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Pietro Lucarelli, il Parco Musicale Michele Enrico Carafa e la rivista "La fenice"
Piccolo omaggio a un appassionato promotore di storia e di cultura
di Daniele Calvi

La prima: non farmi sfuggire l'opportunità di celebrare in pubblico ancora una volta la bellezza e il fascino di Colobraro, e l'amore che nutro non solo per i suoi panorami mozzafiato e la sua portentosa luna, di cui ho avuto modo, sempre sulla rivista di Pietro, di tessere un appassionato elogio, ma anche per la sua gente onesta, buona e generosa che mi ha accolto, come accoglie tutti i forestieri, con profondo affetto ed esemplare senso dell'ospitalità. E che ringrazio per avermi coinvolto in una manifestazione così importante.
Questo connubio tra bellezze naturali e disponibilità umana mi porta spontaneamente ad associare da sempre l'immagine di Colobraro al titolo e al contenuto di una struggente opera narrativa di Nicolaj Leskov "Il viaggiatore incantato" in cui il protagonista è spinto a rievocare sul filo della memoria tutti gli eventi e gli incontri della propria vita proprio dalla magica, affascinante suggestione che esercita su di lui l'ambiente che sta attraversando, insieme selvaggio e dolcissimo, come i suoi ormai rari abitanti.
Ma veniamo alla seconda ragione: malgrado la modestia espressiva ed il valore letterario assai trascurabile, quella mia citazione possedeva un indubbio merito: si chiudeva, infatti, con l'invito a valorizzare sotto il profilo culturale questo splendido paese e la sua storia millenaria, ricca di tradizioni, di folclore, di leggende popolari, ma anche di eventi e personaggi memorabili.
Un invito che da allora è stato più volte raccolto e messo in pratica, come dimostra tra le tante che l'hanno preceduta anche l'iniziativa odierna. Un invito che Pietro non ha bisogno di sentirsi rivolgere avendone fatto, dopo quella coniugale, la passione principale della propria vita.
La ragione più importante, tuttavia, è la terza: nella parte successiva dell'articolo, quella che per vostra fortuna non ho letto, mi sforzavo di ricostruire la cronaca di un'estate colobrarese particolarmente densa di manifestazioni culturali - concerti, conferenze, mostre, convegni - molte delle quali caratterizzate dalla presenza e dalla partecipazione di illustri personalità dell'arte, della musica, della letteratura e della politica lucana. Personalità note anche a livello nazionale e internazionale.
Ebbene, essendo trascorso parecchio tempo, forse molti di voi non lo ricorderanno, ma tutte quelle iniziative traevano origine dalla realizzazione di un sogno. Un sogno a lungo coltivato e caparbiamente perseguito proprio da Pietro Lucarelli. 
Quella stessa estate, infatti, prendeva corpo il progetto del Parco Musicale intitolato a Michele Enrico Carafa, principe di Colobraro. Progetto per  il quale Pietro, che allora ricopriva la carica di Assessore comunale alla Cultura, Sport, Turismo e Pubbliche Relazioni, aveva profuso tutte le sue energie, sfidando coraggiosamente anche le perplessità e le critiche degli scettici.
Perché, e finalmente sono giunto dopo tante perifrasi al  cuore del mio intervento, non intendo parlare stasera di Pietro scrittore ed artista. Ad illustrare la sua carriera letteraria, le sue numerose pubblicazioni, e soprattutto a presentare la sua fatica più recente, cioè, il romanzo di genere fantastico  Il Granduca di Costa Fiorita, di cui mi ha immediatamente colpito il sottotitolo che suona come una promessa meravigliosa: L'Isola che si vorrebbe possedere, ci penserà infatti don Aldo Viviano.

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