|
Rëcchìsë
= contrada dell'agro colobrarese.
Rëjǽghë
= dono, regalo.
Rìcchjë = orecchie.
Ricchjarǽtë = soprannome tipico colobrarese; fu dato all'uomo che
inventò i due pezzi di legno sovrapposti all'aratro in legno per meglio
aprire il solco; detti pezzi furono detti "orecchie".
Rëmìtë
= contrada dell'agro colobrarese.
Rëcòutë = ritorno a casa.
Rucugljùtë = rientrato a casa.
Rëfàllë = luogo riparato dai venti.
Ruffjǽnë = ruffiano.
Rëfëlǽrë = rifilare, dare per buono quello che è falso.
Ringtànghë = animale o uomo insicuro nei muovimenti.
Rëmmënǽrë
= rimestare la minestra o liquidi in generale.
Rënnënéllë = rondinelle.
Rënnnówë
= uccelli della stessa famiglia delle
rondini ma con il petto bianco.
Rëvëgljǽtë = sveglio, svegliato,
desto.
Rìzzë = riccio, mammifero onnivoro, roditore.
Rëzzùwë = strumento in ceramica per mescere il vino.
Rósë = rosa.
Róscë = covoni di grano appena mietuto.
Ruccùwǽrë = modo non comprensivo di parlare, usato da persone incolte o che
non desiderano farsi capire, borbottare; suono simile al grugnito del
maiale.
Rùgnë = rogna, malattia della pelle contagiosa, scabbia.
Rùjëtë = rumore, folla di gente vociante.
Rùllë = stia, piccolo vano per separare il verro dalla scrofa al momento
di sgravare.
Rùnghë = ronca, roncola, arnese di ferro tagliente per potare o sarchiare il
terreno.
Rusëchǽrë = rosicchiare.
Rumǽtë = letame.
Ruwàgnë = oggetto di poco conto, prevalentemente riferito ad oggetti
semplici di terracotta.
S
S. diciannovesima lettera dell'alfabeto.
Sagabbrìsë = pancetta del maiale.
Sàcchë = sacco.
Sacchéttë = borsa di canapa porta biade per asini o buoi da tiro.
Sajllónë = virgulto di ginestra o altri arbusti flessibili con cui si
possono fare delle legature o cesti vari.
Salachǽrë = contrada dell'agro colobrarese.
Sagascéndë = asse di fesso per fermare un anta della porta.
Sanǽtë = castrato, evirato.
Sanganèllë = pianta tipica dei corsi d'acqua che emette in primavera i
virgulti per le cesti. |
Santanàrjë = contrada
dell'agro colobrarese.
Santëciòbbë = uomo caritatevole che si carica a dismisura dei pesi altrui.
Santëmartìnë = novembre.
Santëpétrë
= contrada dell'agro colobrarese.
Sauzìzzë = tipica salsiccia di
carne suina.
Sauzùgnë o sàuzë = patina semidensa incolore che compare sulle
foglie dei ceci prima della fioritura, di colore verde invece sulle foglie
di pomodoro.
Scàgljë = spighe di grano non completamente trebbiate.
Scalandrónë = pertica con molti rami laterali su cui i pastori appendevano
secchi, caldaie ed altri attrezzi per farli asciugare.
Scannatùrë = coltello con lama stretta e lunga usato per ammazzare il maiale.
Scappǽtë = caduto dalle mani per mancata presa.
Scarpǽrë = calzolaio.
Scarpónë = grossa e rozza scarpa.
Scavónë = gradino.
Scaudǽrë
= scottare, bollire.
Schǽghë = scala.
'Schìh = verso tipico dei guardiani di porci per allontanarli da un
determinato posto o ricondurli alla mandria.
Šcattùsë = dispettoso, discolo.
Scënǽrë = mettere in scena una determinata azione.
Scérë = soggetto nominato dal tribunale per i sequestri di beni a
scopo giudiziario.
Sciabbǽnë = giovane pecora; donna di facili costumi disposta a soddisfare i propri impulsi
sessuali.
Scìndë = detto di capigliatura al vento non arricciata.
Ŝcómë = schiuma di acqua bollente o di minestra a base di grassi animali.
Scucchjǽ' = dividere due che lottano.
Serracurtìnë
= contrada dell'agro colobrarese.
Šchiffëtarùwë = schioppo
giocattolo di legno di sambuca.
Scummënëchǽtë = dispettoso, persona senza alcun garbo, portato a
danneggiare tutto quello che tocca.
Scuwǽrë = gocciolare,
scolare.
Scuwatùrë = scanno speciale per tagliare la cagliata.
Sónë = suono.
Suprëssǽtë = soppressa o soppressata, carne bianca
insaccata di maiale.
Scëluwéllë = scivolo automatico della serratura.
Sténdë = a stento.
Sciuscéllë = minestra di estrema semplicità ma anche di estrema
insipienza; è fatta solo di pane senza sale e cotto con acqua; uomo senza spina
dorsale.
Sciušcǽrë = soffiare. |