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Pietro Lucarelli, il Parco Musicale Michele Enrico Carafa e la rivista "La fenice"
Piccolo omaggio a un appassionato promotore di storia e di cultura
di Daniele Calvi

E molto meglio di quanto possa e sappia fare io. A me preme invece ricordare e sottolineare, senza enfasi ma con sincera ammirazione, i meriti di Pietro Lucarelli come promotore di cultura, di energie intellettuali e creative.
Da molti anni a questa parte, dietro le più importanti iniziative culturali realizzate a Colobraro c'è quasi sempre la mano o, meglio, l'ombra di Pietro. A partire  proprio dalla cerimonia d'inaugurazione del Parco Musicale Michele Enrico Carafa, cui presero parte in quel torrido agosto del 2000, vale la pena ricordarlo, oltre a tutte le autorità locali, anche l'ex Presidente della Regione Basilicata Raffaele Dinardo, il Presidente della Comunità Montana del Basso Sinni, Enzo Ruggiero, l'Assessore Regionale alla Cultura, Carlo Chiurazzi e Carlo Stigliano, il compianto Presidente del Cosvel, l'ente promotore del piano "Leader 2", all'interno del quale venne incluso anche il programma di attività dell'Istituzione, il Parco Musicale appunto, per cui Pietro si era così gagliardamente battuto.
Nell'ambito di quella manifestazione, il maestro Vincenzo Defilpo, dopo aver illustrato le opere più importanti del "Principe di Colobrano", ne fornì uno splendido saggio accompagnando al pianoforte alcune "cavatine" carafiane eseguite dal soprano Maria Palmitesta.
Pochi giorni dopo, presso l'auditorium della scuola media, si svolse anche il I^ Concorso Regionale per giovani pianisti Michele Enrico Carafa. E sempre all'interno di quella programmazione estiva, trovò spazio anche il convegno "Cultura e Magia" che vide tra i relatori l'ex Presidente della Provincia di Matera, Angelo Tataranno, impegnato a ripercorrere le origini pagane di riti e cerimoniali della cultura popolare successivamente assimilati dalla tradizione cattolica, e Padre Mario Lucarelli, che, ponendo l'accento sulla pericolosità dell'occultismo dal quale traggono alimento un faraonico giro d'affari e truffe gigantesche, sollecitò numerosi interventi da parte del pubblico fortemente interessato ad un argomento tanto controverso ed inquietante.
Da ricordare, infine, il convegno conclusivo sul tema "Il Triangolo Culturale del Basso Sinni: Michele Enrico Carafa, Isabella Morra e Albino Pierro", finalizzato a promuovere una sempre più stretta collaborazione tra i tre Comuni di Colobraro, Tursi e Valsinni in materia di turismo culturale.  Al microfono si alternarono l'ex Provveditore agli studi di Matera, Rocco Lista, don Alberto Virgilio, il musicologo Pietro Andrisani, lo scrittore Rocco Campese, la professoressa Rosa Maria Fusco e il docente universitario Franco Vitelli.
A tal proposito, mi sembra doveroso rammentare che non solo l'istituzione del Parco Musicale, ma anche la riscoperta di Michele Enrico Carafa, importante compositore vissuto tra il XVIII ed il XIX secolo, che fu intimo di Rossini e di altri famosi esponenti della migliore tradizione operistica ottocentesca, si deve in buona misura all'impegno e alla curiosità intellettuale di Pietro Lucarelli. Coltivando la sua instancabile passione per le ricerche storiche, fu lui a mettere per primo in evidenza che il grande musicista, discendente di una delle più insigni famiglie aristocratiche del Mezzogiorno, amava fregiarsi, nella corrispondenza e nei documenti ufficiali, del titolo di "Principe di Colobrano", ereditato dal proprio genitore.

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