. Quel,
che tenero sembra a te lamento, Del Coccodrillo traditore è'l canto,
Che con mesto ti alletta, e finto accento. Popoli a voi. Di quel Pastor
sì pio, Deh non credete a un lusinghiero pianto, Se mai, per l'util
suo, non seppe Dio.
dalla
RACCOLTA INEDITA
di Mario Bruno
LA MADRE
Come
il bocciolo di rosa
Che s'apre dolcemente al mattino
Per diventare uno splendido fiore.
Come l'usignolo che canta di notte
Per svegliare i viventi
Come il gallo che all'alba annunzia il giorno. Così un giorno nacque
una bimba splendida Che divenne poi una dolce fanciulla
Una giovinetta bella e virtuosa.
Una donna meravigliosa
Dai modi gentili e garbati,
una sposa esemplare!
Ed infine una madre per i miei figli.
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dalla
"RACCOLTA INEDITE"
di Rosa Gialdino
Tu, sei la madre di Gesù
Tu, sei la madre di Gesù,
ma anche di tutti noi quaggiù!
Hai una bellezza assoluta
e nelle apparizioni non stai quasi mai muta:
ci dici sempre di pregare,
per te questo è l'aspetto peculiare.
Proteggici, oh Madonnina,
mentre stai su di noi china.
Con il tuo maestoso manto,
rendendoci sicuri
anche se incontriamo certi volti scuri.
Fa che sia sconfitto per sempre il male
e che tutti quanti insieme possiamo cantare
una bella canzoncina di fede,
così che ogni uomo, che tu esisti, ci crede!
Tu sei la stella polare,
a cui dobbiamo guardare,
mentre navighiamo tra gli scogli della terra e del mare!
Con lo spirito in ogni cuore,
la vita terrena avrà più valore.
Organizziamo un grande girotondo
con la gente di tutto il mondo,
un grande cerchio d'amore
da donare a te e al creatore.
dalla raccolta
"ASPETTANDO L'AURORA"
di Pietro Giovanni Lucarelli
LA MUSE DI VITE PASSATE
Nella, la bella musa dell'alma Roma,
la diva venuta per cantare
le lodi ai passati millenni;
a scrivere sulla nuda argilla
frasi spontanee uscite dal cuore.
A Lei, la stella venuta in terra a miracol mostrare,
le fanno da scrittoio i "lagarelli" dei nostri calanchi,
lucidati dall'acqua e seccati dal sole:
sono le tavolette della storia
e sostituiscono la moderna carta.
Lei, la grande, ricomincia dalla terra
e raccoglie quello che resta delle vite
che un dì nuotavano nelle tiepide acqua mediterranee,
prima che un terribile cataclisma
l'inglobasse nell'immensa tomba d'argilla.
È il ciclo della vita che ritorna
e fa riapparire dal passato
e rivivere con le parole della dolce musa lucana
le vuote conchiglie che un tempo solcavano i fondali
ed ora vi riappaiono i millenari resti,
a spirale i gusci.
I DUE CIMITERI
(03.10.2008 G.B. in TNC)
Si leva dal nuovo una voce:
ehi, voi, ben racchiusi nei quattro muri
che compagnia vi fate?
Io son solo in un abbraccio di freddo cemento
in questo nuovo loco.
Non crucciarti alma, non sei sola
se fedel sei stata al tuo Creatore;
anchio qui il prio son stato
e Šceppë 'u Laurë mennë čhjamètë,
or siam in tanti e più dei vivi
a popolar questo loco.
Anche tu presto avrai altre anime
che nei loculi di cemento resteranno.
fino a quando l'Eterno alzerà
la sua Potente Mano.
Solo allora tutti a riveder la luce
sarem chiamati.
dalla raccolta
"ME PIACE AMMORE"
della poetessa Tina Piccolo
WOITJLA
"Santo
subito"
il popolo grida
e un coro di angeli
è la risposta gioiosa.
Woitjla dal grande cuore,
dalla voce struggente
e lo sguardo innocente.
È il Papa della storia
e della tormentata umanità.
"Santo subito"
E Dio accoglie
con un sorriso luminoso
il suo apostolo d'amore.
dalla
"RACCOLTA INEDITE"
di OBELIX
In un momento di tristezza
Campanili, case, calli campielli
Quanti posti mi ricordano lei
Quante passeggiate, quanti sguardi,
ti sento nell'aria o forse sei ancora in me.
La pioggia, una corsa, un portico, una sosta
Aspettando che torni il sereno,
quanto ti ho amato
eppure oggi ti ricordo appena,
immagine sbiadita,
solo la tua voce, a volte, si ricorda di me
parlo con indifferenza, ti tratto male,
ma ti vedo ancora riflessa sull'acqua
accanto a me
mi giro, ma non ci sei.
Tanta è la voglia di te ma non si può
Cambiare la storia scritta da chi
Non ha mai posto il suo cuore
Oltre le proprie insicurezze.
Vivrò in un eterno istante
In un momento di tristezza
Campanili, case, calli campielli
Quanti posti mi ricordano lei
Quante passeggiate, quanti sguardi,
ti sento nell'aria o forse sei ancora in me.
La pioggia, una corsa, un portico, una sosta.
Aspettando che torni il sereno,
quanto ti ho amato
eppure oggi ti ricordo appena,
immagine sbiadita,
solo la tua voce, a volte,
si ricorda di me
parlo con indifferenza,
ti tratto male,
ma ti vedo ancora riflessa sull'acqua
accanto a me.
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