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 DIZIONARIO COLOBRARESE - ITALIANO
 di Pietro Giovanni Lucarelli, Francesco D'Oronzio e Maria Antonietta Lucarelli

Rëcchìsë = contrada dell'agro colobrarese.
Rëjǽghë = dono, regalo.
Rìcchjë
= orecchie.
Ricchjar
ǽ = soprannome tipico colobrarese; fu dato all'uomo che inventò i due pezzi di legno sovrapposti all'aratro in legno per meglio aprire il solco; detti pezzi furono detti "orecchie".
Rëmìt
ë = contrada dell'agro colobrarese.
Rëcòutë = ritorno a casa.
Rucugljùtë = rientrato a casa.
Rëfàllë = luogo riparato dai venti.
Ruffj
ǽ = ruffiano.
Rëfël
ǽ = rifilare, dare per buono quello che è falso.
Ringtànghë = animale o uomo  insicuro nei muovimenti.
R
ëmmënǽrë =  rimestare la minestra o liquidi in generale.
Rënnënéllë = rondinelle.
R
ënnnówë = uccelli della stessa famiglia delle rondini ma con il petto bianco.
Rëvëglj
ǽ = sveglio, svegliato, desto.
Rìzzë = riccio, mammifero onnivoro, roditore.
Rëzzùwë = strumento in ceramica per mescere il vino.
Rósë = rosa.
Róscë = covoni di grano appena mietuto.             
Ruccùw
ǽ = modo non comprensivo di parlare, usato da persone incolte o che non desiderano farsi capire, borbottare; suono simile al grugnito del maiale.
Rùgnë = rogna, malattia della pelle contagiosa, scabbia.
Rùjëtë = rumore, folla di gente vociante.
Rùllë = stia, piccolo vano per separare il verro dalla scrofa al momento di sgravare.
Rùnghë = ronca, roncola, arnese di ferro tagliente per potare o sarchiare il terreno.
Rusëch
ǽ = rosicchiare.
Rum
ǽ = letame.
Ruwàgnë = oggetto di poco conto, prevalentemente riferito ad oggetti semplici di terracotta.

S

S. diciannovesima lettera dell'alfabeto.
Sagabbrìsë = pancetta del maiale.
Sàcchë
= sacco.
Sacchéttë = borsa di canapa porta biade per asini o buoi da tiro.
Sajllónë = virgulto di ginestra o altri arbusti flessibili con cui si possono fare delle legature o cesti vari.
Salach
ǽrë = contrada dell'agro colobrarese.
Sagascéndë =
asse di fesso per fermare un anta della porta.
San
ǽtë = castrato, evirato.
Sanganèllë =
pianta tipica dei corsi d'acqua che emette in primavera i virgulti per le cesti.

Santanàrjë = contrada dell'agro colobrarese.
Santëciòbbë
= uomo caritatevole che si carica a dismisura dei pesi altrui.
Santëmartìnë = novembre.
Santëpétr
ë = contrada dell'agro colobrarese.
Sauzìzzë = tipica salsiccia di carne suina.
Sauzùgnë o sàuzë = patina semidensa incolore che compare sulle foglie dei ceci prima della fioritura, di colore verde invece sulle foglie di pomodoro.
Scàgljë =
spighe di grano non completamente trebbiate.
Scalandrónë
= pertica con molti rami laterali su cui i pastori appendevano secchi, caldaie ed altri attrezzi per farli asciugare.
Scannatùrë = coltello con lama stretta e lunga usato per ammazzare il maiale.
Scapp
ǽ = caduto dalle mani per mancata presa.
Scarp
ǽ = calzolaio.
Scarpónë = grossa e rozza scarpa.
Scavónë
= gradino.
Scaud
ǽ = scottare, bollire.
Sch
ǽghë = scala.
'Schìh = verso tipico dei guardiani di porci per allontanarli da un determinato posto o ricondurli alla mandria.
Šcattùsë = dispettoso, discolo.
Scënǽrë = mettere in scena una determinata azione.
Scérë =
soggetto nominato dal tribunale per i sequestri di beni a scopo giudiziario.
Sciabb
ǽ = giovane pecora; donna di facili costumi disposta a soddisfare i propri impulsi sessuali.
Scìndë =
detto di capigliatura al vento non arricciata.
Ŝcómë
= schiuma di acqua bollente o di minestra a base di grassi animali.
Scucchjǽ' = dividere due che lottano.
Serracurtìn
ë = contrada dell'agro colobrarese.
Šchiffëtarùwë = schioppo giocattolo di legno di sambuca.
Scummënëch
ǽtë = dispettoso, persona senza alcun garbo, portato a danneggiare tutto quello che tocca.
Scuw
ǽrë = gocciolare, scolare.
Scuwatùrë =
scanno speciale per tagliare la cagliata.
Sónë =
suono.
Suprëss
ǽtë = soppressa o soppressata, carne bianca insaccata di maiale.
Scëluwéllë =
scivolo automatico della serratura.
Sténdë
 = a stento.
Sciuscéllë
= minestra di estrema semplicità ma anche di estrema insipienza; è fatta solo di pane senza sale e cotto con acqua; uomo senza spina dorsale.
Sciušcǽrë = soffiare.

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